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Il Bene e il Bello - Etica dell'immagine


Autore: Ermanno Bencivenga
Casa editrice: Il Saggiatore
Anno: 2015
ISBN: 9788842821298
Tipologia: Saggio
Pagine: 159
Prezzo: 16,00 €

Descrizione: La bellezza conforta, riscalda e illumina il nostro percorso di vita. Ma possibile una bellezza indipendente dal bene, perfino alleata del male? Questo libro risponde di no, in primo luogo negando che le immagini siano paradigma di oggettivit, emblema di neutralit descrittiva. Anche quando pensiamo che mostrino la realt nuda e cruda, senza possibilit dinganno, sono spesso pi ambigue di qualsiasi discorso, e danno origine a discorsi senza fine. Il modo in cui sono costruite, tagliate e contestualizzate afferma un progetto di mondo, di umanit: la figura della tabaccaia felliniana di Amarcord potrebbe non distinguersi dalle velone dellomonimo programma tv, ma racchiude un messaggio radicalmente diverso. Nelle particolari circostanze in cui viene proposta e percepita, unimmagine portatrice di giudizi. Esprime unetica, fra le tante possibili. Daltra parte, se unimmagine vale pi di mille parole perch pu suscitare emozioni intense e rappresentare un vigoroso stimolo allazione: una bandiera che sventola ha portato al sacrificio milioni di giovani; limmagine di una donna ha causato duelli e deliri. Nella societ di massa il potere, in ogni sua forma, ha imparato a fare delle immagini un formidabile strumento di propaganda; ma una foto come quella che Nick t scatt ai bambini colpiti dal napalm in Vietnam ha cambiato la storia suscitando un travolgente moto di indignazione contro la guerra. Ispirato dai grandi filosofi occidentali, Ermanno Bencivenga ci guida alla scoperta del significato etico delle immagini, muovendosi sul doppio registro della passione e del giudizio. I numerosi esempi tratti dalla storia dellarte, dal cinema, dalla pubblicit e dalla cronaca confermano uno dei cardini del pensiero kantiano: il bello simbolo del bene. Lo pu rappresentare in modo diretto, come la SantAnna di Leonardo, o in modo indiretto, facendone avvertire la mancanza, come il Giudizio universale di Michelangelo. Lesito identico: risvegliare in noi il desiderio del bene. E se quello della moralit un compito interminabile, che si scontra con la consapevolezza della nostra imperfezione, allora la bellezza pu riconciliarci con il nostro destino di esseri razionali: pu accendere in noi la pace e la speranza prima che al loro posto sinsinuino nostalgia e rimpianto, e il compito ci appaia di nuovo insormontabile.

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