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FELICE CHI È DIVERSO - Gianni Amelio, dalla Berlinale ai cinema


"Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune" scrive Sandro Penna in questa poesia che ha ispirato il titolo del documentario. Gli omosessuali in un paese come l'Italia, dal fascismo ai giorni nostri attraverso testimonianze e immagini tratte da giornali, cinema e tv. Tra gli intervistati Paolo Poli e Ninetto Davoli che racconta la sua amiciza con Pier Paolo Pasolini. Distribuito dal 6 marzo da Luce Cinecittà


FELICE CHI È DIVERSO - Gianni Amelio, dalla Berlinale ai cinema
Paolo Poli, tra gli intervistati da Gianni Amelio
Gianni Amelio arriva in sala dal 6 marzo con un documentario. Il suo è un viaggio, un cammino attraverso le esperienze e i racconti di chi sa cosa vuol dire essere omosessuale in Italia. Si parte da lontano, dal ventennio fascista per arrivare ai giorni nostri con una panoramica che mostra quel che significa essere considerato diverso in famiglia, dalla società, dai giornali, dal cinema o dalla tv.

Da nord a sud Amelio ha intervistato tanti uomini che hanno raccontato la propria diversità, mostrando non poche differenze culturali sia geografiche, da nord a sud, sia sociali, con il dissimile approccio ad una condizione non omologata. Persone normali o famose per andare ad analizzare a fondo un atteggiamento di rifiuto, di paura o di scherno da parte della società che ha accompagnato le vite di tante persone.

L'Italia non ha mai accettato o quantomeno ignorato civilmente una minoranza che ha sempre guardato con fastidio e un documentario come "Felice chi è Diverso" più che riportare l'attenzione sulle persone, mostra le loro difficoltà e sofferenze per non essere mai accettati al cento per cento.

Costruito con interviste e immagini di repertorio, il documentario, presentato alla scorsa Berlinale, non ha intenzione di gettare una nuova luce sulla diversità, ma riesce con un tocco leggero a mettere lo spettatore davanti all'infelicità di vivere di chi si sente messo ai margini. Il titolo, tratto da un verso del poeta Sandro Penna, più che una constatazione, finisce per essere un sincero augurio.

04/03/2014, 18:59

Stefano Amadio