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Il documentario su Mastroianni "Mi Ricordo, sì io
mi Ricordo" all'Ecomuseo del Litorale Romano


Il documentario su Mastroianni
Nel documentario "Mi Ricordo, sì Io mi Ricordo, realizzato nel 1997, Anna Maria Tatò regista e compagna di Marcello Mastroianni raccoglie le memorie del grande attore, dalla sua passione adolescenziale per il cinema fino al termine della sua carriera sul palcoscenico del teatro.
Con il suo parlare pacato e la fine autoironia, Mastroianni ripercorre la sua vita di attore, dalle prime esperienze come comparsa a Cinecittà, quando cercava di parlare con Vittorio De Sica, per potersi far notare e ottenere un provino. E poi le prime interpretazioni con Luciano Emmer ("Domenica D’Agosto") e Mario Monicelli ("Padri e Figli"). Poi la notorietà, arrivata nel 1960 con il film di Fellini "La Dolce Vita" e la fama che, rapidamente, passa anche dall’altra parte dell’oceano. L’esperienza del musical con "Ciao, Rudy". Ma ci sono anche i film meno famosi, che lui considerava invece i più riusciti, come "Il Bell’Antonio" di Bolognini, "Ciao Maschio" di Ferreri… E quindi il lavoro con Elio Petri, in particolare l’interpretazione nel film "Toto Modo", che anticipò la tragica fine di Moro e l’esperienza televisiva con "Le Mani Sporche" di Sartre.
Molti sono i ricordi sui progetti non realizzati, con le proposte più fantastiche fatte a Petri e a Fellini, con il quale Mastroianni voleva interpretare Mandrake e Tarzan.
Alcuni ricordi sono proferiti in Portogallo, sul set di un film di Manuel De Oliveira: è l’occasione per affermare la sua voglia, nella seconda fase della sua carriera, di interpretare ruoli diversi in altri paesi con registi non commerciali, come Anghelopoulos, Mikalkov,…
Ma Mastroianni non tralascia i suoi ricordi infantili, quando aiutava il padre nel suo lavoro di falegname. I suoi rapporti con i genitori, con il fratello Ruggero, che diventerà un bravo montatore.
Fra gli elementi più interessanti del documentario sono le sue considerazioni sul lavoro, sul cinema, sulla critica, sulla fama (il clichet del latin lover), sulla vita. Il suo fare disincantato ci restituisce la dimensione terrena dell’agire sul set o sul palcoscenico, esprime la necessità di frenare le emozioni personali per controllare meglio il personaggio.
“E’ un mestiere meraviglioso” - conclude Marcello - “Ti pagano per giocare”.
Il film di Anna maria Tatò "Mi Ricordo, sì Io mi Ricordo" viene presentato nella sezione Ritorni Doc di Memoriacinema, rassegna di cinema sulla storia delle genti e dei territori, sabato 19 gennaio alle ore 15,00 alla Sala Visioni dell’Ecomuseo del Litorale Romano a Ostia Antica (Roma).

17/01/2008, 13:15