I viaggi di Roby

MILANO DESIGN FILM FESTIVAL V - Dal 19 al 22 ottobre


MILANO DESIGN FILM FESTIVAL V - Dal 19 al 22 ottobre
La quinta edizione di Milano Design Film Festival organizzato da Antonella Dedini e Silvia Robertazzi con la cura di Porzia Bergamasco si terrà da giovedì 19 a domenica 22 ottobre. La sede di tutti gli appuntamenti sarà Anteo Palazzo del Cinema di Milano, nei confini di IDD Innovation Design District. L’edizione 2017 di MDFF si pregia dell’importante patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dell’On. Ministro Dario Franceschini.
Il festival è patrocinato e sostenuto dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura per il quinto anno, e si avvale del riconoscimento dell’Assessorato alle Politiche per il Lavoro, Commercio, Moda e Design.

"Milano Design Film Festival – ha detto Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il Lavoro, Commercio, Moda e Design - "è una manifestazione che anno dopo anno si conferma un appuntamento importante per Milano, permettendo di far conoscere al grande pubblico l’esistenza di una continuità espressiva tra mondo del design, dell'architettura e della creatività e proponendo sempre nuovi linguaggi narrativi e film di grande interesse, capaci di raccontare le evoluzione dello stile e della cultura del progetto".

L’illustratore Noma Bar ha firmato la locandina della quinta edizione. Portraits of our time. Ritratti del nostro tempo è il tema portante. “Mai come ora” si legge nell’introduzione del catalogo di MDFF 2017, “ieri e oggi camminano in parallelo. Ci muoviamo come un giano bifronte: concentrati sull’immediato, consapevoli che il domani con il suo carico d’innovazioni è la direzione, attratti dal passato come fosse un rifugio, a volte ancora come fonte d’ispirazione. Il tempo è la nostra ossessione: difficile rallentare. Quello che stiamo perdendo è la profondità di campo. Che è conoscenza, emozione, stupore. Quello che sappiamobene è che per prendersi cura della bellezza occorre tempo. Tempo per progettare, conservare, comprendere, custodire. Tempo per fare, capire, innovare, imparare e insegnare. Tempo per vedere. E rivedere”.

La guest curation 2017 è affidata all’architetto e designer Patricia Urquiola e ad Alberto Zontone, partner e CEO dello Studio Urquiola. Attraverso il loro sguardo e i titoli scelti ritroviamo il loro segno internazionale, scoprendo quanto il cinema sia per loro una potente fonte d’ispirazione e una particolare attenzione alle più diverse forme di evoluzione dell’uomo e dei suoi bisogni. I due creativi proporranno una selezione di titoli tra storia, fantascienza e arte nella sezione chiamata Cronotopia con cui danno una lettura del rapporto fra tempo e capacità visionaria. Da citare in questa sezione alcuni film in anteprima o inediti in Italia: "Magnificent Obsession: Frank Lloyd Wright's Buildings and Legacy in Japan" (Karen Severns, Koichi Mori, USA/Giappone 2008, 126’), "The Future" (Miranda July, Germania/USA 2011, 91’), "The Hotel" (Kristian Petri, Svezia 2016, 81’), "Don Quixote in a fragmented world" (Violeta Barca Fontana, Spagna 2014, 21’).

Il programma è suddiviso in sei sezioni, che riportano in ciascun sottotitolo un’accezione di “tempo”, in riferimento al tema generale. Architecture. The sense of a building e Design. Past & Future raggruppano pellicole focalizzate nelle specifiche discipline e aree progettuali; Biography. Lifetime presenta i ritratti di personalità contemporanee e del passato approfondendo anche il genius loci di alcuni Paesi (Paesi Bassi e Israele) che condividono quest’anno il percorso del festival. Italian Panorama in Past & Present mette l’accento sulle realtà storiche e contemporanee del nostro Paese mentre Urban life. Everyday contemporary unisce i documentari che affrontano la vita nelle città, metropoli o borghi che siano. Infine Art of thinking. Examining Time: qui i film raccolti hanno carattere più filosofico, toccano aspetti universali e vogliono farci riflettere su comportamenti, desideri, modelli.

A Heinz Emigholz, celebrato regista di documentari di architettura, MDFF dedica un omaggio – Heinz Emigholz. A Homage – in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand, presentando in anteprima italiana la sua quadrilogia "Streetscapes" (Heinz Emigholz, Germania 2017, 132'), quattro capitoli estratti dai taccuini del cineasta dedicati rispettivamente a una personalissima digressione analitica sulla sua professione, a riflessioni sulla natura degli spazi pubblici e agli architetti Samuel Bickels e Eladio Dieste. Il regista tedesco s0arà inoltre presente al festival anche per presentare il workshop Filmare l’architettura organizzato
dall’Accademia di Architettura di Mendrisio – ormai una consuetudine per il festival – quest’anno guidato da lui.

Il Milano Design Film Festival si pregia di importanti collaborazioni con aziende italiane e internazionali leader nel settore. Ognuna di loro sceglie un film che meglio la rappresenti, lo introduce e cura la presentazione in sala. Si riconferma Festival Sponsor Molteni&C che quest’anno ha voluto concentrare l’attenzione sul video d’impresa con il corto "Solletico" (Ivana Gloria, Italia 2017, 2’20”) a cura di Francesca Molteni che racconta con le animazioni di Era Ora & Ivana Gloria, la funzionalità e la rivoluzionaria struttura del sistema di armadi Gliss Master, che diventa un personaggio, ma anche un gioco per immergere lo spettatore nel mondo0
favoloso e un po’ magico della protagonista. Partendo dal corto Solletico è stato organizzato il workshop Pubblicità! Storie per la comunicazione a cura di 7th room (video magazine di MDFF) che presenta una selezione di audiovisivi di oggi e di ieri selezionati per analizzare insieme a 6 filmmaker – Valentina Branchetti, Francesca Molteni, Davide Rapp, Filipe Sanguinetti, Gianluca Vassallo, Virgilio Villoresi - tecniche e linguaggi diversi pensati per la comunicazione commerciale. Presenti anche Elena Testa dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea e Maurizio Nichetti del Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Lombardia. Marazzi quest’anno presenta "It’s all a plan" (Joana Mendes da Rocha,
Patricia Rubano, Brasile 2016, 62') un meraviglioso racconto del Pritzker Architecture Prize 2006 che sarà introdotto da Carlo Gandolfi, docente di Composizione Architettonica Urbana all’Università degli Studi di Parma e firma di Quarantacinque domande a Paulo Mendes da Rocha (Clean Edizioni, 2016). De Padova si racconta attraverso "Maddalena!"
(Valeria Parisi - edited by Didi Gnocchi, Italia 2017, 28' 36'') realizzato da 3D produzioni e celebra un’icona del design milanese che ha reso il progetto italiano famoso in tutto il mondo. "Foscarini sceglie Fare Luce" (Gianluca Vassallo, Italia 2017, 10'), una sequenza di corti che con cura e attenzione ai dettagli racconta i diversi momenti luminosi di una giornata italiana.

"Kitchen stories" di Bent Hamer è il lungometraggio selezionato da Franke: un racconto che focalizza l’attenzione sui gesti e sulle tradizioni che si animano nell’ambiente cucina. Uno studio che è naturalmente parte integrante del DNA dell’azienda svizzera leader mondiale nella produzione di elettrodomestici di alta gamma. Lasvit ha scelto il palcoscenico di MDFF per presentare la première mondiale di "Breakpoint" (Kryštof Jankovec, Repubblica Ceca/UK 2017, 30') visione emozionale di un brand che ha rinnovato la tradizione del vetro di Boemia facendola apprezzare in tutto il mondo.

Il Salone del Mobile di Milano conferma il suo supporto al festival presentando il cortometraggio curato da Simone Ciarmoli e Miguel Queda di CQS Studio DeLightFuL (Matteo Garrone, Italia 2017, 7'5''), seconda interpretazione del grande regista italiano sulla
produzione italiana di design. Marmomac arriva a Milano dopo le giornate di Verona presentando "Stone Matters" (Mikaela Burstow, Francia/Palestina 2017, 10'42''): un corto girato a Gerico in Palestina concentrato su un progetto di architettura urbana completamente in pietra e il biopic su "Fernand Pouillon, le roman d’un architecte" (Christian Meunier, Francia 2003, 52'). Coerenti con la loro vocazione internazionale Sea Milan Airports presenta "Design in film: the Modern House" (James Munn, USA 2013, 11'02''), una sequenza di frame di film-capolavoro ambientati nelle più famose abitazioni moderniste costruite nel mondo. Falmec ha scelto "Punto di non ritorno" (Fisher Stevens, USA 2016, 96’) prodotto da National Geographic: un puntiglioso resoconto guidato da Leonardo Di Caprio sulle drammatiche conseguenze causate dai mutamenti climatici. "Das Haus" (Carmen Trocker, Germania 2016, 61') di Carmen Trokel, film proposto da Itlas, ripercorre le fasi di progettazione della casa atelier di Hubert Kosner.

Radio Monte Carlo si conferma emittente ufficiale del festival e oltre ad aver creato una compilation speciale per il pubblico di MDFF, presenta "The Fall" (Tarsem Singh, USA 2006, 117'). Domus infine introdurrà il tema del social housing presentando "Songs next door" (Flavie Pinatel, Francia, 2017, 25'): un film dedicato alla spettacolare Maladrerie a Aubervilliers progetta nel 1975 da Rénee Gaillhoustet. Il brand australiano di cosmetici naturali Aesop profumerà le sale dell’Anteo Palazzo del Cinema con le sue nuove fragranze botaniche.

La quinta edizione del MDFF si aprirà giovedì 19 ottobre alle 18.30, con l’anteprima italiana di "The Happy Film" (Hillman Curtis, Stefan Sagmeister, Ben Nabors, USA 2016, 95'). Il grafico austriaco Stefan Sagmeister vive a New York e ha successo nel suo lavoro progettando le copertine degli album dei Rolling Stones, di Jay-Z e dei Talking Heads. Ma sente che ci deve essere qualcosa di più. Decide di trasformare la sua vita in un progetto. E ri-progettare la sua personalità per diventare più felice. Ci riuscirà? È possibile allenare la mente per essere più felici? Porta avanti tre esperimenti controllati: meditazione, terapia e farmaci. Ma la vita reale si insinua e confonde il processo. Le esperienze dolorosamente personali segnano un viaggio che gli consente di avvicinarsi a se stesso più che mai.

Tra le proiezioni speciali in anteprima assoluta è da segnalare "Gillo Dorfles. In un bicchier d’acqua", (Francesco Clerici, Italia 2017, 11') cortometraggio di 11 minuti co-prodotto dal regista, Milano Design Film Festival e MIR Cinematografica. Girato nell’appartamento milanese di Gillo Dorfles ci rende partecipi del dialogo fra il regista e il critico d’arte e design, tanto essenziale quanto poetico, svelandoci il valore della memoria e dei sentimenti legati agli oggetti. Questo cameo, voluto da Aldo Colonetti, è una testimonianza di sicuro molto preziosa. Si tratta inoltre della prima produzione a firma MDFF.

Da segnalare la presenza di Elisa Fuksas, che sarà al festival per presentare in anteprima assoluta un teaser di 10 minuti del documentario di cui è regista dal titolo "Love will save the world" (Elisa Fuksas, Italia 2017, 10' - teaser). Il centro del racconto non è solo il nuovo Centro Congressi Italia a Roma – narrato dalla posa della prima pietra alla sua inaugurazione come materiale di repertorio, come storia – ma una riflessione sul nostro tempo, sul futuro e in particolare sul concetto di accoglienza che mai come in questo momento richiede attenzione.

Amplia la visione internazionale la presenza di storie olandesi esemplari grazie al supporto del Consolato Generale dei Paesi Bassi a Milano: il film "Piet Hein Eek" (Niek Koppen, Paesi Bassi 2016, 55'), e la versione completa del film "Five seasons. The gardens" of Piet Oudolf, (Tom Piper, USA 2017, 76'). Entrambi i film saranno proiettati alla presenza dei protagonisti. Piet Oudolf, il designer paesaggista noto per la sua pratica di riciclo creativo che, partito dalla campagna olandese, è arrivato a firmare l’High Line di New York, si occupa ora, insieme a Petra Blaisse, del progetto del parco La Biblioteca degli Alberi, a Milano, voluto dalla
Fondazione Riccardo Catella. A presentare il progetto ci sarà anche Kelly Russel Direttrice Generale della Fondazione.

Dopo lo scambio con Pechino e con Seul delle passate edizioni, il terzo ponte culturale aperto dal MDFF è quest’anno con la Jerusalem Design Week. Anat Safran, Direttore Artistico della Jerusalem Design Week, sarà presente a MDFF con Chen Gazit, la nuova Direttrice della Jerusalem Design Week. La collaborazione è stata avviata durante la scorsa edizione di JDW, dove lo staf del MDFF è stato ospite. L’ospitalità viene ricambiata, e JDW è presente al MDFF con una selezione di corti israeliani, tra cui "The Red House" (Tamar Tal Anati, Israele 2016, 20’) e Israeli Creators, una selezione di 10 video dalla serie di brevi documentari online a cura di Shachaf Dekel, dedicata a creativi Israeliani.

"Machine of Human Dreams" (Roy Cohen, UK 2015, 75'52'') racconta la storia di Ben Goertzel, guru dell’intelligenza artificiale alle prese con diverse domande etiche. Quale potrebbe essere il potenziale negativo della superintelligenza artificiale? Una volta che l’IA supererà quella umana, otterremo dei vantaggi o ci farà fuori perché ci considererà una specie stupida e pericolosa per la Terra? Il film sarà presentato da Michele Lupi, direttore di Icon Design.
Il film "Big Time" (Kasper Astrup Schröder, Danimarca 2017, 88') è dedicato agli ultimi cinque anni di Bjarke Ingels, architetto danese definito dalla rivista Time una delle 100 persone più influenti del mondo che qui mostra anche l’aspetto fragile della sua personalità esuberante. Il documentario sarà distribuito in Italia da "Wanted Cinema. Konstantin Grcic – Design is work" (Gereon Wetzel, Germania 2017, 53') segue il lavoro del progettista tedesco e spiega che il design è pensiero, materia, compromesso, ricerca, sperimentazione. E soprattutto lavoro. "Il Treno di Sottsass" (Valeria Parisi, Italia 2017, 50') prodotto da Sky Arte e 3D Produzioni, è un documentario che racconta i tanti talenti di Ettore Sottsass. Non solo architetto e designer. Da scoprire attraverso le interviste d'archivio, la lettura di testi, le opinioni di chi gli è stato vicino.

L’architettura e l’urbanistica raccontate quest’anno dal MDFF ricordano anche due figure importanti di donne forti. "Citizen Jane. Battle for the city" (Matt Tyrnauer, USA 2016, 92'), qui in anteprima italiana e distribuito da Wanted Cinema, ci ricorda il fondamentale pensiero dell’antropologa e attivista Jane Jacobs. Autrice del rivoluzionario "Vita e morte delle grandi città. Saggio sulle metropoli americane" (1961), criticò fermamente il modello di sviluppo delle città moderne e fu accesa sostenitrice del recupero a misura d'uomo dei nuclei urbani, enfatizzando il ruolo della strada, del distretto, dell'isolato, della vicinanza e della densità, della eterogeneità degli edifici.
"Zaha Hadid. An architect. A masterpiece" (Carine Roy, Francia, 2015, 52') racconta la carriera della nota star dell’architettura mondiale contemporanea che, con le sue linee morbide e sinuose, ha rappresentato un precedente in quanto donna architetta e che, tra le altre cose, ha lasciato la sua firma anche a Milano.

In programma anche il film curato da Nanda Vigo Lucio Fontana. "Un Uomo nel Mondo" (Marco Poma, Italia 2002, 62'). La proiezione prevede una collaborazione con Hangar Bicocca, che ospita la mostra dedicata all’artista argentino Ambienti/Environments. Il pubblico avrà ingressi agevolati per poter assistere a entrambe le iniziative.

E ancora in anteprima italiana "The storyteller. After Walter Benjamin" (Nathaniel Knop, Russia 2016, 62'). Il film è ispirato all'opera del 1936 del filosofo tedesco "Il narratore. Considerazioni sull'opera di Nikolaj Leskov". Raccoglie testimonianze di personaggi diversi (gli architetti Peter Eisemann e Nikolaus Hirsch, gli artisti Ozge Acikkol & Secil Yersel, Simon Starling, Nikolay Polisski, il mistico Lalu Baba, l'attivista Ali Shamsher, il cacciatore di trichechi Boris Gigiroskyn), sulle forme contemporanee della narrazione e sulle possibilità della loro comprensione.

In anteprima mondiale sarà presentato il film "La Chiesa di Vetro" (Giuseppe Baresi, Italia 2017, 45'30'' ), titolo che riprende il nome di uso comune attribuito nel tempo alla parrocchia di Nostra Signora della Misericordia a Baranzate, a Nord di Milano. Quest’architettura singolare è uno dei casi più rilevanti delle nuove chiese volute dal Cardinal Montini tra 1955 e 1963, per animare i grandi agglomerati delle periferie che in quegli anni sorsero ai margini della città. Questo documentario partito come un reportage del restauro, seguendo lo sviluppo e la complessità dei lavori, è diventato un vero e proprio “saggio-audiovisivo”.

Gli effetti del tempo sono ripercorsi con abbondanza di documenti e abilità registica in London. "The Modern Babylon" (Julien Temple, UK 2012, 134'), che celebra il sangue misto di questa città che ha ospitato e continua a farlo pensieri, culture, etnie provenienti da ogni angolo del mondo. Trasformazioni radicali anche nella vita dei cinesi: "The land of many Palaces" (Adam James Smith, Song Ting, UK 2014, 60') segue l’educazione alla vita metropolitana di contadini strappati alla terra e portati da protocollo nelle nuove città.

Una rivoluzione silenziosa che cancella secoli di gesti e tradizioni. In collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci la prima italiana di "Maneggiare con Cura" (Francesco Clerici, Italia 2017, 78') sul restauro dell’acceleratore di particelle di Cockcroft-Walton del 1950 esposto al centro dell’esposizione permanente Extreme. Alla ricerca delle particelle, inaugurata nel 2016.

Il MDFF, come gli anni passati, andrà oltre la pura rassegna cinematografica prestandosi anche come occasione di confronto: le proiezioni saranno affiancate da dibattiti con registi e professionisti di più settori, rivolti non solo agli specialisti, ma a un pubblico eterogeneo. Anche due lecture in programma: "Quarantacinque domande a Paolo Mendes da Rocha", dal titolo del libro dell’architetto e docente Carlo Gandolfi in approfondimento al documentario "It's all a Plan" (Tudo è Projeto), e "Towards Immersion", tenuta da Daniel Bas Bobrova, architetto e docente di progettazione digitale a Madrid, sulla relazione fra progetto e realtà virtuale.

MDFF rilascia crediti formativi agli professionisti inscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano. Gli architetti che seguiranno almeno 3 ore di proiezione potranno autocertificare la loro presenza su [email protected], allegando i biglietti delle proiezioni. Ogni 3 ore di proiezione potranno ricevere 1 cfp. Inoltre da quest’anno MDFF rilascia anche crediti scolastici agli studenti del Politecnico di Milano. Scuola del Design (Passaporto del designer).

12/10/2017, 15:25

Video del giorno