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I Viaggi di Robi
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Cast

Con:
Ornella Grassi

Soggetto:
Ornella Grassi

Sceneggiatura:
Ornella Grassi

Musiche:
Enrico Fink

Montaggio:
Ornella Grassi
Marco Bartolini

Fotografia:
Duccio Ricciardelli

Suono:
Saverio Damiani (Registrazione Voice Over)

Colorist:
Marco Bartolini

Voce Fuori Campo:
Ornella Grassi

Voce Fuori Campo:
Massimo Tarducci

Riprese Bologna:
Emiliano Madiai

Riprese Bologna:
Tommaso Cimò

Una Donna, Poco Più di un Nome


Regia: Ornella Grassi
Anno di produzione: 2019
Durata: 90'
Tipologia: documentario
Genere: biografico/storico
Paese: Italia
Produzione: Regione Toscana, Unicoop Firenze, Associazione Culturale “Il Colibrì”; in collaborazione con Collettivo VideoArteVirale
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: HD, colore
Titolo originale: Una Donna, Poco Più di un Nome

Sinossi: Enrica Calabresi è una scienziata ebrea. Una grande scienziata. Una zoologa che si laurea giovanissima e lavora prima alla Specola e poi all’università di agraria di Pisa. Nata nei primi anni del 900, quando di donne all’università ce n’erano assai poche riesce a diventare segretario della società entomologica italiana. Donna colta. Pubblica anche in inglese e conosce il francese e il tedesco. Tra le sue allieve anche Margherita Hack che la ricorda nella sua autobiografia. Ma ci sono due guerre a mettersi in mezzo. La prima dove perde il fidanzato, Giovanni De Gasperi, speleologo , botanico, esploratore ( terra del fuoco) che come lei frequenta la Specola che muore nel 1916 e che porterà alla prima crisi. Enrica lascia l’università per due anni e va a fare l’infermiera al fronte. E poi la seconda con le leggi razziali. Sbattuta fuori dall’università insegnerà alla scuola ebraica di via Farini. Rifiuterà sempre di nascondersi anche perché non vuole che altri rischino la vita per lei. Avrebbe potuto salvarsi. Avrebbe potuto rifugiarsi in Svizzera come fece il fratello con l’altra sorella ma lei resta a Firenze. Una donna coraggiosa. Sola e ebrea nella Firenze fascista e nazista. Una donna dignitosa Viene catturata, portata a Santa verdiana si toglie la vita avvelenandosi prima di partire per Auschwitz.
Attraverso materiale d’epoca scorre la vita di Enrica prima a Ferrara poi a Firenze e Bologna dove ancora oggi si trova la casa di famiglia dei Calabresi e dove vive, ormai novantenne l’amato nipotino Francesco prezioso e lucido testimone.
Il film prevede parti di fiction, parti documentali sulla vita in guerra, sulle leggi razziali e testimonianze di persone che hanno vissuto in quel terribile periodo, della nipote del direttore del carcere di Santa Verdiana, di scienziati della Specola e di Pisa, di Udine e della famiglia Calabresi e dello scrittore Paolo Ciampi che su di lei ha scritto un libro
Non un semplice documentario giornalistico ma un film che, attraverso il coinvolgimento emotivo di immagini e musiche , riesca a toccare il cuore dello spettator e a far capire tutto l’orrore delle leggi razziali e a far dire mai più guerre (anche se purtroppo così non è in tante circostanze.)
Il film si chiude con immagini di speranza.

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