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"Piazza Giochi": i giovani tra sballo e
sentimenti descritti da Marco Costa


Il film di Marco Costa si dichiara all’altezza delle sue intenzioni e riesce a descrivere con oggettività la realtà di una fascia dei giovani della Roma bene. Non manca di raccontare con personalità temi già narrati, e questo è indubbiamente uno dei suoi pregi.


“Piazza Giochi” non è esattamente l’opera prima di Marco Costa. Il giovane sceneggiatore e regista ha infatti già diretto, in co-regia con Tonino Zangardi il lungometraggio “Ma l’amore si”.

Il suo lavoro in uscita oggi nei cinema pare ricalcare, almeno apparentemente, la scia del cinema generazional-adolescenziale tanto di moda nel nostro panorama cinematografico. Così certo il film di Marco Costa può difficilmente evitare di apparire già visto a causa dei suoi simili lungometraggi precedenti usciti sul grande schermo, ed è un peccato perché è invece un’opera, ed una operazione, onesta. “Piazza Giochi” ha sicuramente il pregio di riuscire a descrivere con lucidità e gusto la realtà di una fetta dei giovani della capitale, quelli molto spesso annoiati e viziati e certo dediti allo sballo ma non solo, perché appunto non è esclusivamente quella la loro vita. E infatti nel corso del film appaiono anche i momenti bui della loro esistenza, ravvisabili non solo negli amori che non quadrano come vorrebbero ma anche negli inevitabili smarrimenti che gli adolescenti che credono di avere tutto, ed almeno apparentemente lo hanno, non mancano di vivere.

Il film di Marco Costa pare ricordare certe situazioni di “Caterina va in città” di Paolo Virzì o altre del più recente “Un gioco da ragazze” del giovane Matteo Rovere, ma non manca di rivelare comunque una sua personalità. A questo proposito possiamo citare la chiusura, anomala, inaspettata e quindi spiazzante, e alcune scene indovinate e dolci come quella delle due sorellastre che si ritrovano a giocare con le uova contro un muro rinnovando così il loro precedentemente difficile rapporto. Certo alcuni momenti appaiono forse girati e montati un po’ velocemente, ma il film finisce per dichiarare la sua dignità e lasciare la sua impronta soprattutto se si considera che si tratta di un lungometraggio a budget non alto (i low budget di questo tempo sono ben altri, come tengono giustamente a precisare i produttori) e appunto girato in sole cinque settimane. La sceneggiatura non ha cadute rilevanti e gli attori sono ben diretti, non solo i professionisti già conosciuti come Luca Ward ma anche le giovanissime attrici che interpretano le sue giovani figlie, Cecilia Albertini e Laura Adriani. Buone anche le prove dei giovani Andrea Montovoli, già visto in “Scusa ma ti voglio sposare”, e Lorenzo De Angelis.

“Trovo che dei giovani si parli spesso in modo sbagliato e soprattutto al cinema”, ha tenuto a precisare Luca Ward durante la conferenza stampa, “ed invece la generazione degli adolescenti sono il futuro del mondo ed in questo momento storico in modo particolare non sono certo sopportati nei confronti del loro futuro, ed io come genitore avverto fortemente questo vuoto. Anche per questo motivo trovo che sia importante continuare a parlarne al cinema nel modo più possibile aderente alla realtà. Sono convinto che “Piazza giochi” riesca a fornire una immagine completamente diversa dei giovani rispetto a come siamo stati abituati a vederli al cinema o in televisione. Io per esempio non sono affatto della stessa sintonia di un film come “Albakiara” che ha raccontato i giovani come non sono”.

L’autore di questo articolo si sente di condividere in particolare quest’ultima affermazione, dal momento che dice una cosa più che giusta nei confronti di un film terrificante e dannoso (ed estremamente inutile) come quello del “regista” Stefano Salvati.

“Il mio è uno dei primi film girati con la Redcam che escono al cinema”, ha dichiarato Marco Costa. “Personalmente mi dà fastidio che si parli in modo negativo e quindi omologato dei film che sono incentrati sui giovani. Io ho il massimo rispetto per esempio dei film di Moccia, e ci tengo a fare notare che anche grandi autori hanno portato sul grande schermo film sul filone adolescenziale; a questo proposito trovo che, nella scia della “categoria” in questione, uno dei film migliori degli ultimi anni sia “Come te nessuno mai” di Gabriele Muccino” (altra affermazione estremamente condivisibile). “Comunque in “Piazza giochi” ho cercato di parlare del problema dei giovani in maniera leggera”, ha concluso il regista, “perché ci tenevo a privilegiare i toni della commedia”.

Il film uscirà con circa cinquanta copie, ma i produttori hanno precisato di essere impegnati a garantirgli una uscita ancora più importante.

10/04/2010, 19:00

Giovanni Galletta