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Mia Martini, Fammi Sentire Bella


Regia: Giorgio Verdelli
Anno di produzione: 2020
Durata: n.d.
Tipologia: documentario
Genere: arte/biografico
Paese: Italia
Produzione: Indigostories
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: HD, colore
Titolo originale: Mia Martini, Fammi Sentire Bella

Sinossi: Sonia Bergamasco guida lo spettatore attraverso un racconto a più voci narrato da coloro che con Mia Martini hanno realmente condiviso la vita e i momenti della sua carriera: dagli esordi all’abbandono delle scene, dal ritorno a Sanremo fino alla sua morte; dai ricordi della famiglia, con le sorelle Loredana, Leda e Olivia, e i nipoti Luca e Manuela, alle testimonianze di colleghi e amici, come Caterina Caselli e Dori Ghezzi, e dei grandi autori che per lei hanno scritto canzoni senza tempo.
Un ritratto originale che, anche grazie a un intenso lavoro di ricerca, attraverso filmati esclusivi e interviste mai pubblicate, restituisce una Mia Martini inedita: non solo l’artista fragile dipinta dalle cronache musicali di quegli anni, ma la donna capace di regalare “quella risata che arrivava sempre, anche quando era ferita a morte”, un’interprete che non ha mai perso lo smalto e la qualità anche nei momenti più bui. Fammi sentire bella è una fotografia del suo spirito libero, difficile da collocare in una qualsiasi delle categorie di genere della musica italiana, e per questo così grande e attuale. Raccontarla è anche descrivere un pezzo importante del nostro passato prossimo, facendo arrivare anche ai giovani, che hanno scoperto su YouTube e i social la sua immensa capacità espressiva e l’importanza di vivere e fare propria ogni canzone, rendendola immortale.
Nel docufilm il racconto si snoda tra la viva voce di Mimì – in un’intervista con Lino Capolicchio e in un lungo intervento registrato per la radio e mai andato interamente in onda – e le immagini delle sue esibizioni.
E ancora: l’esperienza con la Durium rievocata da Dori Ghezzi; la trasformazione in Mia Martini e il primo successo con “Padre davvero” che le valse la vittoria al Festival di Musica d’Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio; i ricordi di Franco Califano e Bruno Lauzi custoditi in preziose immagini di repertorio; la necessità di Mia di “sentire” ogni parola delle sue canzoni, tanto da tenere in un cassetto per ben 17 anni un capolavoro come “Almeno tu nell’universo” che segnò il suo ritorno a Sanremo nell’89 dopo anni di isolamento.
Mimì rivive nella pellicola del concerto a Portofino del settembre 1994, ultimo live registrato in video e completamente inedito, che raccoglie, oltre ai suoi successi più amati, interpretazioni di brani come “Emozioni”, “La vie en rose”, “Ne me quitte pas”. Ma anche in una sorprendente versione di “Imagine” tratta dallo Stratos Festival del 1990, nella ripresa di una giovanissima Mia intenta a suonare la chitarra sul mare della sua Bagnara Calabra, o mentre canta “Agapimu”, il brano di cui scrisse il testo in greco. Rivive nei fotogrammi che la ritraggono al fianco di Charles Aznavour, in quelli in cui è eccezionalmente accompagnata ai cori anche da Fabrizio De André insieme a un giovanissimo Cristiano, e negli oggetti tuttora custoditi dalla famiglia e dagli amici, come il suo pianoforte e il suo cappello preferito.

Ambientazione: Bagnara Calabra / Portofino / Sanremo

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