Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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Armi giocattolo: arrestati in Kenya due cineasti italiani


Francesco Papa e Silvano Scasseddu incolpati di importazione abusiva di armi in Kenya. La merce, che serviva per il set del film "The African Game", non era stata denunciata in dogana.


Armi giocattolo: arrestati in Kenya due cineasti italiani
Papa e Scasseddu sul set di "The African Game"
Il produttore esecutivo del film "The African Game", Francesco Papa, e l’organizzatore degli effetti speciali, Silvano Scasseddu sono stati arrestati in Kenya sul set cinematografico perchè accusati di traffico d’armi. I due cineasti italiani sono accusati di importazione abusiva di armi e rischiano il carcere dai sette ai quindici anni di detenzione. Il fatto più eclatante è che le armi in questione sono di plastica, usate per girare il film, un poliziesco ambientato sulla costa e in un parco keniote. Papa e Scasseddu erano stati ingaggiati nel cast dalla Dania Film, di Luciano Martino, società di produzione della pellicola. Giorni prima del loro arrivo sul set erano state inviate dalla produzione le armi, quelle vere, ma modificate per sparare a salve, con tutti i regolari permessi e quelle di plastica senza nessun documento di importazione. Il 6 luglio la polizia keniota è giunta nel luogo delle riprese con un mandato d'arresto per i due italiani. Papa e Scasseddu subiscono un primo arresto pur non essendo i proprietari della Dania Film, né i responsabili dell’importazione delle armi, e poi vengono rilasciati su cauzione di 75 mila scellini (circa 1.600 euro). L'11 luglio gli agenti locali compaiono con i passaporti e la cauzione ed annunciano con delle scuse il prosciolglimento dal reati contestati. Ma il 18 luglio la situazione cambia ancora e i due vengono di nuovo arrestati e processati per direttissima si dichiarano innocenti. I magistrati riescono a trovare dei vecchi codici penali per "incastrare" Papa e Scasseddu e li reinviano a giudizio al 17 settembre. Il cast, tra cui i protagonisti Luca Ward, Bryony Afferson e Rachel Grant e il regista Michele Massimo Tarantini, sono riusciti a scappare e sono rientrati precipitosamente in Italia. I due cineasti non possono neanche pagarsi la cauzione, perchè nessun del luogo può garantire per loro, ma causa un improvviso malore evitano la prigionia a M’Tagani, un fetido e puzzolente lager alla periferia di Malindi dove convivono prostitute, assassini, pedofili, ubriaconi, banditi, teppisti, terroristi, e vengono ricoverati al Saint Peter Hospital. Per fortuna il giudice accetta come cauzione i libretti di circolazione di due auto noleggiate dalla troupe ed il 1 agosto sono stati convocati di nuovo in tribunale per una "mention". L'Ambasciata Italiana ed il Ministero degli Esteri Italiano hanno richiesto il rilascio di Papa e Scasseddu, ma per ora il governo keniota ha risposto lanciando nuove accuse del tutto strampalate. come quella che i due sarebbero stati i custodi delle armi vere e finte...

03/08/2007

Simone Pinchiorri