Sinossi *: Una donna sta camminando per le strade di un paesello. Si guarda attorno. Si ferma davanti ad una casa. Una vecchia signora affacciata al balcone le chiede chi è. La donna risponde che abitava lì quando era una bambina e che è la figlia di Concettina. La vecchia signora la riconosce e le domanda com’è vivere a Milano. La donna le dice che ha deciso di tornare a vivere in paese. La vecchia signora si stupisce per come farà con il lavoro. La donna: “Voglio ripartire da qui”. La vecchia signora le propone di seguirla così da aiutarla a sistemarsi.
La donna però vuole prima andare in un posto. La vecchia signora, prima di congedarsi, le dà un panino dato che sono quasi le undici. La donna ringrazia e mette il panino nella borsa.
La macchina sta percorrendo una strada di montagna. La donna sta guidando, osserva le montagne e guarda un plico posato sul sedile del passeggero: vi è il nome di un dottore.
Non si sente bene e accosta la macchina. Si ferma e scende. Fa dei grandi respiri, pare riprendersi. La montagna è davvero grande da lì, si sente invasa dalla sua possenza. Il suo sguardo viene attirato da qualcosa che luccica nell’erba. Si dirige verso quel bagliore, raccoglie l’oggetto: è una trottola di legno. Flash di ricordi di lei che gioca con la trottola quando era piccola affollano la sua mente. Continua a camminare e trova un telefono di quando era piccola: digita un numero e il telefono squilla. Risponde Martina bambina che viene distratta dall’arrivo del padre che le regala la trottola. Anche la madre ha un regalo per lei: è una presentosa, la stessa che indossa ancora adesso. La madre le dice che è una promessa d’amore verso se stessa. Martina torna al presente: davanti a lei vi è un tavolo apparecchiato. La donna si siede al tavolo e prende il panino dalla borsa. Una foto cade in mezzo all’erba. La raccoglie: è un’ecografia. C’è scritto sopra Anastasia. Si tocca la pancia e posa la foto sul tavolo.
Scarta il panino e inizia a mangiarlo guardando l’orizzonte.