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MARIA ROVERAN - “Ogni film è un viaggio, un grande dono”


Intervista all’attrice e cantante veneta, giurata nella sezione Gabbiano alla 41esima edizione del Bellaria Film Fest, che si svolge dal 10 al 14 maggio.


MARIA ROVERAN - “Ogni film è un viaggio, un grande dono”
Maria Roveran
Attrice sensibile e appassionata, Maria Roveran, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, si divide tra cinema, teatro e musica. Esordisce nel 2013 in "Piccola Patria" di Alessandro Rossetto, film selezionato alla 70a Mostra del Cinema di Venezia, per la cui colonna sonora ha scritto ed interpretato tre brani. Ha lavorato in film come "Questi Giorni" di Giuseppe Piccioni, "Capri Revolution" di Mario Martone ed "Effetto Domino" diretta di nuovo da Rossetto per cui ha scritto, interpretato e prodotto con Joe Schievano un brano in lingua cinese presente nella colonna sonora del film.

Nel 2018 è protagonista al fianco di Linda Caridi nel bel film di Karole di Tommaso “Mamma+Mamma” dai temi molto attuali come l’omogenitorialità, e quest’anno l’abbiamo vista nel film “I nostri ieri” di Andrea Papini e su Rai1 nella serie “Black Out” al fianco di Alessandro Preziosi.

Al Bellaria Film Fest, giunto alla 41a edizione, Maria Roveran fa parte, insieme al direttore del Lago Film Festival Alessandro Del Re, della giuria presieduta dal regista Michelangelo Frammartino nella sezione Gabbiano che seleziona opere in anteprima assoluta che spingono più in là il confine tra cinema di finzione e cinema documentario. I film in concorso sono: “Roger… arriva il Presidente” di Marco Chiarini, “Lala” di Ludovica Fales, “Le formiche di Mida” di Edgar Honetschläger, “Animal” di Riccardo Giacconi, “Ultimo Impero” di Danilo Monte, “Paradiso Perduto” di Luca Ferri, Morgan Menegazzo e Mariachiara Pernisa, “In tutte le ore e nessuna” di Davide Minotti e Valeria Miracapillo, “Real Guadagna” di Laura D’Angeli e Giusi Restifo, “Fuoritempo” di Matilde Ramini.

“Non è la prima volta che faccio parte di una giuria”, ci ha spiegato l’attrice, “è un incarico che considero molto seriamente proprio per la responsabilità che sento di avere insieme ai miei colleghi giurati nei confronti dei film selezionati, quindi non vedo l’ora di vedere con occhi e “cuore” tutti i film in sala, e questo fa davvero la differenza. È stato un invito quello del Bellaria che ho accolto molto volentieri. Uno degli aspetti più importanti dell’essere giurata è la condivisione e il confronto che viene a instaurarsi con i colleghi, quello che cerco di fare è di partire da una mia considerazione generale e poi specifica di ciascun film e poi comprendere la visione dei colleghi e cercare una strada comune”.

Questo è un festival che si occupa di cinema indipendente, tu sei stata protagonista di diversi film indipendenti, film che nascono da una grande passione, da grandi sforzi, che esperienze sono state per te?

“Alle spalle ho un percorso principalmente di cinema indipendente e d’autore, e sono molto legata a questo mondo che rappresenta un microcosmo rispetto al macrocosmo del cinema in generale, è importante che il Bellaria Film Fest decida di dare attenzione a questo “piccolo mondo” che in realtà è un grande tessuto produttivo spesso non valorizzato. Il cinema indipendente resiste e continua a produrre, io difendo questo assetto produttivo che parte dal basso, che è un assetto artigianale, concreto, in cui si respira ricerca, approfondimento, è un cinema che cerca di fare oltre che dello splendido intrattenimento, anche cultura”.

I tuoi ruoli sono molto sfaccettati, interpreti donne sensibili, complesse, cosa ti hanno lasciato questi personaggi?

“L’interpretazione di ciascun personaggio mi arricchisce tantissimo, ho la fortuna di interpretare donne con un’identità delicata e complessa nello stesso tempo, con una grande profondità d’animo, e questo mi porta ad approfondire, a studiare, ad incontrare persone che mi diano anche del materiale umano da cui poter attingere, e quindi l’incontro con l’altro fa parte del mio percorso di ricerca. Tutto questo mi dà tanto, io auguro questo tipo di esperienza a chiunque ne abbia bisogno perché è un lavoro che sicuramente trasforma, mi ha sempre trasformato. Alla fine di ogni film mi rimangono tanti spunti su cui riflettere, tante esperienze da portarmi appresso e tanti incontri. Devo dire che i set cinematografici sono dei luoghi magici fatti dalla sinergia, dallo sforzo di tutti, non soltanto di noi attori che ci mettiamo la faccia, ma da tante maestranze. Ogni esperienza che faccio è un viaggio immersivo, estenuante a volte, ma al contempo un grande dono”.

“Mamma+Mamma”, un film che hai interpretato nel 2018, ha una tematica molto attuale, pensi che il cinema possa sensibilizzare il pubblico su determinati argomenti?

“È un film al quale sono molto legata che ho avuto il piacere di interpretare con Linda Caridi che sarà al Bellaria Film Fest, per ricevere un premio, e sono molto felice di rincontrarla. Indubbiamente è un film attuale, forse è stato poco compreso. Parliamo di omogenitorialità, di tematiche che hanno a che fare con l’essere famiglia oltre i generi, oltre le definizioni, questo è un tema che mi ha toccato moltissimo e devo dire che anche altri film che ho interpretato toccano tematiche importanti, su cui riflettere e far riflettere. Credo che il cinema esista per emozionare, per sensibilizzare e per far sperare in un’evoluzione possibile a livello sociale, politico e civile, e io sono una ferma sostenitrice di ciò e cerco di fare il mio lavoro portando avanti questo credo”.

Sei anche una cantante e una musicista, che importanza ha la musica rispetto alla recitazione per te?

“La musica e la voce sono fondamentali per me, io lavoro molto con la voce, sono una cantante, scrivo canzoni sia per progetti miei che per commissione, e sperimento moltissimo anche con linguaggi diversi. Ad esempio il 25 maggio terrò un concerto dedicato alla lingua cimbra ed è un progetto credo unico che mi ha impegnato moltissimo al fianco di Joe Schievano che è un mio collaboratore ed è anche producer delle musiche che ho prodotto per i film che ho interpretato. Il percorso compiuto da me fino ad ora mi ha portato a lavorare moltissimo nel cinema, nel teatro, nelle fiction, quindi ho convogliato nella recitazione tante energie ma è indubbio che il canto e la musica per me siano veramente espressioni fortissime. Provo un senso di connessione con il pubblico, un senso di comunità nel momento in cui canto, che è unico per me, irripetibile, e quindi continuo a farlo. La musica mi accompagna molto anche nella recitazione, nel momento in cui studio un personaggio”.

Quale ruolo sogni di interpretare un giorno?

“Ci sono tantissimi ruoli che vorrei e credo sarei in grado di interpretare, mi piacerebbe avere delle occasioni che ancora non mi hanno dato, spesso vengo scelta per ruoli drammatici e per personaggi estremi che amo e adoro, ma credo di avere tanti altri lati da poter mostrare al pubblico. Non ho ancora mai lavorato, per esempio, in film storici, e poi mi piacerebbe molto sperimentare l’action perché sono una sportiva, mi alleno costantemente, ho un rapporto con il corpo e con il movimento molto forte, così come mi piacerebbe fare anche la commedia che adoro. In teatro ho più modo di far vedere al pubblico che cosa sono in grado di fare, al cinema ancora non ho avuto grosse occasioni e spero di averne”.

Dove ti vedremo prossimamente?

“Il 21 maggio sarò presentatrice di un concerto di beneficenza molto importante al teatro Toniolo di Mestre per il coro Voci in Accordo per la raccolta fondi per l’organizzazione “Medici con l’Africa CUAMM”, e reciterò anche all’interno del concerto. Il 25 maggio canterò la musica che ho prodotto con Joe Schievano per il progetto in lingua cimbra sempre a Mestre al Teatro del Parco, il 22 giugno terrò una performance particolare di recitazione e di musica a Treviso e a fine giugno lavorerò per la Biennale Teatro di Venezia diretta da Fabrizio Arcuri, sono molto felice e lieta di questo incontro. Prossimamente tornerò sul set per la seconda stagione di “Black Out”, e sto lavorando anche a dei progetti di scrittura cinematografica come co-sceneggiatrice. E poi sono impegnata anche con i laboratori legati all’associazione di cui faccio parte, l’Associazione Tadàn, che si occupa di arte, produzione artistica e relazione, perché il contatto con il pubblico è fondamentale e questi laboratori sono linfa di ricerca e di condivisione, per creare relazioni attraverso l’arte e creare cultura”.

13/05/2023, 08:43

Caterina Sabato