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AMERICAN NIGHT - B-movie sopra le righe (e dal grande cast)


Alessio Della Valle esordisce nel lungometraggio con un action movie come non se fanno pi, soprattutto in Italia...


AMERICAN NIGHT - B-movie sopra le righe (e dal grande cast)
"Benvenuta in America", si dicono due personaggi dopo una sanguinosa sparatoria nelle fasi iniziali di "American Night", produzione italiana dal cast internazionale, ambientata a New York e diretta dall'esordiente nel lungometraggio Alessio Della Valle. Un'America un po' stereotipata, ma molto simile a come tanto pubblico ha imparato a conoscerla attraverso i film.

La storia intricata, e a renderla ancora pi complessa la struttura in varie parti che ogni volta aggiunge punti di vista e particolari. Provando a riassumere: Michael Rubino il nuovo capo di tutti i capi della mafia di New York, ma vorrebbe essere un pittore; John Kaplan un mercante d'arte pieno di guai (che sembra cercarsi spesso, proponendo falsi d'autore a clienti poco raccomandabili).

Intorno a loro si muove un ricco elenco di personaggi pi o meno significativi: amici attori falliti, fidanzate o ex di varia natura, delinquenti marginali che diventano per chiavi di volta fondamentali nel destino generale. E poi, proteste di piazza che diventano lo sfondo (non casuale) di alcune scene chiave.

Il via all'azione lo d il furto del celebre dipinto di Marilyn Monroe di Andry Warhol, ma ammettiamolo: un film come "American Night" non si guarda per la trama, evidentemente nato da chi ama il (e si nutre di) cinema di genere, di quella "serie B" tanto bistrattata dalla critica "alta" ma poi da sempre motore vero e concreto dell'economia del settore.

Della Valle indovina alcune scene e alcune situazioni, e il cast di "facce" messo insieme dalla produzione italiana tanto vasto da non poter essere irrilevante (da Emile Hirsch a Paz Vega, da Jermy Piven a Jonathan Rhys-Meyers, pi gli italiani Fortunato Cerlino e Maria Grazia Cucinotta e l'apparizione musicale di Anastacia: ce n' per quasi tutti i gusti).

Tutto volutamente sopra le righe, forse troppo serioso visto il tipo di progetto (ci prova Cerlino a costruire alcuni momenti comici, ma poco efficaci), ma di certo l'obiettivo quello di diventare immediatamente uno di quei film da "guilty pleasure", piaceri colpevoli che tutti cercano (senza confessarlo).

06/05/2022, 13:10

Carlo Griseri