Festival del Cinema Città di Spello
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locandina di "Bustrofedico"

Cast


Soggetto:
Anna Franceschini

Sceneggiatura:
Anna Franceschini

Montaggio:
Anna Franceschini

Fotografia:
Anna Franceschini

Bustrofedico


Director: Anna Franceschini
Year of production: 2019
Durata: 14’ 47’’
Tipology: documentario
Genres: arte
Country: Italia
Produzione: In Between Art Film, Gluck50
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: DCP, colore
Titolo originale: Bustrofedico

Storyline: BUSTROFEDICO è il video che Anna Franceschini ha realizzato come evento speciale e di chiusura del Padiglione Italia durante la 58a Biennale di Venezia del 2019. Il video è un’interpretazione libera del padiglione attraverso le immagini in movimento.

Si chiamano “bustrofediche” le scritture che cambiano direzione a ogni riga. Da sinistra a destra e poi da destra a sinistra e così via; nei “percorsi di ritorno” persino ogni singola lettera viene scritta a rovescio. Il termine deriva dall’avverbio greco βουστροφηδόν, che significa “al modo dei buoi che arano un campo”. Questa è l’idea che fin dal principio ha dato forma al progetto di traduzione filmica della mostra. Il film BUSTROFEDICO spinge all’estremo i confini dei generi cinematografici e costruisce un’opera “gender-less” (genre-less, “senza genere”, in termini cinematografici), fluida, che si muove tra il documentario e il thriller.

“Nel cuore del labirinto c’è un mistero, che a quanto pare non si vuole svelare, se si considera l’affanno del film nel rincorrere la steadicam. Gli spazi del Padiglione sono stati parzialmente riscenografati, oppure nascosti alla vista ed esplosi fuori dal padiglione stesso. Far perdere le tracce, lasciare lo spettatore smarrito in assenza di coordinate, estenuato da andate, ritorni, accelerazioni e rallentamenti. Tornare allo stesso punto. La macchina bustrofedica continua, inesorabile, a girare su stessa, ad auto-attraversarsi, a cercare di uscire da sè.

BUSTROFEDICO è una tensione per immagini.

BUSTROFEDICO si colloca nel genere ibrido del “film display”, che si appropria del linguaggio documentario combinandolo con le strategie estetiche proprie dell’exhibition design. Il film non solo diventa uno degli apparati che contribuiscono alla memoria del Padiglione stesso, ma, allo stesso tempo, ne costituisce uno strumento di analisi e lettura critica.

"Bustrofedico" è stato sostenuto da:
MIBACT


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