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TRIESTE FILM FESTIVAL 30 - Tutto il programma


TRIESTE FILM FESTIVAL 30 - Tutto il programma
Trieste Film Festival
Tutte le edizioni di un festival sono speciali, ma qualcuna pi speciale di altre. Soprattutto se si sommano due anniversari storici: i trentanni della caduta del Muro di Berlino, e quelli ci sia permesso il confronto impari del Trieste Film Festival, che proprio in quel 1989 vedeva la luce ufficialmente (dopo unincoraggiante edizione pilota), da unintuizione di Annamaria Percavassi.

Da allora, Trieste e il suo festival (il primo e pi importante appuntamento italiano con il cinema dell'Europa centro orientale, oggi diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo) continuano ad essere un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti se non addirittura sconosciuti al pubblico italiano, e pi in generale a quello occidentale. Pi che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell'Europa del cinema, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate ad imporsi nel panorama internazionale.

Ledizione del trentennale non poteva che aprirsi allinsegna della Storia, quella con la S maiuscola: e cos, venerd 18 gennaio, a inaugurare il programma al Politeama Rossetti sar MEETING GORBACHEV, il film che segna lincontro tra il grande Werner Herzog (co-regista insieme ad Andr Singer, che introdurr la proiezione) e Michail Gorbačv, offrendo uno sguardo inedito su alcuni degli eventi pi significativi della fine del XX secolo dal disarmo nucleare allunificazione della Germania e mettendo allo stesso tempo in prospettiva la stagione dei populismi che (non solo) lEuropa sta attraversando. Herzog e Gorbačv si incontrano per tre volte nellarco di sei mesi, e nonostante lultimo Presidente dellUnione Sovietica sia un uomo provato dalla malattia, la sua mente lucida: il suo calore e il suo umorismo, uniti allabilit di Herzog di scavare in angoli inaspettati della sua vita, rendono questi incontri coinvolgenti e commoventi.

A seguire, nella stessa serata, si apre anche la retrospettiva che il festival dedica al Muro, con un titolo pi che simbolico. POSSESSION infatti non solo il capolavoro pi giustamente celebrato di un amico storico del festival, Andrzej Żuławski, ma anche in qualche misura il protagonista dellimmagine scelta per il manifesto di questa edizione: una foto scattata della grande Dominique Issermann in una pausa di lavorazione del film, e che ritrae la protagonista Isabelle Adjani mentre salta la corda, proprio accanto al Muro.

Un discorso speciale merita il film di chiusura: THE WHITE CROW, il nuovo film di Ralph Fiennes dedicato alla giovinezza di Rudolf Nureyev, non chiuder il festival ma accompagner la cerimonia di premiazione, eccezionalmente anticipata a marted 22 gennaio, cos da permettere di partecipare anche ai numerosi ospiti italiani e internazionali di When East Meets West (vedi sotto).

Nucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari: a decretare i vincitori, ancora una volta, sar il pubblico del festival.

Nove i film, tutti in anteprima italiana, che compongono il Concorso internazionale lungometraggi. Molte le storie al femminile: dalladolescente ALICE T., vivace e impertinente, raccontata dal rumeno Radu Muntean (a interpretarla Andra Guți, Pardo come migliore attrice allultimo Festival di Locarno), alla quarantenne Anna che in EGY NAP (Un giorno / One Day) dellungherese Zsfia Szilgyi, presentato alla Semaine de la Critique dellultimo Festival di Cannes, cerca di salvare dalla frenesia del quotidiano ci che di fragile e unico c nella sua vita; da Ana, che in IZBRISANA (I cancellati / Erased) di Miha Mazzini e Duan Joksimović scopre allindomani del parto, nella Slovenia dei primi anni 90, di non esistere pi per il sistema, colpevole di essere nata nella parte sbagliata di un Paese che non esiste pi, alla giovane Saltanat, che nel kazako LASKOVOE BEZRAZLIČIE MIRA (La gentile indifferenza del mondo / The Gentle Indifference of the World) di Adilchan Eranov si trova costretta a un matrimonio combinato e alla vita crudele della citt per saldare i debiti di famiglia. E ancora, dalla Polonia, la Alicja di FUGA (Fugue) di Agnieszka Smoczyńska, sospesa dopo aver perso la memoria tra la sua nuova identit e una vecchia vita che forse nasconde un segreto

Da sempre al centro delle attenzioni del TsFF (che, primo in Italia, gli dedic una retrospettiva), Sergej Loznica torna al festival con il suo personalissimo manuale di sopravvivenza nel DONBASS in 13 lezioni, che gli valso il premio per la migliore regia al Certain Regard di Cannes; mentre un altro amico storico di Trieste, il grande Jiř Menzel (Oscar nel 66 per Treni strettamente sorvegliati), sar il protagonista stavolta davanti alla macchina da presa dello slovacco TLUMOČNK (Linterprete / The Interpreter) di Martin ulk, nei panni di un interprete ottantenne deciso a trovare lex ufficiale nazista responsabile della morte dei genitori.

Per finire, due storie che aprono e chiudono gli anni 90: lalbanese DELEGACIONI (La delegazione / The Delegation) di Bujar Alimani, sullestremo tentativo del regime comunista siamo sul finire del 1990 di convincere lopinione pubblica internazionale dei progressi di Tirana in tema di diritti umani; e il serbo TERET (Il carico / The Load) di Ognjen Glanović, ambientato durante i bombardamenti Nato del 1999, dove il viaggio di un camionista e del suo carico misterioso dal Kosovo a Belgrado si fa riflessione sottile sulle responsabilit di un Paese e di una generazione.

Fuori concorso, infine, GA del bulgaro Milko Lazarov, in trasferta nelle terre innevate del Nord per raccontare il conflitto di una famiglia Inuit divisa tra modernit e tradizione.

Tra gli Eventi Speciali trovano posto oltre ai citati Meeting Gorbachev e The White Crow altri cinque titoli: dalla Polonia il nuovo film di Krzysztof Zanussi, ETER (Etere / Ether), che trova nel mito di Faust, ambientato nel primo Novecento, il terreno ideale per una nuova riflessione su etica e scienza; e il campione dincassi KLER (Clero / Clergy) di Wojtek Smarzowski, uno sguardo sulla Chiesa cattolica inaspettatamente scomodo e senza sconti. Non potevano mancare il controverso Orso doro della scorsa Berlinale, TOUCH ME NOT di Adina Pintilie, che tra documentario e finzione offre un intenso ritratto dellintimit di tre personaggi, e unico titolo di tutto il programma gi uscito nelle sale italiane, salutato purtroppo da unattenzione di molto inferiore ai suoi meriti SUMMER (Leto) di Kirill Serebrennikov, scatenato affresco della scena rock underground nella Leningrado dei primi anni 80.

Per finire, in consonanza con una stagione che sempre pi spesso vede gli autori cinematografici confrontarsi con la tv, il festival felice di ospitare USPJEH (Success), la prima serie diretta dal premio Oscar Danis Tanović e prodotta da HBO Europe, che sar proiettata gioved 24 nel corso di unautentica maratona, dalle 22 alle 3.30 di notte.

Prosegue inoltre la collaborazione del Festival con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), che a Trieste premier DOGMAN di Matteo Garrone come miglior film italiano del 2018 (alla presenza del protagonista Marcello Fonte), e IL FILO NASCOSTO di Paul Thomas Anderson come miglior film internazionale.

Il Concorso internazionale Documentari propone undici titoli, tra anteprime italiane, internazionali e assolute. Dialoga da vicino con il Gorbačv di Herzog il nuovo film di Vitalij Manskij, SVIDETELI PUTINA (I testimoni di Putin / Putins Witnesses), esclusivo dietro le quinte del primo anno al potere di Vladimir Putin eletto presidente della Russia il 31 dicembre 1999 attraverso le immagini spesso inedite custodite nellarchivio del regista.

Due le opere che mescolano sapientemente documentario e animazione: MAŁA ZAGŁADA (Un genocidio minore / A Minor Genocide) di Natalia Koryncka-Gruz, storia di un trauma di guerra un pogrom pressoch dimenticato al confine tra la Polonia e lodierna Ucraina che si tramanda di madre in figlia dal 1 giugno 1943; e CHRIS THE SWISS, con cui Anja Kofmel cerca di far luce sul mistero che ancora oggi circonda la morte di suo cugino, nella Croazia in guerra del 1992.

Nellanno in cui il festival celebra la caduta del Muro di Berlino, a ricordare lEuropa divisa ci pensano DISTANȚA DINTRE MINE ȘI MINE (La distanza tra me e me / The Distance Between Me and Me) di Mona Nicoară e Dana Bunescu, ritratto della poetessa Nina Cassian, intellettuale scomoda tanto nella Romania di Ceaușescu quanto nellAmerica dellesilio; mentre a ricordare la repressione della Primavera di Praga ecco OKUPACIA 1968 (Occupazione 1968 / Occupation 1968), film a episodi affidato a cinque registi (E. Moskvina, L. Dombrovszky, M. Szymkw, M. E. Scheidt, S. Komandarev) di altrettanti Paesi aderenti al Patto di Varsavia che occuparono la capitale cecoslovacca. Altre occupazioni: DIE BAULICHE MASSNAHME (Il confine recintato / The Border Fence) di Nikolaus Geyrhalter ci racconta cosa ne stato della recinzione sul Brennero minacciata e mai realizzata dal governo austriaco nella primavera del 2016 in risposta ai previsti mutamenti delle rotte dei migranti; e non un caso che Vienna sia il luogo da cui parte la nuova riflessione di uno dei massimi cineasti serbi, elimir ilnik, che in DAS SCHNSTE LAND DER WELT (Il pi bel paese del mondo / The Most Beautiful Country In The World) contrappone il disorientamento dei nuovi arrivati che, costretti a lasciare i loro Paesi, cercano di adattarsi a un mondo nuovo, e le paure dei molti abitanti che pensano di doversi difendere dallescalation dellimmigrazione. Paure che ritroviamo nel laboratorio di tutti i nuovi sovranismi dEuropa, lUngheria di Viktor Orbn, che Eszter Hajd racconta in HUNGARY 2018 BEHIND THE SCENES OF DEMOCRACY.

Due luoghi simbolici delle due guerre mondiali che hanno insanguinato il Novecento: DEN POBEDY (Il giorno della vittoria / Victory Day) di Sergej Loznica elegge il Treptower Park di Berlino, dove ogni anno una piccola folla si riunisce allombra del Monumento ai Caduti dellArmata Rossa per celebrare la vittoria dellUnione Sovietica sulla Germania nazista, a luogo ideale per svelare vecchi e nuovi nazionalismi; mentre Christian Carmosino Mereu mette a confronto le immagini in apparenza indifferenti della KOBARID di oggi con le storie terribili e inumane della Caporetto di ieri, che rivivono nella voce di Alessio Boni.

Dalla Georgia arriva SANAM MAMA DABRUNDEBA (Prima che pap torni / Before Father Gets Back) di Mari Gulbiani, che per la prima volta racconta non la violenza dei jihadisti ma la vita delle famiglie lasciate a casa, attraverso la storia di due ragazze che lIslamismo radicale cerca di reprimere nel momento in cui vogliono esprimersi ed esplorare il mondo.

Quattro i documentari fuori concorso: LA CITT CHE CURA, in cui Erika Rossi conferma il suo interesse per i temi della salute (non solo) mentale; I LEONI DI LISSA di Nicol Bongiorno, che si immerge nel cuore dellAdriatico per esplorare i relitti della storica battaglia navale del 1866, disastrosa il neonato Regno dItalia; SRBENKA di Neboja Slijepčević, il teatro come psicoterapia collettiva per i traumi nascosti di unintera nazione; e GREETINGS FROM FREE FORESTS di Ian Soroka, che nei boschi della Slovenia meridionale medita sulla permanenza della Storia.

Sono tredici i cortometraggi in concorso per il Premio Fondazione Osiride Brovedani, con lItalia rappresentata da IL GRANDE FREDDO di Cristiano Bendinelli, e la presenza tra gli altri del lituano KAUKAZAS di Laurynas Bareia, gi in concorso a Locarno, e dellanimazione serbo-slovacca UNTRAVEL di Ana Nedeljković e Nikola Majdak Jr.

Promossa in collaborazione con Sky Arte, che premier uno dei film della sezione attraverso lacquisizione e la diffusione sul canale, Art&Sound propone questanno cinque titoli in anteprima che esplorano i pi diversi ambiti artistici: KING SKATE di imon afrnek ricostruisce, con straordinari materiali darchivio e una trascinante colonna sonora punk, la nascita dello skateboarding nella Cecoslovacchia degli anni 70, e la sua carica eversiva in una societ soffocata dal regime comunista; LP FILM LAIBACH di Igor Zupe, terzo capitolo del progetto Music is the Art of Time, rievoca le origini di un gruppo mitico della scena musicale jugoslava; POSLEDNJA AVANTURA KAKTUS BATE (Lultima avventura di Kaktus Kid / The Final Adventure of Kaktus Kid) di Đorđe Marković unautentica spy-story nel mondo del fumetto jugoslavo, con un investigatore deccezione (il disegnatore Aleksandar Zograf) impegnato a far luce sulla tragica fine, nel dopoguerra, di un giovane e geniale collega; diretto da Milorad Krstić anche pittore e artista multimediale il cartoon RUBEN BRANDT, A GYŰJTŐ (Ruben Brandt, il collezionista / Ruben Brandt, Collector) unisce psicanalisi e storia dellarte immaginando un luminare costretto a svaligiare i pi importanti musei del mondo per mettere a tacere i propri incubi.

Confermata anche questanno la formula del Premio Corso Salani 2019 supported by Parovel, che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2018 e ancora in attesa di distribuzione: la dotazione del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo alla diffusione nelle sale del film vincitore. Immutato il profilo della selezione: opere indipendenti, non inquadrabili facilmente in generi o formati e per questo innovative, nello spirito del cinema di Salani.

I titoli: GLI INDOCILI di Ana Shametaj, MY HOME, IN LIBYA di Martina Melilli, LIKEMEBACK di Leonardo Guerra Sergnoli, LORA DACQUA di Claudia Cipriani e LA REGINA DI CASETTA di Francesco Fei.

Pi volte evocato, il crollo del Muro di Berlino protagonista di questa edizione sin dal manifesto: una foto scattata dalla grande Dominique Issermann in una pausa di lavorazione di Possession di Andrzej Żuławski. Uno scatto che ritrae la protagonista Isabelle Adjani che un anno pi tardi avrebbe vinto la Palma per la migliore attrice a Cannes mentre salta la corda, proprio accanto al Muro.

Accanto al manifesto ufficiale, il Muro sar al centro di una breve e per molti versi eccentrica rassegna, Tales from the Berlin Wall, che spiegano i direttori artistici del festival "porta con s un pizzico di quell'umorismo, quello jdischer Witz, che contraddistingue la cultura mitteleuropea, che mescola lalto e il basso, il dramma e la commedia, e che offre uno sguardo sbilenco e anti-celebrativo di un momento storico da cui nata anche la nostra manifestazione. 4 i titoli in programma: UNO, DUE, TRE! di Billy Wilder (1961), realizzato a Berlino proprio nell'estate in cui il Muro fu eretto; TOT E PEPPINO DIVISI A BERLINO di Giorgio Bianchi (1962), "instant comedy" scritta da Age e Scarpelli con le scene del muro ricostruite all'ippodromo di Tor di Valle di Roma; il documentario candidato all'Oscar RABBIT LA BERLIN di Bartosz Konopka (2009), che racconta la vita quotidiana della Berlino del muro attraverso gli occhi della colonia di leprotti che per decenni abit la striscia della no zone; naturalmente POSSESSION di Andrzej Żuławski (1981), potente e orrorifica metafora del male nell'uomo e nella societ contemporanea. E per finire LA SCELTA DI BARBARA (2012), il film di Christian Petzold premiato con lOrso dargento a Berlino".

Laltra retrospettiva del 30. Trieste Film Festival vuole omaggiare il Trieste Film Festival. La sezione Wind of Change riproporr infatti alcuni titoli e autori che hanno segnato la storia del TsFF. Undici titoli ma sarebbero potuti essere molti di pi, e solo la felicit dei festeggiamenti compensa il dispiacere per le esclusioni provenienti dai Paesi delezione su cui il festival punt lo sguardo sin dalle sue origini.

I film in programma: SONO SEDUTO SUL RAMO E MI SENTO BENE di Juraj Jakubisko (1989), KRHOTINE KRONIKA JEDNOG NESTAJANJA (Frammenti Cronaca di una scomparsa / Fragments Chronicle of a Vanishing) di Zrinko Ogresta (1991), PRIMA DELLA PIOGGIA di Milcho Manchevski (1993), KNOFLKŘI (Maniaci di bottoni / Buttoners) di Petr Zelenka (1997), LA POLVERIERA di Goran Paskaljević (1998), NORDRAND di Barbara Albert (1999), SIMON MGUS (Simon il mago / Simon the Magician) di Ildik Enyedi (1999), NO MANS LAND di Danis Tanović (2001) in collaborazione con Fabrica, REZERVNI DELI (Pezzi di ricambio / Spare Parts) di Damjan Kozole (2003), MOARTEA DOMNULUI LĂZĂRESCU (La morte del signor Lazarescu / The Death of Mr. Lazarescu) di Cristi Puiu (2005), SOLIDARNOŚĆ, SOLIDARNOŚČ di F. Bajon, J. Bromski, R. Bugajski, J. Domaradzki, F. Falk, R. Gliński, A. Jakimowski, J. J. Kolski, J. Machulski, M. Szumowska, P. Trzaskalski, A. Wajda, K. Zanussi (2005)

Tra gli Eventi Collaterali, oltre ai talk e gli incontri di Varcare la Frontiera #6 Nemo propheta in patria, un progetto di Associazione Cizerouno, verranno presentati ALLA RICERCA DI EUROPA (2019, Looking for Europe) di Alessandro Scillitani con la partecipazione di Paolo Rumiz, scrittore e viaggiatore e Piero Tassinari, storico e skipper, evento in collaborazione con Societ Triestina della Vela e Yacht Club Adriaco; CITT VISIBILE (2019), progetto di video partecipativo allinterno di tre aree periferiche della citt di Trieste, ideato dallassociazione Maremetraggio e finanziato da Siae Sillumina con la direzione artistica di Erika Rossi e il tutoraggio di Filippo Gobbato, Margherita Panizon e Laura Samani.

Giunto alla 9. edizione, When East Meets West un evento organizzato dal Fondo per lAudiovisivo del Friuli Venezia Giulia assieme al Trieste Film Festival, in collaborazione con EAVE, Maia workshops, Creative Europe Desk Italia, Eurimages, e con il supporto di Creative Europe - MEDIA Programme, MiBAC - Direzione Generale per il Cinema, CEI (Central European Initiative) e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il focus 2019 in collaborazione e con il supporto di tutti i fondi dellEuropa Centro-orientale e del Benelux.

Ledizione 2019 avr un nuovo doppio focus East & West, riunendo a Trieste pi di 450 professionisti dellaudiovisivo provenienti da oltre 35 Paesi e, nello specifico, dai territori scelti per il focus 2019: Europa centro-orientale (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina) e Benelux (Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi).

Lidea, anche questanno, quella di dare vita a un appuntamento capace di creare un forte legame tra le regioni e i paesi coinvolti. Attraverso tavole rotonde, masterclass e case-study, si riuniscono a Trieste professionisti di diversi paesi, rendendo cos il Friuli Venezia Giulia un punto di riferimento per i produttori dellEst Europa che vogliono avviare collaborazioni con imprese occidentali, e viceversa. Insieme a produttori di film e documentari saranno presenti broadcaster, distributori e rappresentanti di fondi e mercati, cos da presentare lintero panorama di possibilit produttive e distributive, nonch le risorse finanziarie disponibili.

Trieste Film Festival e When East Meets West presentano la quinta edizione di Last Stop Trieste, una sezione work in progress dedicata ai documentari che seleziona progetti rough cut precedentemente sviluppati o presentati in una delle piattaforme partner del progetto: Ex-Oriente Film Workshop, BDC Discoveries del Balkan Documentary Center, Docu Rough Cut Boutique di Sarajevo, Baltic Sea Docs, ZagrebDox PRO e When East Meets West.

I documentari scelti verranno visionati da un esclusivo e ristretto pubblico di circa 40 sales agent, programmatori di festival e commissioning editors televisivi con lobiettivo di essere selezionati dai festival internazionali pi importanti ed aumentare le loro probabilit di venire distribuiti. Una giuria internazionale assegner ai migliori progetti, il Premio Film Center Serbia, il Premio HBO Europe e il FLOW Digital Cinema Award. Last Stop Trieste organizzato dal Trieste Film Festival e dal Fondo Regionale per lAudiovisivo del Friuli-Venezia Giulia, col supporto di Europa Creativa MEDIA Programme, CEI Central European Initiative, MiBAC Direzione Cinema e la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia. Liniziativa coordinata da Rada eić, programmatrice del Sarajevo Film Festival.

When East Meets West e Trieste Film Festival presentano anche la seconda edizione di This is IT, sezione dedicata esclusivamente a lungometraggi di finzione e opere ibride con un forte approccio visivo e creativo prodotti o co-prodotti sia in quota maggioritaria che minoritaria da societ di produzione italiane. Lidea quella di creare una vetrina unica dedicata al cinema indipendente di qualit dove i team selezionati hanno la possibilit di presentare il proprio progetto e mostrare dieci minuti del loro film ad un esclusivo panel di pi di 30 sales agent, programmatori di festival e buyer internazionali. Una giuria internazionale assegner il Laser Film Award, premio speciale di post-produzione video consistente nella realizzazione della color correction di un film (40 ore di lavoro, tecnico compreso) come sponsorship in kind del valore commerciale di circa 10.000 euro. Grazie alla partnership con Milano Film Network (MFN), tutti i progetti che hanno fatto domanda a LAtelier MFN 2018 e a This is IT sono stati condivisi da entrambi i comitati di selezione. Lobiettivo quello di offrire una duplice opportunit ai produttori italiani, aumentando le possibilit di individuare partner distributivi sia a livello nazionale che internazionale.

Da segnalare inoltre Born in Trieste, sezione del festival aperta quindi al pubblico dedicata ai film che proprio al When East Meets West hanno iniziato il loro (fortunato) percorso produttivo: in programma questanno, oltre al cross-over con il concorso documentari SANAM MAMA DABRUNDEBA di Mari Gulbiani, i documentari LAIKA TILTI (I Ponti del Tempo / Bridges Of Time) di Audrius Stonys e Kristīne Briede, indagine su una pagina poco conosciuta della storia del cinema, quella dei registi-poeti della nouvelle vague del Baltico, e MŮJ NEZNM VOJN (Il mio soldato sconosciuto / My Unknown Soldier) di Anna Kryvenko, che attinge ai materiali darchivio della propria famiglia per raccontare attraverso la vicenda di un prozio militare sovietico di come la Storia possa distruggere la vita delle persone.

Il Trieste Film Festival in partnership con Midpoint il programma per lo sviluppo e la scrittura di progetti cinematografici dedicato ai professionisti emergenti con sede presso la Famu di Praga presenta anche questanno Feature Launch Workshop, il principale progetto annuale dedicato ai nuovi talenti nel campo cinematografico dellEuropa centro orientale, in collaborazione con il festival internazionale di Karlovy Vary, Connecting Cottbus, CineMart e il programma di formazione Art Department Masterclass. Il progetto annuale prevede due workshop incentrati sullo sviluppo di un progetto, la ricerca di finanziamenti e le opportunit di co-produzione; e ancora, una nuova piattaforma di presentazione e una sessione di follow-up. Il progetto si rivolge a gruppi creativi composti da sceneggiatori, registi e produttori nella fase di sviluppo del loro primo o secondo lungometraggio. I gruppi potranno far parte di un workshop annuale che avr inizio proprio a Trieste e si concluder nel 2020 durante il mercato di co-produzione When East Meets West, durante il quale potranno confrontarsi e presentare i loro progetti ad una platea di potenziali produttori e partner artistici.

Per la seconda edizione di Midpoint Feature Launch @ Eastweek, il comitato di selezione composto da rappresentanti di Midpoint, TsFF e WEMW, ha selezionato 9 progetti provenienti da Croazia, Georgia, Grecia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Ucraina e Ungheria.

Tra le iniziative del Festival c la seconda edizione di TsFF goes Virtual VR DAY 2019, una giornata di lavoro per affrontare il rapporto tra cinema e realt virtuale, suddivisa in due momenti: lanalisi di due case study di cortometraggi VR e un panel dedicato al futuro della realt virtuale.

16/01/2019, 14:11

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