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LE VERITÀ - Le due realtà di un uomo dubbioso


Il film di Giuseppe Alessio Nuzzo racconta le storie di un uomo che confonde diversi piani della realtà. Con una troupe under 25 in sala dal 29 aprile


LE VERITÀ - Le due realtà di un uomo dubbioso
Francesco Montanari e Nicoletta Romanoff
Il film di Giuseppe Alessio Nuzzo sarà nelle sale dal 27 aprile. Un film di genere, girato a Vico Equense, con interpreti principali Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Fabrizio Nevola e Anna Safroncik che su due diversi piani della realtà cercano di capire quali siano le cose vere e quelle soltanto sognate.

“Volevo una storia che non fosse comune” ha detto il regista “ma soprattutto una storia di genere e il thriller psicologico è quello che preferisco. In Italia poi, è difficile immergersi in un genere poco frequentato che a me però ha dato tanta voglia di fare cinema. Questo genere uò essere fortunato perché è un ritorno e qualcosa di nuovo insieme, di cui il pubblico taliano ha bisogno”.

Cosa ha ispirato la storia di "Le Verità"?

“È una storia realmente accaduta; un mio amico è stato in coma per mesi e al risveglio la sua versione della vita era diversa da quella che era stata veramente. Su questa storia abbiamo adattato una sceneggiatura con scene aggiunte, alcune delle quali io ho vissuto personalmente”.

Com’è stata la realizzazione del film?

“Le verità è stato realizzato tutto da giovani under 35, perché una linea giovane alla produzione da risultati diversi”.

Qual è stata la tua ispirazione per girare questo film?

“Il mio riferimento per le riprese è stato Paolo Sorrentino, per la narrazione Giuseppe Tornatore, per il modo in cui tutti e due si approcciano a lavorare. Poi io l’ho fatto a modo mio, con una mia visione personale”.

Per Francesco Montanari, protagonista del film, il suo “È un personaggio che non avevo ancora fatto e sono molto contento che Giuseppe me ne abbia dato l’occasione, investendo su di me e dandomi anche l’occasione di riflettere su una situazione di solitudine che si avvicina alla follia, senza mai dare una spiegazione. Mi sono chiesto “se fosse successo a me, come avrei potuto continuare?”

13/04/2017, 16:36

Natalia Giunti