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LA PELLE DELL'ORSO - Nella natura la ricerca di sé


Un viaggio alla ricerca di un orso riunirà padre e figlio. Opera prima di Marco Segato, tratto dal romanzo di Matteo Righetto, tra silenzi e panorami narra le vicende di due persone molto diverse tra loro. Con Marco Paolini, Lucia Mascino, Anna Paiato, Paolo Pierobon e Mirko Artuso uscirà in sala il prossimo 3 novembre distribuito da Parthenos


LA PELLE DELL'ORSO - Nella natura la ricerca di sé
Leonardo Mason e Marco Paolini "La Pelle dell'Orso"
Il rapporto fra un padre ed un figlio non è sempre semplice da gestire e da coltivare. Non è facile riuscire a trovare quella giusta alchimia, quel naturale equilibrio, che possa permettere ai due di essere vicini e presenti l’uno per l’altro. Proprio il film di Marco Segato "La pelle dell’orso", tratto dall’omonimo libro di Matteo Righetto, racconta di quello che succede fra il figlio Domenico Sieff, un giovane ragazzino di 14 anni, e suo padre Pietro, un uomo burbero, irascibile e dedito all’alcolismo.

In un piccolo villaggio di contadini, la quiete viene scossa da un vecchio orso delle Dolomiti, soprannominato dagli abitanti del luogo El Diàol (il diavolo), tanto grande quanto feroce. A farsi avanti per ammazzare la bestia è Pietro, che tra lo scetticismo e le risate del villaggio accetta la scommessa di uccidere l’orso in cambio di denaro.
Domenico venendo a sapere dell’impresa in cui vuole cimentarsi il padre, si precipita per seguirlo in un’avventura più grande di tutti e due, dal sapore di Davide contro Golia. È così entrambi iniziano un viaggio pericoloso ma che finirà con l’unirli come mai prima di allora.

In mezzo alla foresta ed alla vastità dei monti, in una natura incontaminata si sviluppa il film che fa della fotografia e dei silenzi dei personaggi i suoi punti forti, riuscendo a creare qualcosa di diverso dai soliti lavori cinematografici, immergendo tutto in un quadro ricco di numerose allegorie.
Poche parole, tanti sguardi, si mescolano insieme riuscendo a creare una nitida immagine di quel contrasto tra l’anima inquieta e introversa del padre iracondo, e quella lucente, e armoniosa del figlio, che, giorno dopo giorno, durante la loro caccia si avvicinano sempre più, anche se in maniera, forse, troppo automatica e senza che ci sia un vero scontro fra i due.

Il rincorrere sempre quell’orso da combattere, quell’enorme bestia indomabile, che ci fa sentire piccoli ed impotenti, è un misto tra realtà e fantasia, in fondo ognuno si ritrova sempre a cercare dentro di sé il coraggio per scacciare il proprio demone che lo perseguita.

28/10/2016, 12:00

Alfredo Toriello