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I premi della 45. Edizione della Mostra Internazionale
del Nuovo Cinema di Pesaro. Vince "La Pivellina" (Non
è Ancora Domani) di Tizza Covi e Rainer Frimmel


I premi della 45. Edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Vince
Una scena del film vincitore "La Pivellina"
Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio "Lino Miccichè"
La Pivellina (Non è Ancora Domani) di Tizza Covi e Rainer Frimmel
Motivazione: La Pivellina – Non è Ancora Domani ci ha toccati con la sua grazia. Con ammirevole metodo autarchico Tizza Covi e Rainer Frimmel sono riusciti a far propria la lezione zavattiniana, l’ascolto di un Reale sondato e studiato con pazienza certosina, l’irruzione della magia imprevista di un gruppo che nemmeno si pone il problema di appartenere al sociale. Scoprendo per di più un attore letteralmente “preso dalla strada”, Asia Crippa, due anni, che realizza a distanza l’utopia di Zavattini.

Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Menzione Speciale
Eoddeon Gaien Nal di Lee Suk-Gyung
Motivazione: Menzioniamo Eoddeon Gaien Nal, un film già solido e potente nella messa in scena, nella visione, di un dolore tutto femminile. Con pazienza e ritmo altissimi Lee Suk-gyung ci conduce verso l’emozionato confrontarsi di una donna con la propria cicatrice interiore di dolore e abbandono.

Premio del Pubblico - Sezione “Cinema in Piazza”
La Fisica dell’Acqua di Felice Farina

Premio “Pesaro Cinema Giovane”
Fixer: The Taking of Ajmal Naqshbandi di Ian Olds
Motivazione: Perché ribalta il nostro punto di vista astratto sulla guerra e sulle informazioni che noi occidentali possediamo e crediamo di controllare. Offre una visione fortemente politica che punta a colpire il target “medio” del pubblico della comunicazione massmediatica e consente di riflettere sui discutibili criteri di notiziabilità. Mette in luce i personaggi pur nelle loro trasparenti nefandezze. Fixer è un documentario che racconta una storia di un uomo, lo spirito di un popolo, le differenze significative e i paradossi di una realtà conosciuta solo parzialmente. E’ una narrazione fluida e ricca di pathos che non fa leva sulla spettacolarizzazione, ma tratteggia con sapiente discrezione ed imparzialità immagini che esulano dalla finzione di cui fruiamo abitualmente e si delineano con naturalezza nella loro reale e significativa drammaticità.

Premio "Amnesty Italia" 009, Cinema e Diritti Umani
Vietato Sognare di Barbara Cupisti
Motivazione: La giuria del premio Amnesty International "Cinema e diritti umani" ha deciso di conferire il proprio riconoscimento al film-documentario "Vietato sognare" per l'importanza di dare voce agli israeliani e ai palestinesi che parlano di pace e non di guerra, di confronto e non di scontro, di conoscenza e non di separazione, di rispetto e non di sospetto, di dignità e non di umiliazione, dei diritti umani e non della loro negazione.
Il film contribuisce a rendere realtà sogni apparentemente impossibili da realizzare. Le immagini riprese da Barbara Cupisti “sul campo” testimoniano la drammatica, estrema urgenza di tutto questo.

Primo Premio Sezione "L'Attimo Fuggente"
Macbeth di Giovanni Piscaglia, di Pesaro, studente dell’istituto Europeo di Design

Secondo Premio Sezione "L'Attimo Fuggente"
Menù del Giorno di Gloria Tarquini e Silvia Borroni, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Terzo Premio Sezione "L'Attimo Fuggente"
CyberGirl di Giulia Baciocchi e Silvia Borroni, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

28/06/2009, 16:57