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LA RIVINCITA - "La nuova poverta' e la voglia di riscatto"


Presentata l'opera prima di Leo Muscato, tratta dall'omonimo romanzo di Michele Santeramo. Al centro della storia due fratelli, Vincenzo e Sabino, e le rispettive mogli, alle prese con un esproprio di un terreno, il desiderio di diventare genitori e l'incontro con il lato oscuro della società fatta di strozzini e burocrazia. Dal 4 Giugno disponibile sulla piattaforma RaiPlay all'interno del progetto "La Rai con il Cinema italiano".


LA RIVINCITA -
Avrebbe dovuto fare il suo debutto al "Bifest" di Bari nella sezione competitiva "Nuovo Cinema Italiano", per poi uscire a Maggio in sala, ma come molti altri film italiani (e non) è stato travolto dall'uragano COVID-19. Ma "La rivincita", esordio cinematografico del regista e drammaturgo Leo Muscato, è ora pronto per mostrarsi al pubblico con una veste digitale. Da Giovedì 4 Giugno il film sarà infatti disponibile in esclusiva sulla piattaforma web RaiPlay, rientrando nel progetto “La Rai con il Cinema italiano”.

Nato sotto forma di romanzo, scritto da Michele Santeramo e pubblicato da Baldini & Castoldi, e poi divenuto uno spettacolo teatrale per la regia dello stesso Muscato, con un buon mix di realismo, dramma e ironia il film racconta l'intrecciarsi di due sfortunate storie del Sud, ma al contempo ricche di voglia di riscatto. Al centro due fratelli, Vincenzo e Sabino, e le rispettive mogli, alle prese con un esproprio di un terreno, il desiderio di diventare genitori e l'incontro con il lato oscuro della società fatta di strozzini e burocrazia. Un'opera che guarda a certo cinema europeo, da Mike Leigh a Ken Loach, per raccontare la cosiddetta “nuova povertà” attraverso una storia ricca di umanità e amore per la vita.

In occasione della conferenza stampa di presentazione del film, il regista Leo Muscato lo ha definito “una storia che riguarda tantissima gente, in cui i personaggi rappresentano degli archetipi o delle metafore di certi esseri umani in continua lotta per ottenere le cose più apparentemente normali. Ricevono continuamente botte dalla società ma trovano il modo di rialzarsi, e in questo senso rappresenta una storia sull'amore incondizionato che le persone possono darsi anche facendosi del male”.

A scrivere il film assieme al regista è stato lo stesso Michele Santeramo, che parlando dei personaggi ne ha esaltato la componente umana: “la deriva a cui arriva spesso la gente finita in miseria è fatta di malaffare, e riuscire a rimanere delle persone per bene è davvero una conquista. Prima di scrivere il libro ho intervistato tanta gente, venendo a contatto con un mondo fatto da individui che magari arrivano persino a vendersi un rene pur di sopravvivere, ma che non perdono la voglia di non rassegnarsi, e tutto questo è molto più diffuso di quanto si possa immaginare. Vivono negli angoli bui che non frequentiamo perchè non vogliamo guardarci dentro”.

E i quattro personaggi attorno ai quali si muove la storia sono stati molto amati dagli attori e dalle attrici scelti da Muscato. Per Michele Venitucci “i due fratelli sono complementari, non esisterebbero l'uno senza l'altro. Il lavoro è stato atipico per le modalità tradizionali del cinema, abbiamo fatto tante prove e cercato di dare un aspetto “teatrale” alla parola. Ci siamo calati in una dimensione fuori dal tempo, in cui non ci sono cellulari e che potrebbe rappresentare un qualunque Sud del mondo, e questo ci ha fatti concentrare più sui sentimenti e meno su personaggi realmente esistenti”.

Sulla stessa linea anche il coprotagonista Michele Cipriani che ha ribadito che “l'aspetto realistico nella costruzione dei personaggi è passato in secondo piano. Tutti loro hanno una precisa missione, dei sogni piccoli ma molto importanti, che li rendono più grandi della realtà che devono affrontare. Sono straordinari, hanno caratteristiche morali importanti e sani principi, che spesso mancano nealla realtà quotidiana”.

L'attrice Deniz Ozdogan, che nel film interpreta Maja ha sottolineato quanto “il seme di questa storia è un potentissimo seme d'amore e umiltà, ma anche un seme audace e folle, attaccato alla vita anche con le unghie”, mentre alla collega Sara Putignano è toccato il compito di dare volto e corpo al personaggio di Angela, che ha la “caratteristica dell'implosione, e vive un rapporto con se stessa conflittuale che solo alla fine riesce a farle avare dialogo con altri personaggi. Il suo passato compromette la maternità e il rapporto con le altre donne. E' una donna che non capisce come si fa a stare bene, come si può lavorare sul malessere”.

Come detto, il film sarà disponibile su RaiPlay, ed è grande la soddisfazione da parte della direttrice della piattaforma Elena Capparelli: “siamo molto contenti di poter far vedere “La rivincita” e penso che l'operazione dedicata al nuovo cinema italiano stia dando ottimi risultati. Questi film vengono visti prevalentemente su smart tv, in qualità alta, e nonostante la sala rimanga insostituibile, abbiamo notato che i film messi rapidamente on the mand hanno parametri di visione e permanenza molto alti”. Una gioia condivisa anche da Paola Malanga, Vice Direttore Produzione e Acquisti di Rai Cinema: “è un progetto a cui abbiamo voluto bene da subito e che abbiamo sostenuto. Ci troviamo in una fase di grande sperimentazione forzata ma che può portare a qualcosa di interessante, perchè la proposta di questo cinema d'autore su piattaforma è l'inizio di qualcosa di nuovo. A parte qualche piccolo caso, le piattaforme erano luoghi dove venivano proposti blockbuster o film nati appositamente per le stesse, e poter ampliare il pubblico e dare la possibilità di vedere questo cinema anche a chi farebbe fatica ad andare a vederlo in sala, è importante”.

29/05/2020, 14:28

Antonio Capellupo