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Al Courmayeur Noir la paura fa 90 anni di Istituto Luce


Al Noir in Festival "Trame, il Sud in bianco e nero". Le mafie, la corruzione e le speranze tradite del Paese in un incontro e attraverso rari filmati dell’Archivio Luce.


Al Courmayeur Noir la paura fa 90 anni di Istituto Luce
Ci sono la cattura e la morte di Salvatore Giuliano, nel ’50, e le vicende del bandito La Marca e del brigante Musolino, di nomi dimenticati come Rosario Calenda e il mostro di Presinaci; cronache nere e giudiziarie fermate nelle pellicole della Settimana Incom e dei Cinegiornali Luce tra gli anni ’50 e ‘60, accanto a un grande film come "Con il cuore fermo, Sicilia" di Gianfranco Mingozzi, del ’65, su testi di Leonardo Sciascia, e "Mafia d’Aspromonte", il doc firmato da Giuseppe Ferrara che nel 1966 per la prima volta fece conoscere al pubblico la parola ‘ndrangheta.

E’ il suggestivo e impressionante percorso di immagini raccolto da "Trame, il Sud in bianco e nero", l’incontro promosso al Noir in Festival da Trame – Festival dei libri sulle mafie e da Istituto Luce-Cinecittà, che chiude l’anno di celebrazioni del suo 90mo anniversario e del suo Archivio proprio con questi filmati, presentati al pubblico prima dei film in concorso a Courmayeur. Un viaggio inedito dentro le narrazioni della criminalità organizzata vista attraverso la lente dei cinegiornali e del cinema. E uno sguardo sul Sud di 50 anni fa: un pezzo d’Italia le cui speranze di riscatto sono state troppe volte tradite dall’Italia tutta.

Ideato e condotto dal giornalista e scrittore Gaetano Savatteri l’incontro ha riunito i registi Costanza Quatriglio e Toni Trupia, gli scrittori Gianrico Carofiglio e Carmelo Sardo, Armando Caputo e Tommaso Di Pace della Fondazione Trame e il critico Giovanni Spagnoletti.

"Seguire il filo della cronaca, spesso della cronaca nera" - commenta Roberto Cicutto, Presidente di Luce-Cinecittà - "attraverso cinegiornali e documentari che due generazioni di italiani hanno visto sul grande schermo come veri e propri "romanzi a puntate” può far capire meglio di mille trattati la distanza tra la Cronaca e la Storia".

Immagini del passato che hanno stregato il pubblico di Courmayeur, e che formano un vero e proprio film sull’evoluzione del fenomeno mafioso, e su come è stato narrato. Un ‘noir’ della memoria, fatto di prove documentali e ambiguità, tra vittorie dello Stato e autorappresentazioni della criminalità. E forse, come nei film di genere presenti al Festival, un viaggio nelle nostre paure per scoprire delle verità.

La giornata di Trame ha visto anche i cinquanta minuti di anteprima di "Malerba", il nuovo docufilm di Toni Trupia, sull’ergastolano Giuseppe Grassonelli e su una vita di criminalità e redenzione.

E dopo la ‘trasferta’ del festival calabrese Trame a Courmayeur, la collaborazione tra le due kermesse proseguirà con l’appuntamento estivo di Trame a Giugno 2015.

12/12/2014, 17:34