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Con ostinata passione. Il cinema documentario di Cecilia Mangini" di Gianluca Sciannameo, 125 pp, Edizioni dal Sud, collana Percorsi di "Teca", 2011 Italia. Seconda metà degli anni Cinquanta. Non molto tempo è trascorso dalla fine della seconda guerra mondiale eppure le ferite e le distruzioni del conflitto iniziano ad essere un ricordo. Il cambiamento si respira nell’aria. Il benessere sembra finalmente alla portata di tutti e gli spensierati anni del boom economico sono alle porte.
A raccontare, con spirito critico, quella stagione così ricca di avvenimenti, tensioni, cambiamenti, c’è un piccolo gruppo di registi cinematografici che fanno del documentario un vero e proprio strumento di appassionata lotta culturale e sociale... (continua). Cecilia Mangini è una di questi. Sempre testarda, orgogliosamente anticonformista, la regista pugliese ha contribuito, nel corso della sua carriera, a costruire al cinema il ritratto di un’Italia diversa da quella dei racconti ufficiali; di un mondo che scompariva, incapace di resistere all’avanzata del progresso, ma che aveva ancora “qualcosa da dire”. Quelle cose che ancora oggi il cinema di Cecilia Mangini, non solo preziosa testimonianza di un mondo ormai lontano nel tempo, dimostra di poter offrire a chi ha a cuore il racconto del presente. prezzo di copertina: 13 € €
Gianluca Sciannameo, giornalista pubblicista e critico cinematografico. Laureato al Dams di Bologna, da un decennio Sciannameo si dedica allo studio del patrimonio documentaristico italiano poi sfociato in due monografie: "Con ostinata passione. Il cinema documentario di Cecilia Mangini" (Dal Sud, 2011) e "Nelle indie di quaggiù. Ernesto De Martino e il cinema etnografico" (Palomar, 2006). Oltre l’attività di formatore in laboratori di cinema e fotografia, ha insegnato nei corsi di cinema dell’Università della Bas...visualizza tuttosilicata e di Bari e svolge attività di promozione e organizzazione cult