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Eccetera, Il Mondo di Mario Dondero


Regia: Maurizio Carrassi
Anno di produzione: 2020
Durata: 74'
Tipologia: documentario
Genere: arte/biografico
Paese: Italia
Produzione: Orme, Istituto Luce
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: DCP, colore
Titolo originale: Eccetera, Il Mondo di Mario Dondero

Sinossi: Il film documentario racconta la vita professionale ed umana di Mario Dondero che viene considerato il più originale, poliedrico ed impegnato fotoreporter della seconda metà del 900, dove la fotografia attraverso i rotocalchi arrivava, fino agli anni 60, a tirature di venti milioni di copie ed era, insieme al cinema, il mezzo principale dell’informazione attraverso le immagini. Ho incontrato Mario Dondero in più occasioni nel suo ultimo anno di vita tra Fermo, Altidona, Genova e Roma, sia in momenti di conversazione piuttosto informale sia in momenti di lavoro accompagnandolo nell’ultimo reportage sul porto di Genova e in occasione della mostra che lo ha celebrato a Roma alle Terme di Diocleziano nel dicembre del 2014.
Di origini genovesi nasce a Milano il 6 maggio del 1928 e la sua storia s’intreccia con le vicende del nostro Paese. A sedici anni raggiunge una formazione partigiana e con loro entrerà a Milano nell’aprile del 45. Quella spinta ideale diventa il rito di passaggio all’età adulta e caratterizzerà tutta la sua vita che, come il titolo dell’ultimo libro, sarà sempre dalla parte dell’uomo.
Questo interesse trovò nella fotografia il suo medium dopo una prima esperienza giornalistica a Milano sera. In una città che con determinazione si rialza in piedi e con ferite che cominciano a rimarginarsi, Mario Dondero trova la sua arcadia nel bar Jamaica, a ridosso dell’Accademia di Brera, dove si riuniscono giovani intellettuali ed artisti bohemienne creando continui scambi e sodalizi molto fertili. E’ il periodo della Vita agra di Luciano Bianciardi con cui condivide anche un appartamento, qui incontra molti compagni di strada che resteranno i suoi punti di riferimento, ma uno in particolare sarà particolarmente importante, Ugo Mulas. Con lui comincerà a dedicarsi alla fotografia scoprendo il suo talento alla continua ricerca di occasioni di lavoro tra giornali ed agenzie mantenendo per tutta la sua carriera lo spirito del freelance, spesso in condizioni precarie ma sempre geloso della propria libertà.

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