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locandina di "Butterflies in Berlin"

Butterflies in Berlin


Regia: Monica Manganelli
Anno di produzione: 2019
Durata: 29'
Tipologia: cortometraggio
Genere: animazione/drammatico
Paese: Italia/Germania
Produzione: LattePlus Production, Alexandra Film Production; in collaborazione con Rai Cinema, Grey Ladder
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di ripresa: Full HD
Formato di proiezione: HD, colore
Titolo originale: Butterflies in Berlin

Sinossi: La vita di un uomo raccontata attraverso 4 passaggi che rappresentano la sua trasformazione fisica e interiore, come 4 sono le metamorfosi della farfalla.
Ispirandosi a fatti realmente accaduti, (es. Il caso dellospedale ebraico di Iranischestrasse a Berlino), e personaggi realmente esistiti, quali Magnus Hirschfeld e Frank Foley, si narra la storia di Alex/Alexandra, il primo transessuale della storia operato. La sua trasformazione personale corrisponder con quella sociale-storica, e con la salita al potere di Hitler. Il film si concentra sulla storia di Alex e sulla ricerca della sua identit sessuale: un racconto universale sull'autenticit e sull'auto-accettazione, e illustra come l'identit di genere sia unica e complessa per ogni singolo individuo.

Ambientazione: Berlino (Germania)

"Butterflies in Berlin" stato sostenuto da:
MIBACT
Der Beauftragte der Bundesregierung fr Kultur und Medien
Emilia Romagna Film Commission


Note:
TEMA
"Butterflies in Berlin" una storia sull'anima. Non importa se maschile o femminile, l'anima non ha sesso. la storia di un corpo torturato e di un'anima divisa in due: attraverso la vicenda personale di un uomo considerato diverso durante lolocausto, si rievoca la drammatica atmosfera di repressione e persecuzione di quel periodo. L'amore e il rispetto per le diversit sono l'essenza della dignit umana. La guerra e l'olocausto sono aberrazioni che bloccano il flusso naturale dell'amore tra due uomini e, insieme a loro, anche tra tutta l'umanit. Le vicende a tematica omosessuale durante l'ascesa di Hitler sono state spesso trascurate dalla cinematografia contemporanea. Al contrario, moltissimi altri media hanno diffuso nel corso degli anni i risultati delle ricerche delle numerose associazioni votate alla conservazione della memoria di quella categoria di vittime, il cui ammontare raggiunge cifre parimenti impressionanti e per il cui sterminio stato coniato il termine omocausto. Nel clima rivoluzionario di emancipazione sessuale che caratterizza il nostro millennio, si sente febbrile linteresse di molti a indagare pi approfonditamente la sofferenza di quegli esseri umani che vissero nel periodo pi buio. "Butterflies in Berlin" si concentra sulla storia di Alex e sulla ricerca della sua identit sessuale: un racconto universale sull'autenticit e sull'auto-accettazione, e illustra come l'identit di genere sia unica e complessa per ogni singolo individuo. Alex desidera trovare il suo posto nel mondo, e mentre cerca di capire chi egli sia (e soprattutto chi voglia diventare), Berlino conferma la propria natura di citt mutevole e al clima di concessioni e libertinaggio della Repubblica di Weimar si sostituisce il periodo di repressione pi noto della storia. Per la prima volta assoluta in un progetto cinematografico si tratta il tema dell'olocausto e omocausto con quelle della identit di genere e persone transgender.

CENNI STORICI
Sullo sfondo di personaggi, luoghi ed eventi storici reali (tra cui Magnus Hirschfeld, Frank Foley, il Wintergarten e l'ospedale ebraico di Berlino, il campo di concentramento di Sachsenhausen), viene raccontata la storia di finzione di Alex, un uomo ebreo che vuole diventare donna durante l'ascesa del nazionalsocialismo. Mentre Hitler guadagnava potere in Germania, qualcosa nella politica inizi a cambiare ma non vi si prest abbastanza attenzione. La Repubblica di Weimar (1919-1933) ha incarnato una visione progressista della liberazione sessuale e Berlino era la sede del primo movimento al mondo per i diritti gay. Le libert sessuali durante quel periodo sono diventate leggendarie, una pietra miliare per tutti i movimenti di emancipazione sessuale. Fu in mezzo a questo clima di tolleranza che il movimento dei diritti omosessuali inizi ad assumere sempre pi forza in Germania. In prima linea era schierato il dottor Magnus Hirschfeld, promotore della campagna per leliminazione del famigerato Paragrafo 175 contro gli omosessuali. Sessuologo di fama internazionale, Hirschfeld stato considerato un genio per i suoi enormi contributi alla comprensione della sessualit umana. Si battuto per la difesa di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) e molta dell'elite accademica ebrea segu il suo esempio sostenendo i diritti degli omosessuali. Hirschfeld fond il primo Institut fr Sexualwissenschaft (Istituto per la scienza sessuale) del mondo, che apr a Berlino nel luglio del 1919. Il suo lavoro e i suoi studi furono fin dall'inizio in conflitto con il regime nazista, che us la propaganda per dimostrare che l'omosessualit fosse una perversione ebraica e i collegamenti che fecero con il giudaismo servirono come ulteriore giustificazione per la persecuzione di entrambi i gruppi.
Nel 1933, i nazisti attaccarono e saccheggiarono l'Istituto di Scienze Sessuali e distrussero i suoi inestimabili archivi di ricerca. Oltre 10.000 libri e documenti furono bruciati nel tristemente noto fal dei libri nemici" il 10 maggio 1933 a Bebelplatz. Nei campi di concentramento, i gay erano considerati la categoria pi bassa dei detenuti. Facilmente identificabili dai triangoli rosa cuciti sul petto, venivano spesso trattati pi duramente sia dalle guardie che dai compagni di prigione. A causa di questo stato difficile raggiungere una "solidariet di gruppo" che aiutasse altri prigionieri a sopravvivere.


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