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LA STANZA - "Aggiustare il presente per salvare il futuro"


Stefano Lodovichi, Camilla Filippi e Guido Caprino raccontano il film "La Stanza", visibile in streaming dal 4 gennaio 2021


LA STANZA -
La Stanza
Dal 4 gennaio su Prime Video sar visibile "La Stanza", ultima fatica di Stefano Lodovichi.

"Abbiamo girato tutto in soli 17 giorni - spiega il regista - stata una cattiveria pi che un'impresa! Fondamentale il feeling con il cast e la troupe, stata una sfida tosta tra poco tempo a disposizione e difficolt causate dal Covid. Il film nato da un documentario sugli hikikomori, cui ho lavorato per tre anni prima che si fermasse il progetto. Ma ho voluto approfondire il tema, spostando l'attenzione sui conflitti figli-genitori, su un figlio che vuole aggiustare a modo suo il presente, per salvare il suo futuro. Siamo sempre tutti molto concentrati su noi stessi, sul nostro punto di vista: e pi siamo giovani pi cos!".

"So che questo un film particolare e difficile, e ammetto che c' tanto di autobiografico. Provo a raccontare un passaggio nella mia vita personale: ora ho un ruolo genitoriale, la mia visione della vita cambiata. Il copione nato 3 anni e mezzo fa, nel frattempo ho anche perso mia madre e tutto ci mi ha portato a cambiare e cambiarlo: non sono pi solo un figlio che giudica i suoi genitori, ma sono un figlio che ad una certa et si rende conto della difficolt di essere madre o padre. Da ragazzini si accusa facilmente, credo che si diventi grandi quando si inizia a capirli, comprenderli, perdonarli".

"La casa in cui si svolge il film era basilare per la riuscita del tutto, sono partito dalla bolla della camera di un hikikomori, una sorta di bolla dentro l'acqua... Le pareti hanno crepe come la famiglia che vive l, sono crepe strutturali, inevitabili. Il titolo, non lo nego, si rif anche a 'La stanza del figlio': Nanni Moretti il pi grande autore degli ultimi 40 anni e non lascia mai indifferente, la sua storia di una famiglia segnata dalla morte del figlio non cos lontana dalla mia".

Guido Caprino il misterioso Giulio: "Tutto si basa sulla scrittura, noi attori facciamo solo battere il cuore dei personaggi, non ci inventiamo nulla: ci mettiamo le viscere, anche se non cosa da poco... Ho amato molto il personaggio di Giulio, perch ha bisogno di riscatto: non giudico mai un personaggio o una storia. La sua parte infantile quella su cui ho basato tutto il mio lavoro: si parla di infanzia e io voglio difenderla. Il bisogno del mio personaggio molto chiaro: Giulio cresciuto in una scatola troppo piccola per lui".

Camilla Filippi invece Stella: "Il mio approccio al ruolo stato molto complesso, ho trovato difficile individuare il giusto equilibrio in tutto quello squilibrio! Ho provato tantissimo dolore, abbiamo girato il film in soli 17 giorni e credo che non avrei retto per un diciottesimo... Ho pianto tutte le lacrime del mondo e messo mano a tutto il dolore della mia vita: stavo male sul set e poi anche a casa, ma scavare e trovare una utilit a tutto il dolore che ci portiamo dentro mi ha in qualche modo alleggerito, per paradosso. Stefano ci ha guidato con una visione molto chiara, ci ha fatto vedere la rotta e poi lasciato liberi di arrivare in fondo".

21/12/2020, 17:35

Carlo Griseri