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GALLIO FILM FESTIVAL 25 - Ospiti tre giovani registe


GALLIO FILM FESTIVAL 25 - Ospiti tre giovani registe
Gallio Filmfestival, che inizierà il 23 luglio 2022, ospiterà in sala teatro l’autrice triestina del secondo film in concorso "Piccolo Corpo". La regista Laura Samani, premiata ai David di Donatello 2022 per il miglior esordio alla regia, presenta la sua opera prima, che racconta la storia di un lutto. Agli inizi del Novecento, in una piccola comunità friulana, una ragazza dà alla luce una bambina morta. Il prete del paese si rifiuta di battezzarla, così Agata, la giovane madre, trasporta il piccolo corpo in una valle in cui, si dice, i bambini nati morti vengono risvegliati, battezzati, sottratti, in tal modo, al peregrinare eterno e senza meta nel Limbo.
Il lungo viaggio di Agata sarà difficile e doloroso, una metafora del percorso interiore di una donna che vuole portare a termine una missione importante nonostante le avversità e le opinioni superficiali e malevole della gente. Laura Samani dipinge questo e tanti altri volti con grande lirismo caravaggesco, dimostrando di privilegiare i luoghi e le persone umili come in tanta parte del lavoro di Ermanno Olmi.
L’atmosfera di sacralità che pervade la storia incanta lo spettatore: religione e superstizione, credenze e leggende sono temi centrali in questa pellicola, proprio come nel primo lavoro cinematografico della Samani, il cortometraggio La Santa che Dorme. L’occhio dell’ autrice indugia nei luoghi cari a lei noti, nelle comunità periferiche e nelle tradizioni conosciute nell’infanzia.

Un’altra attesa presenza femminile è Beatrice Baldacci con "La Tana" nella serata del 27 luglio. La regista umbra, alle prese con la sua opera prima, propone un film che esplora l’animo umano, particolarmente quello adolescenziale, nelle sue infinite emozioni e contraddizioni. Un racconto di gioventù e di calde giornate estive conduce lo spettatore a scoprire un mistero sofferto e tenuto nascosto. Lia, la protagonista, accudisce la madre affetta da una malattia degenerativa. E in effetti d’estate è difficile chiudere in casa qualcosa che si vuole tenere occulto, e Lia esce a cercare il sole e incontra Giulio, con cui però non riesce a costruire un rapporto lineare, solare. Il tema del film si costruisce su due capisaldi: il romanzo di formazione convive col tema della fine dei giorni in un’atmosfera fatta di sospensione temporale, di dolcezza, di malinconia.


Venerdì 29 luglio sarà proiettato "La Strada per le Montagne", il docu-film di Micol Roubini, che presenzierà alla proiezione.
La foto di una vecchia abitazione è tra gli oggetti che la regista ritrova alla morte del nonno. L’istantanea, che risale al 1919, la spinge ad andare alla ricerca dell’origine della propria famiglia, proveniente da un villaggio dell’Ucraina occidentale dove l’autrice scoprirà che l’area in cui un tempo sorgeva l’edificio è diventata una zona militare di frontiera invalicabile. Il limite fisico, imposto da leggii marziali, assume un significato simbolico per un popolo sottoposto a decenni di guerre e devastazioni. Il silenzio, protagonista di questa pellicola, avvolge lo spazio e il tempo nello sbigottimento di chi ritorna alle proprie origine ma non conosce che poche, stentate parole per comunicare. Micol Rubini ha intervistato e filmato per anni la gente di quel villaggio, con pazienza e discrezione, a volte subendo esplicite minacce dalla polizia. Citando l’autrice:”Nessuno credeva fossimo lì solo per un film, credevano volessimo rimpossessarci della casa.”
Le tre giovani registe saranno disponibili per rispondere alle domande dal pubblico a fine proiezione.

11/06/2022, 11:17