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Conferenza Stampa (Roma, 14/10/2006): N - Io e Napoleone


Conferenza stampa del 14 ottobre, alla Sala Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica durante la Festa Internazionale di Roma 2006, subito dopo l'anteprima del film. Sono presenti in sala Paolo Virz, Monica Belluccci, Francesca Inaudi, Sambrina Impacciatore, Elio Germano, Letta (Medusa), Tozzi (Cattleya) e Ferrero (scrittore).


Conferenza Stampa (Roma, 14/10/2006): N - Io e Napoleone
Il cast di N - Io e Napoleone al red carpet
L'idea per la realizzazione del film nata quando Benigni le ha segnalato il libro di Ferrero?
Paolo Virz: Il libro di Ferrero mi piaciuto perch mostra il punto di vista dell'esilio di Napoleone visto da una persona che lo destesta, cio Martino, il personaggio interpretato da Elio Germano. Mi premeva far notare lo scontro filosofico tra un giovane politico/idealista di 20 anni ed il disincanto e l'iilusione dell'et adulta.

Questo film sia una commedia che un background politico. Come ha lavorato su questo elemento? C' un fondo di attualit nella sceneggiatura?
Paolo Virz: E' difficile descrivere questo film. Pu essere una commedia, una fiaba nera, un apologo filosofico, un noir ottocentesco. Ho fatto riferimento ad un modello classico, ma c' della novit: il dibattito politico-filosofico tra il rapporto odio politico-natura umana. A Martino ho cabiato il cognome rispetto al libro di Ferrero, Papucci come un mio compagno di liceo con cui ho vissuto il mio periodo di maggior esaltazione politica giovanile. Sui riferimenti all'attualit abbiamo giocato molto. Su alcune frasi ho fatto riferimento al linguaggio di Berlusconi, come quello del "miracolo umano" o "sua maest, mi consenta". Durante le risprese ho caricato Elio Germano, dicendogli di oodiare il tiranno come odia Berlusconi. Lo posso dire, tanto le idee politico estremiste di Elio sono ben note a tutti. Ho immaginato, poi, Portoferraio come un quartiere di Livorno. ho mescolato all'ottimo cast, dei trucidi livornesi che parlano una lingua labronica dell'ottocento inventata per non far diventare la pellicola un film in costume manieristico.

Cosa ti ha affascinato del tuo personaggio?
Elio Germano: Le mie idee politiche sono ben precise. Io, per in realt, non odio nessuno. Non sono contro Berlusconi, ma contro il "Berlusconismo" imperante. Del mio personaggio mi ha molto affascinato il rapporto tra storia ed umanit, specie la capacit del personaggio di entrare nella storia da protagonista. Mi piace la coerenza etica di Martino. Una volta era pi facile sentirsi parte del mondo. Inatti Martino vuole uccidere Napoleone non per sua ira ma per fare del bene alla sua gente.

Salve, signora Bellucci. Vorrei sapere come si trovato Daniel Auteuil durante le riprese del film.
Monica Bellucci: Questa domanda, pi che a me, sarebbe da rivolgere al regista.
Paolo Virz: E' stato buffo, perch Auteil per la prima volta non stato doppiato in un film italiano. Volevo che il suo personaggio parlasse un francese "ciancicato". Mi spiace che Daniel non sia presente a questa conferenza stampa, per morta sua madre e stammattina era al suo funerale. Ha dato un cotributo particolare al film, perch ha voluto recitare la parte di Napoleone come quella di un vecchio attore che ha perso il suo successo.

Signora Bellucci, conosce la parodia che le fa Fiorello alla radio? Si ispirata a questa per recitare la sua parte? A questo punto della sua carriera artistica, come sceglie i copioni?
Monica Bellucci: Non ho mai ascoltato l'imitazione di Fiorello. Andr, per, in radio a fare una cosa con lui. Dice che fa molto ridere e voglio ascoltarla. In una trasmissione di Mollica ho fatto una volta la mia imitazione. E' stato divertente.
I copioni gli scelgo in base al regista, perch meglio un buon regista con un copione meno buono che un buon copione con un regista cos cos...

Un altro elemento attuale il fascino del tiranno che pu essere amato od odiato. E' un aspetto che ti ha interessato e divertito?
Paolo Virz: S, abbiamo girato il film intorno a questa questione. Non so se Martino affascinato da Napoleone o ha compassione per lui. Secondo me pi vicino alla piet che alla seduzione. Il Napoleone che ho raccontato un signore che si annoia, senza esercito, che si diverte ad irritare il "maestrino ribelle", perch aveva capito il punto di vista di Martino.

Ultimamente quattro registi diversi nel mondo hanno affrontato il tema dei potenti, tra cui lei. Se l' chiesto perch?
Paolo Virz: Aggiungerei anche il film "Passegiate a Campo di Marte" per fare il numero di cinque. In Italia, a differenza che all'estero, c' sempre stata l'idolatria verso Napoleone, forse per via del Fascismo. Io metto in mostra il rapporto tra potere e consenso. L'uomo di potere un oggetto misterioso, che riesce ad avere il plauso delle moltitudini.

A dodici anni dal film "I Mitici", che effetto le ha fatto riparlare nel suo dialetto di Citt di Castello ?
Monica Bellucci: Nei mitici parlavo umbro ed ho dovuto anche andare a scuola per impararlo. In questo film parlo veramente il "castellano" (n.d.r. sarebbe il dialetto di Citt di Castello, ove nata l'attrice). Mi molto piaciuto interpretare il ruolo della Baronessa Emilia, donna godereccia, un po' mignotta, una donna non cresciuta. Ringrazio Paolo per il ruolo che mi ha ato.

Tra gli affascinatori di folla possoami anche inserire Veltroni o Bettini ?
Paolo Virz: Martino non contro Berlusconi, ma contro il radicalismo politico che fa creare l'odio. M;artino mitomane, credulone, imbranato. E' come il lanciatore di cavalletti verso Berlusconi. Di quella vicenda non mi ha colpito l'odio, ma il suo seguito, cio quando l'ex premier ha chiamato la madre del fotografo. Per odiare i politici bisogna starci lontani, perch se ci si avvicina troppo si scopre la loro umanit e questo complica la cosa.

Vorrei sentire il parere di Letta sul film
Giampaolo Letta: E' riduttivo e non da giustizia al film parlarne solo in una visione politica e contrapporre Martino a Berlusconi. Napoleone non il "caimano". Non giusto parlarne in questi termini per la Medusa, Virz e d Elio Germao. Berlusconi un autonomo. E' grazie a lui se il cinema italiano pu produrre molti film (n.d.r. fischi in sala). Questa non una dimostrazione di tante cose !

Una qualit del film usare attori italiani in ruoli diversi. Come ha fatto a livorezzizare attori romani e come ha fatto a dare il ruolo della zittella alla Impacciatore ?
Paolo Virz: Furio Scarpelli ha fatto delle caricature dei personaggi nella prima stesura del copione. Da quelle ho scelto il cast. Valerio l'ho scelto dopo che mi ha fatto una telefonata scherzosa, spacciandosi come un giornalista della Nazione di Piombino. Ci sono cascato. Sabrina l'abbiamo presa dopo un provino, dove ha dimostarto ancora una volta di poter sapere interpretare tutti gli accenti. Elio basta che stia accanto a qualcuno per farlo parlare in quel modo. Inoltre prima del film non lo conoscevo e non sapevo di dove era, perch nei suoi film ha recitato con vari accenti. Omero Antonutti aveva gi recitato interpretando vari dialetti toscani. Infine la Inaudi senese...

Diamo la parola all'altre persone del cast, adessso..
Riccardo Tozzi: Questo film stato realizzato con una scenografia con luce in negtivo digitale. Da questo punto di vista la post-produzione d'avanguardia mondiale, come quella americana se non pi avanti. Grazie a tutti i realizzatori.
Sabrina Impacciatore: Per il provino ho studiao tutta la notte precendente il toscano, perch ci tenevo a fare il film...Quando per ho sapto che dovevo interpretare una zittella non ero tanto felice. Questa cosa pu avere ripercussioni sulla mia vita privata, cos non mi si avvicina pi nessuno !
Omero Antonutti: Sono deluso da Paolo Virz, perch quando mi ha chiamato pensavo di interpretare finalmente una ruolo comico e non drammatico come al solito.. Bisogna stare attenti alla "fascinazione" dei tiranni. Spetta a noi anziani spiegare ai giovani come conquistarsi la libert, impegnandosi a fondo con ogni mezzo. Ma non parliamo di politica, spero si parli solo del film. Quella lasciamola ai politici, l'altro aspetto ci interessa di pi...


Conferenza Stampa "N - Io e Napoleone"


15/10/2006

Simone Pinchiorri