VISIONS DU REEL 56 - "Le Prime Volte": Il riflesso del passato
Due registe, due protagoniste, due voci femminili. Gli sguardi, i pensieri e le voci (letterali e figurate) di Emilia e Caterina sono immaginati per costruire un dialogo-ponte, narrativo e politico, tra il passato e il presente. Le prime volte è diviso in due capitoli: la lettera di Emilia a Caterina e viceversa. Entrambe le sezioni sono costituite da un montaggio creativo di riprese d'archivio, immagini di famiglia, che insieme a un testo (a volte illustrato sullo schermo, a volte narrato) corrispondono esse stesse alle lettere tra le due protagoniste — sono, insomma, delle corrispondenze visive, un ping pong di ricordi raccontati per illustrare la propria vita intima e personale l'una all'altra, in un periodo in cui l'espressione della propria vita interiore è spesso censurato allo sguardo femminile.
I titoli coda sono di fatto una terza sezione del film, e presentano un'ulteriore alternanza di immagini d'archivio e di inquadrature documentarie contemporanee girate dalle registe nel corso di manifestazioni femministe nelle strade delle città. Passato e presente diventano l'uno lo specchio dell'altro, in un dialogo costante: cosa può fare il presente per ricostruire il passato, sempre mettendolo in discussione? La risposta delle due autrici consiste proprio nell'operazione alla base de Le prime volte, in un denso lavoro di re-immaginazione e scrittura sul reale. Meglio dirlo con le loro parole: nelle note di regia sul sito di Lights On, Cosentino e Sardella affermano che «il cinema amatoriale [inteso come 'home movies', i cosiddetti 'filmini', ndr] ci offre materiale girato quasi esclusivamente da uomini che, in quanto capofamiglia, diventano i possessori delle memorie di famiglia e ne scrivono la storia.
Le inquadrature che costruiscono questi filmati sono modellato sul desiderio maschile. La nostra intenzione è quella di usare alcuni di questi ricordi privati per riscriverli secondo un altro tipo di desiderio e di sguardo, quello femminile, che è rimasto troppo a lungo inespresso. La decisione di ribaltare il valore documentaristico di queste immagini è un atto politico di ri-appropriazione: rimpiazzando coloro che filmano, rimpiazziamo coloro che detengono il potere di raccontare la storia. Così le immagini d'archivio, originariamente riprese da operatori maschi, in questo film appartengono allo sguardo di Emilia e Caterina. Non è un lavoro filologico ma serve come mezzo per leggere le immagini: lo spettatore dà un'interpretazione diversa a esse quando sa [o meglio, quando crede, (ndr. "che sono state riprese da donne invece che da uomini") [traduzione dall'inglese del sottoscritto].
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Le Prime Volte" è dunque finzione e documentario, è un'opera d'ingegno e di narrativa che nasce dalle immagini che di più, in teoria, dovrebbero essere naturali, semplici e de-politicizzate; ma nel gesto stesso di esistere (e di resistere), il cortometraggio di
Giulia Cosentino e
Perla Sardella mette in discussione lo sguardo alla base dell'immagine, identifica in ogni inquadratura l'insidioso serpeggiare di uno sguardo politico implicito e tenta di trasformare le uniche testimonianze che abbiamo di un passato fantasmatico in una narrativa anti-sentimentalista. Le prime volte non vuole mai essere reale né più reale del reale ed è nell'amarezza derivante da ciò che le immagini del passato vivono, e quelle del presente sembrano ancora più intense e feroci.
10/04/2025, 20:00
Nicola Settis