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Note di regia del documentario "Yes We Camp – Appunti dal Cratere"


Note di regia del documentario
Yes We Camp nasce sul campo. La sua struttura narrativa, diaristica per scelta e per necessità, deriva da una considerazione che cerca di rendere conto della complessità della situazione all'Aquila dopo il 6 aprile: ci sono migliaia e migliaia di storie da raccontare. Il protagonista del racconto è la collettività, è un racconto corale che va vissuto dall'interno.

Dopo un lavoro preparatorio e una serie di interviste realizzate il 16 giugno a Roma, nel corso di una manifestazione di protesta organizzata dai Comitati Cittadini sorti spontaneamente dopo il 6 aprile all'Aquila, Alberto Puliafito, regista del documentario, ha trascorso un po' di tempo in un campo spontaneo all'interno di un parco cittadino e ha raccolto altro materiale e documentato le giornate del G8 all'Aquila da un punto di vista alternativo ai percorsi ufficiali e dall'interno della struttura che ospitava il G8.
Da questa breve esperienza è nata una collaborazione tra IK Produzioni e Repubblica: Alberto Puliafito ha seguito diaristicamente a luglio e agosto gli eventi occorsi nell'aquilano per realizzare 11 puntate video di un reportage pubblicato sul sito web di Repubblica Tv, svolgendo di fatto il lavoro di una piccola troupe, cercando contatti, filmando e montando su una stazione di montaggio portatile fornita da IK Produzioni, ospitata all'interno del MediaLab di legno, che fungeva anche da sede degli esperimenti di comunicazione dei Comitati aquilani. Grazie a questa sistemazione “di fortuna” si è potuto, da un lato, ridurre i costi di produzione, dall'altro, rendere possibile la presenza dell'autore sul campo in modo continuativo, a differenza della maggior parte degli altri giornalisti e documentaristi presenti, che avevano sostanzialmente base a Roma e arrivavano all'Aquila solo in
determinate occasioni.
Nel corso della realizzazione di questo reportage video è apparso evidente, gradualmente, che all'Aquila si vivevano due realtà progressivamente divergenti: una vissuta dai terremotati e un'altra raccontata dai media.
Per questa natura del lavoro, e considerato il grande desiderio di sapere come stanno le cose nell'aquilano da parte di associazioni e comunità locali su tutto il territorio italiano, ci è parso assolutamente naturale mettere insieme le varie puntate, approfondire e ampliare la documentazione audivisiva e giornalistica indipendentemente dal lavoro iniziale con Repubblica Tv e proporre il tutto in un unico documentario, diaristico, dal titolo Yes We Camp.

Vivere la realtà degli sfollati, trascorrendo quasi tre mesi in tenda, ha permesso al regista di entrare in stretto contatto con la realtà aquilana, nella maniera più empatica possibile.
Così, mentre veniva realizzato, Yes We Camp veniva anche spontaneamente distribuito dal basso in una serie di versioni che si sono susseguite l'una all'altra e che sono state proiettate in almeno una trentina di realtà italiane.
La prima proiezione – unico caso, fra i vari documentari che sono stati realizzati in quei mesi da altre realtà presenti sul territorio – viene effettuata proprio all'Aquila, prima presso la Villa Comunale e poi, il 5 settembre 2009, nella surreale e toccante cornice di Piazza Duomo, aperta al pubblico per celebrare e ricordare le vittime del sisma.
Fra le proiezioni più interessanti che hanno ospitato le diverse versioni di Yes We Camp,
segnaliamo: il Milano Film Festival, fuori concorso nella sezione Colpe di stato (era il 16
settembre, e la richiesta di partecipazione al Festival è giunta il giorno prima: quella versione si
fermava proprio lì, alla consegna delle case di Onna) e la Rassegna del Cinema Indipendente, all'interno del M.E.I. - Meeting delle Etichette Indipendenti, di Faenza). Il lavoro ha suscitato interesse anche all'estero e nel 2010 sono previste alcune proiezioni negli U.S.A. (New York, Philadelphia, Boston) che interesserà sia la prima sia la seconda parte del documentario. Il fatto che il lavoro di documentazione sul campo degli eventi occorsi in questi mesi nell'aquilano fosse importante, ci veniva confermato, costantemente, dalle reazioni del pubblico alle proiezioni.

Gli spettatori erano molto interessati, spesso incuriositi, a volte increduli nelle premesse, convinti com'erano dalla comunicazione ufficiale della bontà dell'intervento nell'emergenza aquilana; e poi tutti, indistintamente, desiderosi di approfondimenti e di spiegazioni.
I dibattiti che seguivano le proiezioni sono stati sempre molto lunghi e interessanti.
Il racconto diaristico di Yes We Camp si ferma al 23 di ottobre, quando all'Aquila era ancora in corso l'emergenza-tendopoli.

"Yes We Camp" avrà una seconda parte che si intitolerà “"Comando e Controllo"” e che entrerà a far parte di un progetto dal titolo “shockjournalism_01”