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Note di regia di "Se ho Vinto se ho Perso"


Note di regia di
Ci sono storie che meritano di essere raccontate.

Alcune le scopri un giorno, per caso. E il giorno dopo sei pronto per affrontarle. Per dare loro una forma. Così è stato con il mio lavoro precedente, « Mare Carbone ».

Altre hanno bisogno di tempo. Restano lì, nel cassetto dei ricordi. Si stratificano, si aprono a diversi punti di vista, maturano in silenzio, senza che tu te ne accorga. Cambiano, mentre tu stai cambiando. Crescono con te. Fino a quando, a un punto del tuo percorso, senti che il momento è arrivato. Che quella storia ti appartiene e raccontarla significa anche raccontarti. E che farlo è diventata una necessità.

Questo è il caso di "Se ho vinto se ho perso".

Pensavo da anni alla storia – la piccola leggenda – dei Kina, per fare un film su di loro. Mancava solo una cosa: la chiave per non ridurre il film a un semplice documentario musicale, che poi sarebbe stato il più grande tradimento possibile nei loro confronti: perché ciò che rende i Kina davvero interessanti – forse unici – nel panorama underground europeo, è proprio l’impossibilità di separare la musica dalla vita, il bisogno di espressione dall’impegno quotidiano.

E non si poteva raccontare tutto con distacco, senza farsi coinvolgere…

Gianluca Rossi