I Viaggi Di Roby
locandina di "Chi Si Ferma e' Perduto"

Cast


Musiche:
Valerio Vigliar (Episodio 1 "Marlene Dietrich")
Alessandro Asso Stefana (Episodio 2: Heinrich Schliemann)
Stefano Pilia (Episodio 3 "Mary Shelley")
Sebastiano De Gennaro (Episodio 4 "Howard Phillips Lovecraft")
Rodrigo D'Erasmo (Episodio 5 "Oscar Niemeyer")
Vincenzo Vasi (Episodio 6 "Lorenzo Da Ponte")
Enrico Gabrielli (Episodio 7: Ludwig Wittgenstein)
Fabio Rondanini (Illustrazioni Episodio 8 "Agatha Christie")

Montaggio:
Andrea Calderone

Voce Narrante:
Neri Marcore'

Illustrazioni Episodio 1 "Marlene Dietrich":
Luca Albanese

Illustrazioni Episodio 2: Heinrich Schliemann:
Francesco Faccia

Illustrazioni Episodio 3 "Mary Shelley" ed Episodio 5 "Oscar Niemeyer":
Gianmarco Veronesi

Illustrazioni Episodio 4 "Howard Phillips Lovecraft" ed Episodio 7: Ludwig Wittgenstein:
Valerio Befani

Illustrazioni Episodio 6 "Lorenzo Da Ponte":
Fabiana Mascolo

Illustrazioni Episodio 8 "Agatha Christie":
Giorgio Spalletta

Chi Si Ferma e' Perduto


Director: Raffaele Compagnoni
Year of production: 2021
Durata: 13' x 8 episodi
Tipology: film-tv
Genres: animazione/biografico
Country: Italia
Produzione: Sky Arte HD, Tiwi Studio
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: HD, colore
Press office: Lara Facco / Ufficio stampa Sky Arte HD
Titolo originale: Chi Si Ferma e' Perduto

Storyline: Interviste impossibili e resoconti di viaggio tra realtà e immaginazione attraverso il tempo e lo spazio.
I protagonisti degli otto episodi sono artisti, letterati, studiosi, innovatori, personalità eccezionali che hanno lasciato il loro segno nella storia: da Marlene Dietrich a Heinrich Schliemann, da Mary Shelley a Howard Phillips Lovecraft, da Oscar Niemeyer a Lorenzo Da Ponte, da Ludwig Wittgenstein ad Agatha Christie.

"Chi Si Ferma e' Perduto" è stato sostenuto da:
Regione Emilia Romagna (Bando Produzioni Regionali - 2018)
Emilia Romagna Film Commission


Note:
Gli episodi:

Episodio 1: Marlene Dietrich

Marlene Dietrich è la diva per eccellenza, la figlia di Berlino, di una città e di un’epoca troppo spesso rimosse dall’immaginario. È lì che Marlene s’innamora delle telecamere incarnando “l’Angelo Azzurro”, musa di un genere, l’espressionismo, che in breve diventa il riferimento cinematografico in tutte le sale del mondo. Ma il suo viaggio non è fatto solo di luci, biglietti e pellicole: Marlene, a differenza degli artisti d’origine ebraica, è amata dal Führer, che addirittura la desidera fisicamente, e da Goebbels, che la vorrebbe come musa del regime. Lei però sente di non poter accettare quell’abominio e se ne va in California, rinnegando la dittatura e prendendo la cittadinanza americana. Arriva a cantare Lili Marlene, una melodia dolce con testo in tedesco per intrattenere le truppe americane impegnate proprio contro i nazisti.
Torna in Germania solo dopo 30 anni, più matura, più disillusa e anche più umana, per esibirsi in una Berlino che un po’ la ama e un po’ la addita come traditrice della Germania.

Episodio 2: Heinrich Schliemann
Solo chi ha avuto una vita degna di un poema epico può accedere alla città più importante dell’antichità. Heinrich Schliemann, infatti, nasce poverissimo in una piccola città della Germania, s’innamora in giovane età dei poemi omerici – al punto da promettere al padre di ritrovare la città perduta – si imbarca come marinaio e rischia di morire in un naufragio, infine diventa molto ricco grazie a geniali mosse commerciali ed emigra negli Stati Uniti, dove finisce per avere problemi con la legge.
Tornato in Europa, decide finalmente di dedicarsi all’unico vero scopo della sua vita: il viaggio verso Troia, compiuto con la totale avversità della comunità scientifica, che lo ha deriso per anni. Ma, alla fine, nessuno di quegli studiosi è nella nostra memoria, mentre celebriamo ancora oggi l’uomo che ha riscoperto la città di Ilio.

Episodio 3: Mary Shelley
Ci sono pochissimi scrittori che riescono a firmare un grande libro e ancora meno autori che con la loro opera danno vita a un nuovo filone di narrazioni. Mary Shelley, non ancora ventenne, è riuscita a fare entrambe le cose.
Certo è che il suo grande talento letterario non veniva dal nulla, ma da un percorso familiare unico nel suo genere: figlia di un filosofo radicale e di una delle poche pensatrici dell’epoca, Mary è immersa nell’ambiente culturale inglese al punto da conoscere giovanissima l’amore della sua vita, il poeta Percy Shelley.
Shelley la trasporta in un mondo al di fuori degli schemi, dove la passione per la scrittura si mescola a una vita vissuta fuori dalle convenzioni della morale borghese. Il loro amore è simbiotico e contraddittorio, caratterizzato da una continua ricerca di un ideale di libertà a cui però i due danno un significato molto diverso: per Mary essere liberi significa essere liberi di scegliere la direzione della propria vita e con chi condividerla, per Shelley significa poter amare più donne contemporaneamente.
Questo contrasto dinamico esplode in tre grandi viaggi, due di questi fondamentali per la storia della letteratura moderna. Nel 1816, infatti, a Villa Diodati, sul lago di Ginevra, Mary Shelley, Lord Byron e John Polidori, sfidandosi in una gara di scrittura daranno vita alla letteratura horror contemporanea. E dal 1818 al 1823, gireranno l’Italia, dando vita ad una sorta di tragico Grand Tour che terminerà con il naufragio di Percy, tra Livorno e La Spezia.
Focus dell’episodio: Il viaggio in Italia di Mary Shelley dal 1818 al 1823, tra Pisa, Roma, Napoli e La Spezia.

Episodio 4: Howard Phillips Lovecraft
Tutti gli appassionati di horror conoscono Howard Phillips Lovecraft come il “Solitario di Providence”. Secondo questa vulgata, Howard Phillips Lovecraft, ignorato dalla quasi totalità del mondo editoriale, sarebbe rimasto per tutta la vita nella sua adorata città natale, limitando al minimo i viaggi al di fuori del Rhode Island. Anche i contatti umani sarebbero stati decisamente pochi, e questo avrebbe contribuito a giustificare le sue ristrette vedute politiche: un provinciale a tutti gli effetti, sia dal punto di vista filosofico che geografico.
Ma in realtà Lovecraft ha avuto una vita molto più complessa e – come provano le circa diecimila lettere che ci ha lasciato – dalla ricchezza interiore decisamente più profonda. Il solitario di Providence, infatti, aveva una sua peculiare concezione dell’amicizia (come del resto, di ogni aspetto della vita) ma solo non è stato mai: aveva un gran numero di corrispondenti sparsi per tutta l’America, e faceva parte di un gruppo di scrittori, il Kalem Club, che si riuniva tutte le settimane a New York.
Scopriamo così che Howard Phillips Lovecraft è sempre in bilico tra due universi contrapposti: scrittore amatoriale o professionista, solitario o pieno di amici, razzista o colto gentiluomo – senza però mai essere veramente in nessuno dei due.
Focus dell’episodio: La permanenza di Howard Phillips Lovecraft Lovecraft a New York, nei due anni in cui è stato sposato con Sonia Greene.

Episodio 5: Oscar Niemeyer
L’incredibile storia del viaggio da cui è nata Brasilia, dall’incontro folgorante tra l’architetto Oscar Niemeyer e il presidente Juscelino Kubitschek.
Il nuovo presidente del Brasile chiede al più estroso tra gli architetti del suo paese di costruirgli una nuova capitale, che dia finalmente l’immagine di un Brasile moderno, a misura d’uomo, elegante e funzionale. Una sfida da far tremare i polsi a tutti, ma non a Niemeyer.
Oscar però, prima di cominciare, raduna i suoi migliori amici e parte verso l’Altopiano che accoglierà la nuova città. Insieme attraversano le varie anime di un Paese immenso e particolare come solo il Brasile può essere, finendo addirittura per passare la notte nella giungla, ostaggi di un pericoloso giaguaro. Imparano così che c’è bisogno di respirare tutte le anime del Paese, dal mare alla foresta amazzonica, per donargli un nuovo cuore pulsante.
Focus dell’episodio: Il viaggio in macchina di Oscar Niemeyer da Rio all’altopiano che ospiterà Brasilia.

Episodio 6: Lorenzo Da Ponte
Il librettista delle opere di Mozart è uno degli Italiani più famosi al mondo. Il suo è uno dei primi casi di “fuga dei cervelli”, nel senso che dopo lunghe peregrinazioni in Europa fu costretto a lasciare il vecchio continente per recarsi a New York. Qui, insegnando all’Università, ottenne finalmente una certa tranquillità economica.
Ma la sua vita è molto diversa da quella di un intellettuale contemplativo: Da Ponte, infatti, è un uomo che cede volentieri ai piaceri della vita, molto sensibile soprattutto al fascino femminile. Questo lo rende dinamico e flessibile, sempre pronto a reinventarsi.
Tuttavia, la sua passione è la sua condanna: da Venezia deve fuggire a Vienna, da Vienna a Londra. In ognuno di questi posti ottiene successo come autore ma accumula debiti, amanti e nemici. L’America è la sua salvezza, ma più che il sogno americano, forse, a essere decisiva è stata una certa pace dei sensi dovuta all’età… o forse no.
Focus dell’episodio: traversata oceanica nel 1805 alla volta di New York, con partenza da Londra.

Episodio 7: Ludwig Wittgenstein
Uno dei più importanti intellettuali del Novecento, che nella sua stessa storia familiare racchiude un viaggio in due meravigliose epoche perdute della nostra Europa: l’ultima Vienna Asburgica e la grande avventura scientifico accademica della Cambrige di inizio secolo.
Ogni suo movimento, sia intellettuale che fisico, è una fuga sempre diversa eppure sempre uguale: inizia dalla sua famiglia, poi passa alla sua stessa teoria, ma in fondo si tratta sempre di una fuga dai demoni che spesso infestano le menti più geniali.
Le fughe di Wittgenstein sono continue ed estreme: comincia arruolandosi volontario come soldato semplice nella prima guerra mondiale (scriverà infatti in prigione a Cassino il suo capolavoro filosofico), prosegue rinunciando al suo patrimonio e ritirandosi dalla filosofia per insegnare in una scuola elementare. Ma è a Skjolden, un irraggiungibile fiordo norvegese dove ha elaborato le sue più intense riflessioni, che Wittgenstein concretizza al meglio la sua vertigine esistenziale, rivoluzionando la sua stessa teoria filosofica in un modo quasi unico nella storia del pensiero.
Focus dell’episodio: Fuga da Cambridge a Skjolden, nel 1946, che porterà Ludwig Wittgenstein al ripensamento di buona parte della propria filosofia analitica.

Episodio 8: Agatha Christie
La più famosa e prolifica tra le scrittrici inglesi di genere aveva un carattere molto diverso dagli investigatori compassati che siamo abituati a conoscere sulle sue pagine.
Né Miss Marple né Poirot, infatti, avrebbero mai concepito un colpo di testa come quello che portò la regina del giallo a sparire per undici giorni, a partire dal 3 dicembre del 1926. Una scomparsa che è un vero e proprio giallo: la sua macchina, infatti, viene ritrovata la mattina del 4 dicembre sul fondo di un burrone, in folle e con i freni non inseriti. Di Agatha, nessuna traccia. Il marito, il colonnello Archie, si trova sotto i riflettori, visto che la sua relazione fedifraga e ancora segreta con Nancy Steele farebbe di lui il maggior sospettato in caso di ritrovamento del cadavere. La polizia brancola nel buio, perfino il grande Conan Doyle si occupa del caso.
Agatha viene ritrovata il 14 dicembre in un hotel di una nota località termale inglese, dove si era registrata sotto falso nome. La motivazione ufficiale è quella di una amnesia dovuta al dolore per la scomparsa della madre, ma resta più di qualche dubbio.
Cosa ha fatto Agatha in quei giorni? Chissà… Certo che un viaggio così misterioso compiuto dalla regina del mistero è un’occasione narrativa irrinunciabile.
Focus dell’episodio: Gli 11 giorni della misteriosa sparizione di Agatha Christie.


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