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ANTONIA LISKOVA - Tra i corti di Cortina


L'attrice di origine slovacca, italianissima e che parla italiano meglio di me e te messi insieme, è una delle più amate dal nostro pubblico. In giuria al Cortinametraggio ci racconta il suo strano rapporto con i film brevi, la sua diffidenza ma la certezza che siamo un veicolo importante per fare cinema. Un film in uscita, uno appena finito di girare e una serie tv in procinto di entrare in fase di produzione.


ANTONIA LISKOVA - Tra i corti di Cortina
Antonia Liskova
"Di corti me ne hanno proposti tanti, ma non mi sono mai piaciuti. Non trovavo facile raccontare qualcosa in poco tempo, ne ho letti molti senza apprezzarne nessuno finché... mi è capitata una sceneggiatura, qualche giorno fa, che mi ha colpito e fatto cambiare idea!"

Antonia Liskova, giurata al Cortinametraggio, racconta il suo rapporto con i cortometraggi e di come le cose, spesso, cambino. Di cosa parla questo corto?

"Di due personaggi, interpretati da Fortunato Cerlino e me, che trovano in una strana amalgama tra finzione e realtà; il titolo è Oltre il Sipario per la regia di Luigi Pane. Prima evidentemente non ero stata fortunata nelle proposte. Certo capivo che a vederli erano migliori rispetto allo scritto ma non riuscivano a piacermi. Solo alcuni hanno il grande pregio di riuscire a trasmettere un messaggio nel poco tempo a disposizione. Ed è questo l'aspetto interessante".

Un messaggio in breve tempo che può far emergere le capacità di un regista.

"Il corto è una ventata di novità, è a portata di mano e ti dà la possibilità di dimostrare come scrivi, dirigi o reciti. Personalmente non mi sono capitate molte occasioni, ma obiettivamente serve".

Corti ma anche altro per riuscire a fare cose soddisfacenti. Per questo hai aperto una tua casa di produzione.

"Sì, cerco sempre di fare cose che, anche se incasseranno poco, hanno un loro perché. Ora sto co-producendo uno spettacolo tra teatro e musica che andrà in scena il 9 aprile a Roma, all'Auditorium Parco della Musica. La mia idea è quella di produrre cose che siano una garanzia di soddisfazione per il pubblico e per avere una sicurezza di rientro al botteghino. Poco, come detto, ma sicuro e di qualità".

Anche al cinema sei entrata nel settore della produzione.

"Sì, ho co-prodotto In the Box, presentato al Noir Film Festival di Courmaieur, e che uscirà in sala il 23 aprile prossimo. Mi piace fare cose dove, anche se non c'è guadagno, vedo un progetto interessante, cose dove si esalta il dialogo e la collaborazione per poter arrivare al prodotto finale. Il dialogo in un prodotto artistico e culturale è fondamentale".

Qual è l'aspetto di un film che può migliorare dalla collaborazione e dal dialogo.

"La sceneggiatura è fondamentale, lì bisogna cominciare a discutere e approfondire. Se è bella il film regge, malgrado i limiti finanziari e il successo non è assolutamente impossibile. In Italia il problema è che non c'è una vera e propria industria che attiri investimenti e garantisca un rientro economico".

E la carriera di attrice come procede. Cosa hai in uscita, in lavorazione e in prospettiva?

"In uscita c'è "In the Box" di Giacomo Lesina; "Index Zero" di Lorenzo Sportiello, presentato al festival di Roma, invece ha trovato una sua distribuzione internazionale; ho appena girato "Lucy in the Sky" una produzione internazionale di Giuseppe Petitto e la web serie Amygdala che forse diventerà una serie tv. E poi all'orizzonte c'è la tv con la seconda stagione di "Solo per Amore" un buon prodotto che mi permette poi di essere libera di fare le cose in cui credo veramente".

21/03/2015, 11:51

Stefano Amadio