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RAIPLAY - Dal 5 maggio tre documentari d'autore


RAIPLAY - Dal 5 maggio tre documentari d'autore
Sulla piattaforma di RaiPlay, da martedì 5 maggio 2020, tre documentari da non perdere: la memoria storica di Nanni Moretti; l’omaggio alla visione di Franco Basaglia; la vita privata di Stanley Kubrick.

"Santiago, Italia" di Nanni Moretti
Girato nel 2018, il documentario di Nanni Moretti che RaiPlay ripropone non vuole solo ricordare il colpo di stato organizzato dal generale Augusto Pinochet, che nel 1973 privò il Cile della propria democrazia e causò la morte del Presidente Salvador Allende, ma vuole soprattutto dare risalto alle vite dei rifugiati politici che trovarono la salvezza, prima presso l’Ambasciata d’Italia di Santiago del Cile e successivamente nel nostro Paese. Nella parte centrale del film si accenna spesso ad una Suora, il cui ruolo fu decisivo per la fuga degli oppositori: si chiamava Valeria Valentin e in Cile aveva deciso di lasciare l’abito e di sposarsi, ma ugualmente dedicò la propria esistenza alla libertà degli altri.

"Crazy for Football" di Volfango De Biasi
Nel bel mezzo di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (il famoso film di Miloš Forman ambientato in un ospedale psichiatrico, con Jack Nicholson protagonista) una partitella di pallacanestro offre ai pazienti il pretesto di battersi con i loro sorveglianti: dunque non solo l’occasione per divertirsi, ma anche quella di levarsi qualche soddisfazione personale. Del resto che gli episodi di svago siano decisivi quanto la terapia, all’interno dell’iter medico indirizzato al recupero del paziente e alla sua ricollocazione nella comunità, era un principio del tutto chiaro soprattutto a Franco Basaglia, il celebre neurologo nume tutelare di questo film di Volfango De Biasi.

"S is for Stanley" di Alex Infascelli
Di Emilio D’Alessandro il primo a parlarne fu Vincent Lo Brutto, il critico cinematografico che tanti anni fa scrisse la più celebre tra le biografie di Stanley Kubrick, il regista di “Odissea nello Spazio” e “Arancia meccanica”. Ma adesso gli appassionati di cinema (grazie al film di Alex Infascelli, ora presentato da RaiPlay) hanno l’occasione di conoscere più a fondo una delle vicende più singolari della storia del cinema. Negli anni Sessanta, in fuga dall’Italia per evitare il servizio di leva, D’Alessandro approdò a Londra dove man mano si mise in evidenza come pilota da corsa. Raccontò delle sue peripezie ai giornali e Kubrick si incuriosì a tal punto che lo contattò per offrirgli un lavoro all’interno del suo staff. E fu così che Emilio D’Alessandro, da Cassino, dette del “tu” a star come Ryan O’Neal, Jack Nicholson e Nicole Kidman. Una storia singolare.

04/05/2020, 17:12