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THE STARTUP - Un'idea che cambia la vita e non solo


Quando il successo cambia il carattere, ma troppo in fretta. Il film di Alessandro D'Alatri racconta una storia vera, fatta di idee originali, di proposte indecenti e di un ragazzo che cambia senza intenzione il proprio carattere (in peggio). Con Andrea Arcangeli, Paola Calliari, Matilde Gioli, Massimiliano Gallo e Lidia Vitale Prodotto da Luca Barbareschi in sala con 01 distribution dal 6 aprile


THE STARTUP - Un'idea che cambia la vita e non solo
In pp Andrea Arcangeli e Paola Calliari in "The Startup"
Unidea vincente che non cambia solo la vita. Questa la sturtup di Matteo Achilli, giovane romano che nella realt ha inventato un sito per aiutare chi cerca lavoro a mostrarsi per quello che vale. Alessandro DAlatri ha scritto la storia per il cinema insieme ad Francesco Arlanch e ha diretto il film prodotto da Luca Barbareschi.

Un film per i giovani che parla di giovani ma, come spesso accade nelle nostre produzioni, gli sceneggiatori non riescono a calarsi abbastanza nei panni di chi vogliono raccontare adattando sule loro idee la vita e le abitudini, in questo caso, dei ventenni di oggi. Il film ricco di buone intenzioni, da quella produttiva che intende mettere in scena la storia di chi non si arrende e centra il proprio obiettivo, a quella creativa, con una rappresentazione dei ragazzi che ne valorizza il carattere senza scadere nel pietismo.

Quello che manca, ma non solo a "The Startup", una ricca mano di vernice realistica. Non basta raccontare una storia di giovani normali per creare identificazione e attirare spettatori, servono i dettagli di una vita qualunque, anche triste e poco interessante. Lansia di dover attualizzare e spettacolarizzare ogni momento, il timore di sembrare vecchi e la necessit di urlare siamo come voi, acutizza la percezione nello spettatore di unatmosfera artificiosa, manipolata per il cinema anche quando il film tratto da una storia vera.

E poi, dopo una serie di uscite di film giovanilisti a caccia di un pubblico ormai perduto, riflettere sui miti di una volta potrebbe portare a rivedere le strategie creative e produttive.

Jeff Bridges e il suo Drugo Lebowski avevano quasi mezzo secolo ed erano, e sono ancora, dei miti anche per i giovanissimi. Dunque non let dei personaggi o la consistenza delle storie vissute, ma la loro grandezza ad attirare il pubblico e a rendere un ruolo e un film appetibili e capaci di creare la giusta immedesimazione che serve a continuare a portare gli spettatori ad amare il cinema.

04/04/2017, 10:00

Stefano Amadio