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TORINO FILM FESTIVAL 38 - "Pino" Vita e opere di Pino Pascali


Walter Fasano racconta per immagini e con le voci di Suzanne Vega, Alma Jodorowsky, Monica Guerritore e Michele Riondino il percorso dell’artista scomparso prematuramente nel 1968. Una produzione Passo Uno per Regione Puglia, Fondazione Pino Pascali e Apulia Film Commission.


TORINO FILM FESTIVAL 38 -
Il manifesto di "Pino" di Walter Fasano
La vita folgorante di Pino Pascali, un artista urgente, anticonformista, instancabile: nato a Bari nel 1935 sentirà sempre il legame con la sua terra, con il mare, con la luce. Il documentario di Walter Fasano parte proprio dalla sua terra d’origine, dal Museo Pascali di Polignano a Mare che cinquant’anni dopo la sua tragica morte in un incidente stradale compra ed espone la sua opera "Cinque Bachi da Setola e un Bozzolo" e chiede al regista di documentare l’acquisizione. Una sorta di ritorno a casa per Pascali dopo aver lasciato Bari per studiare a Napoli e in seguito a Roma all’Accademia di Belle Arti.

Prima i lavori da scenografo per la Rai e per la pubblicità, poi la fortunata carriera di artista eclettico e molto apprezzato con la prima mostra personale nel 1965 presso la galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis a Roma, poi il sodalizio artistico con il gallerista Fabio Sargentini proprietario de L’Attico che più di altri seppe valorizzare le sue opere, fino alla 34. Biennale di Venezia che gli conferisce postumo il Premio Internazionale di Scultura.

Susanne Vega, Monica Guerritore e Michele Riondino ripercorrono la sua poetica e la sua filosofia artistica accompagnati dalle fotografie poco note dello stesso artista che danno un’idea della sua visione del mondo e della vita e il repertorio fotografico di Claudio Abate, Elisabetta Catalano, Ugo Mulas. Alma Jodorowsky, invece, attraverso la sua voce che sembra uscita direttamente da un film della Nouvelle Vague, recita in francese dei testi poetici che descrivono in maniera suggestiva l’anima e la personalità di Pascali.

Un artista difficilmente inquadrabile che rielaborò a modo suo la corrente della Pop art che negli anni ’60 prendeva sempre più piede, reinventando la materia, dando nuova vita ai materiali per poi cercare sempre nuove forme di espressione nelle quali cimentarsi come, per esempio, le arti performative con il Living Theatre. Un racconto evocativo e a tratti criptico su Pino Pascali e sulle sue opere: Walter Fasano in questo modo rende omaggio con coerenza all’artista non attraverso un documentario convenzionale che lo avrebbe snaturato ma dirigendo un film che gli somiglia.

23/11/2020, 10:10

Caterina Sabato