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CI VEDIAMO A CASA - Politicamente scorretto senza graffi


Maurizio Ponzi torna alla regia cinematografica dopo otto anni. Tanti interpreti della nuova generazione, ma chi spicca sono Giuliana De Sio e Antonello Fassari, per raccontare tre storie di oggi. Ambra Angiolini, Edoardo Leo, Nicolas Vaporidis, Myriam Catania, Primo Reggiani e Giulio Forges Davanzati nei panni dei personaggi principali che si intrecciano senza troppe interazioni.


CI VEDIAMO A CASA - Politicamente scorretto senza graffi
Edeoardo Leo e Ambra Angiolini in "Ci vediamo a casa"
La casa e la coppia. Questi i temi che si intrecciano nel nuovo film di Maurizio Ponzi. Sceneggiato dallo stesso regista con Piero Spila, Stefano Tummolini e Giancarlo De Cataldo "Ci vediamo a casa" è ambientato nella Roma di oggi e cerca di affrontare argomenti d'attualità come la difficoltà di trovare un alloggio, le vicissitudini (nel caso più private che pubbliche) di una coppia gay, o il coinvolgimento in uno scandalo politico-edilizio con tanto di arresto e conseguenze sulla famiglia. Insomma quello che i giornali pubblicano ogni giorno, Ponzi e gli altri lo mettono nel film, parlando del privato e dimenticando una delle funzioni del cinema nei confronti dell'attualità: la denuncia.

Insomma, tra una vicenda e l'altra, le tre coppie procedono nelle proprie storie che finiscono per sfiorarsi e incrociarsi leggermente alla maniera di "America Oggi" di Robert Altman (magari...).
Ma il racconto di Ponzi è sottile e con qualche contraddizione in personaggi e situazioni; come la madre, interpretata da una bravissima Giuliana De Sio, fricchettona e cannarola sì, ma razzista e attaccata al denaro, o i due ragazzi gay che si accoppiano sulla spiaggia di Ostia in pieno giorno (evento già proposto qualche chilometro più a sud da Tummolini in "Un Altro Pianeta"), nascosti solo da una barca in secca. Poi se li arrestano, via con le fiaccolate... (ma almeno sarebbe partita una storia).

La leggerezza purtroppo si trasforma in superficialità e l'obiettivo, che vuole di proposito rimanere sui personaggi, lascia sfocato lo sfondo rendendo impalpabili la storia e il dramma.

La mano di De Cataldo si percepisce per il romanesco alla Romanzo criminale dei giovani interpreti; tranne che per Antonello Fassari esperto e misurato, uno slang annacquato da qualche corso di dizione che lo rende finto e stonato; alla faccia di Aldo Fabrizi e Anna Magnani.

Maurizio Ponzi, classe 1939, si conferma un bravo artigiano di cinema, senza quei picchi che potrebbero renderlo "autore", e confeziona un film che assomiglia ai grandi successi dei primi anni 80; storia e sviluppo poco consistenti e regia di mestiere. Ma lì c'era il fenomeno del momento Francesco Nuti, e qui no.
"Ci vediamo a casa", prodotto con l'aiuto del Mibac e di Rai Cinema, uscirà in sala il 29 novembre distribuito dal circuito Microcinema.

21/11/2012, 10:11

Stefano Amadio