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L'AVENIR - Due fidanzati e gli attentati di Parigi


Il cortometraggio diretto da Luigi Pane, ambientato nella Capitale francese il 13 novembre 2015, la "notte del bataclan".


L'AVENIR - Due fidanzati e gli attentati di Parigi
Una scena del cortometraggio "L'Avenir"
13 novembre 2015, Parigi. La notte della capitale francese è sconvolta dal più terribile attentato terroristico della storia del paese. È in questo clima di incertezza e paura che si presenta al pubblico la storia dei due giovani fidanzati Rino e Sophia. Il cortometraggio "L’Avenir", diretto da Luigi Pane, riesce abilmente ad intrecciare le vicende di violenza che stanno avvenendo al di fuori della loro abitazione, con la crisi sentimentale che i due stanno affrontando all’interno delle mura domestiche. Questi due elementi inizialmente si sovrappongono nella narrazione ma non appaiono connessi vicendevolmente.

A causa dell’attentato Rino rientra a casa in anticipo da lavoro, scoprendo così che la fidanzata ha deciso di lasciarlo ed andare via. Il ragazzo, incredulo, pretende spiegazioni. Sophie motiva la sua scelta asserendo che lei si era innamorata di un altro ragazzo e che questo ragazzo, dal suo punto di vista, ha abbandonato tutti i suoi obiettivi trasformandosi in qualcuno che lei non riconosce più. Da qui nasce un dialogo serrato ed intenso in cui i sogni si scontrano con le paure, le ambizioni con le scelte, le aspettative giovanili con la crudezza e la durezza del mondo reale. Grazie a ciò si fa chiaro come l’attentato in corso non serva solo a creare un’atmosfera maggiormente suggestiva e drammatica, ma come sia l’emblema di tutte le avversità, gli ostacoli e le ingiustizie che avvolgono la Terra e la vita su di essa. Situazioni queste che ci rendono miopi e incapaci di mettere a fuoco i nostri veri desideri, facendoci confondere l’idea di non volere qualcosa con la paura di non ottenerla.

Solo assumendo la consapevolezza che non può essere le crudeltà del mondo a destabilizzarci e ad impedirci di avere il futuro che ci spetta, possiamo trovare il coraggio di non nascondere le nostre vere volontà dietro alle paure. Questo Rino e Sophie lo capiranno alla fine della loro discussione. I loro dissapori non sono nati dalla mancanza di amore, ma dall’insicurezza e dai timori per il futuro che li hanno frenati dal trovare la forza per affrontare le loro scelte. La passeggiata finale che la coppia fa la mattina, in una città ancora in preda al caos causato dalle ore di panico e violenza della sera precedente, rappresenta l’accettazione dell’inevitabile convivenza tra la vita e le minacce che la ostacolano.


Gabriele Nunziati

18/11/2017, 11:08