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ANTONELLA CARONE - “Dario Fo mi ha insegnato
la generosità dell’attore”


L’attrice pugliese sarà di nuovo nei panni di Perfidia nel nuovo film dei "Me Contro Te - Il mistero della scuola incantata” diretto da Gianluca Leuzzi dal 18 agosto nelle sale, distribuito da Warner Bros.


ANTONELLA CARONE - “Dario Fo mi ha insegnato la generosità dell’attore”
Antonella Carone
Antonella Carone, attrice pugliese di teatro e cinema, quasi tutto quello che sa della recitazione lo ha imparato da Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo frequentando la Libera Università di Alcatraz e imparando da loro l’umanità dell’attore. Lezione che mette in pratica in ogni suo ruolo, anche in quello della villain Perfidia, nel nuovo capitolo del fenomeno del cinema per ragazzi Me contro Te “Il mistero della scuola incantata”.

Cosa ti ha dato il personaggio di Perfidia?

"Mi ha dato la possibilità di interpretare al cinema una cattiva sopra le righe, in passato a teatro avevo avuto modo di interpretare personaggi diciamo al limite al confine tra bene e male, però un personaggio così “cartoon” mi ha permesso di essere sul set e di divertirmi, giocare come se fossi una bambina. Poi naturalmente quando si ha la fortuna di fare dei sequel un po’ questo personaggio te lo costruisci, in qualche modo lo vesti come un abito, hai modo di arricchirlo di ulteriori sfumature e dettagli. In qualche modo nei sequel il personaggio si arricchisce talmente tanto che quasi inizia a vivere di vita propria, diventa un'entità con cui anche l'attore stesso inizia in qualche modo a dialogare, diventa una bella esperienza da un punto di vista attoriale e recitativo. Io mi sento molto fortunata in questo".

Qual è il segreto del successo dei "Me Contro Te"?

"Io in loro ho scoperto due ragazzi visionari perché per primi hanno in qualche modo riempito una fascia di mercato completamente scoperta, sono stati i primi in Italia a creare un prodotto così per bambini. Oggi come oggi hai successo se per primo riesci ad avere l'idea, anche prima in realtà, sei già in partenza in una posizione vincente. In più loro sono in prima persona molto attenti ai contenuti e a tutto quello che fanno, loro curano in prima persona in maniera minuziosa tutti i progetti, il linguaggio che utilizzano, non lasciano nulla al caso, sono degli stakanovisti incredibili, lavorano sempre, a volte passano intere settimane senza giorni di pausa a perfezionare i video. Quindi in realtà dietro questi contenuti leggeri in realtà si nasconde un lavoro in termini anche di dispendio di forze, di tempo, di attenzione, incredibile".

Passando alla tua formazione, hai frequentato la Libera Università di Alcatraz di Dario Fo e Franca Rame, che esperienza è stata?

"In quell'esperienza oltre a darmi una formazione artistica e professionale mi hanno trasmesso degli insegnamenti importantissimi che riguardano innanzitutto l'“essere umano artista”, cioè l'aspetto umano dell'artista, le esigenze, la necessità che muove l'essere umano a fare questo mestiere. Penso sia stato uno dei punti cruciali del loro insegnamento che ha colpito particolarmente me, poi, si sa, ognuno dai grandi maestri prende e fissa in cima agli insegnamenti quello di cui più ha bisogno in un determinato periodo della vita e della propria formazione. Io in quel momento della vita avevo bisogno di vedere prima di tutto la persona prima dell'insegnante, l'uomo prima dell'insegnante. Poi io dico sempre questa massima, questa cosa che mi disse una volta Dario: “Se vuoi fare questo mestiere devi farlo”. Lui intendeva con farlo proprio praticarlo, cioè non si è attori stando a casa ad aspettare una chiamata ma studiando continuamente. Lui diceva: “Prendi un testo che ti piace attraverso il quale tu hai qualcosa da dire, mettilo in scena, anche se ti vengono a vedere due persone, allora lì sei attore”. Il corpo dell'attore, i sentimenti, e questo l'ho capito poi di conseguenza a questa frase che mi diceva, non sono il fine, a volte succede che qualche attore metta in scena i propri traumi personali, quello secondo Dario, e secondo me, non è essere attore, cioè il proprio vissuto è un mezzo, non è un fine, non è l'esito finale di qualcosa. Bisogna fare del proprio vissuto, anche dei traumi e delle cose belle, uno strumento, lasciarsi attraversare da questo e poi arrivare a dire qualcosa al pubblico, qualcosa che sia riconosciuto universalmente. Questo ha a che fare con la generosità dell’attore non con l’individualismo".

Da donna e da artista che ha saputo raccontare lo stupro in maniera così onesta e scioccante cosa ti ha lasciato Franca Rame?

Lei è stata forse una delle prime a denunciare e a portare su un palcoscenico una denuncia così forte che avesse a che fare con l'intimo della persona. Noi tutti ricordiamo Franca Rame perché ha scritto “Lo stupro”, questo, suo malgrado, capolavoro autobiografico che fa tremare i polsi, che non ha cancellato, non ha annientato la fragilità che c'è dietro una decisione del genere. In Franca Rame, militante, donna di mondo e di politica, c’era una fragilità di fondo nel vivere, nel denunciare certe tematiche che è la stessa fragilità che vive magari una donna che al contrario non ha la forza di denunciare. Non dobbiamo pensare a Franca Rame che ha scritto quel testo come a una supereroina che senza porsi domande è andata a denunciare, anche perché la denuncia è avvenuta dopo qualche anno, ma è stato un lungo processo di maturazione, di consapevolezza, e poi è arrivata la decisione finale, di sublimare in arte un trauma così forte. Sicuramente di grande insegnamento quella frase finale: “Torno a casa, lo denuncerò domani”, quell'ultima parola, domani, è diventata iconica. Una frase attualissima".

Ci sono progetti imminenti sui quali stai lavorando?

"Nelle prossime settimane si definiranno delle date cancellate nel periodo del primo lockdown, “Il Miles Gloriosus” prodotto dalla Compagnia del Sole e un altro spettacolo che aveva fatto una prova aperta prima della pandemia, “coSmic” con protagonista Tony Marzolla, la mia prima esperienza da regista, una sorta di stand-up comedy teatrale, un monologo che parla dell’universo e dell’uomo".

17/08/2021, 11:18

Caterina Sabato