Sudestival 2020

VITTORIO VENETO FF - Il bilancio della quarta edizione


La direttrice Elisa Marchesini fotografa esigenze e obbiettivi di un festival pensato per i giovani


VITTORIO VENETO FF - Il bilancio della quarta edizione
Elisa Marchesini, Direttrice del Vittorio Veneto FF
I "piccoli" festival come il Vittorio Veneto Film Festival, che ha appena chiuso la sua quarta edizione hanno almeno tre grandi pregi. Spogliati del glamour, vanno dritti al cuore del cinema, ovvero ai contenuti, ai temi e ai mestieri, rendono gli ospiti "persone normali" ovvero umani da avvicinare e con cui parlare, ma parlare per davvero e infine, come nel caso di un festival come questo dedicato ai ragazzi, avvicinano una nuova generazione, che inevitabilmente rappresenter il futuro del cinema, a un'arte meravigliosa, facendoli appassionare, emozionare, sperimentare. Forse sognare.

"I sogni e i sognatori sono necessari a una societ" ha detto Sabrina Impacciatore sul palco, ricordando Massimo Troisi a cui era dedicato il Festival. "Massimo stato un poeta del cinema, avergli dedicato questo omaggio con la bicicletta de "Il postino" e una mostra significa non perdere questa voglia di sognare, per me lui continua fonte di ispirazione e spero lo sia anche per voi".

Per le vie della piccola cittadina veneta stato splendido vedere in questi giorni i ragazzi della giuria, oltre 1000, ma anche le persone "normali" poter avvicinare Leo Gullotta, Carlo Brancaleoni, Giorgia Farina e tutti gli ospiti che sono arrivati per condividere esperienze.
Condividere la parola che Elisa Marchesini, infaticabile e preparata direttrice sottolinea pi volte mentre chiaccheriamo.
"Un paese come il nostro deve necessariamente ripartire dai giovani, deve rifondarsi credendo sui valori della costituzione e dello stare insieme, sul principio che non possiamo e non dobbiamo abbandonare i nostri sogni ma rincorrerli e farli diventare realt. E' quello che cerchiamo di fare qui, vogliamo che i ragazzi che arrivano a Vittorio Veneto appoggino i piedi sulla terra, vedendo che il cinema qualcosa di possibile e fattibile sia davanti sia dietro la telecamera. Dico sempre che qui abbiamo tolto il glamour per dare degli appoggi concreti, come un trampolino di lancio dal quale spero che qualcuno si lanci per volare in alto. Finora queste nostre idee sono state recepite e vincenti".

Quattro anni fa con Gennaro Viglione avete messo in piedi una scommessa oggi siete invece una solida realt, premiata anche con la collaborazione di Rai Cinema.
"Abbiamo visto crescere questo festival tantissimo, da 600 ragazzi giurati siamo arrivati a 1000, che arrivano da tutta Europa. Abbiamo portato pi ospiti e pi laboratori (uno di cinegiornale con Giuseppe Di Tommaso) e uno di fotografia (con Rosa Mariniello), abbiamo creato un momento importante di aggregazione, discussione, confronto e apprendimento. La cosa che mi rende pi felice che si creato un gruppo di adulti e un gruppo di giovani che hanno lo stesso obbiettivo imparare e crescere. C' una frase che il mio motto, ed di Baden Powell e dice cos "cerca di lasciare il mondo un posto migliore di come l'hai trovato". Ecco, questo quello che stiamo provando a fare".

22/04/2013, 09:13

Elena Dal Forno