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Crisula Stafida: "Ogni film per me è stato un passo
in avanti verso il lavoro dei miei sogni"


Crisula Stafida, un'attrice "poliedrica", protagonista nel ruolo di Isabella del film d'esordio alla regia di Massimo Bonetti "Quando si Diventa Grandi".


Crisula Stafida:
Come è nata la sua passione per la recitazione?
Crisula Stafida: Credo che le passioni nascano con te. Poi arriva un evento che le scatena in modo irreversibile, almeno cosi’ è stato nel mio caso. La prima volta che sono salita su un palco è stato durante uno spettacolo in un villaggio turistico, poi, ho iniziato a studiare recitazione e ho capito che volevo fare questo mestiere.

La sua formazione come attrice proviene inizialmente dal teatro con Enrico Maggi. Voleva da subito "fare cinema" o lavorare in questo ambito artistico?
Crisula Stafida: Quando ho iniziato a frequentare la scuola di recitazione vedevo “il Cinema” come qualcosa di molto lontano. Abitavo a Piacenza e studiavo a Milano. Avevo trascorso l’adolescenza in Trentino Alto Adige e quindi per me studiare e fare teatro era in qualche modo il coronamento di un sogno. Vedevo il cinema come una realta’ inarrivabile. Quando sono arrivata a Roma non conoscevo nessuno, non è stato affatto semplice ma le cose si sono mosse pian piano.

Il suo esordio al cinema è stato in "Nero Bifamiliare" di Federico Zampaglione, poi nei film di Calvagna, Rambaldi e Virgili. Come è stato lavorare con questi autori? Cosa si porta dietro di questi set?
Crisula Stafida: Ogni film per me è stato un passo in avanti verso il lavoro dei miei sogni. La mia gavetta fatta di ruoli piu’ o meno consistenti mi ha dato sicurezza, quella sicurezza che solo il set ti da ’perché non c’è scuola migliore per diventare attrice. Nei primi tre film sopra citati ho interpretato dei ruoli secondari, ma mi sono serviti per prendere confidenza con la macchina da presa, per capire il set, i suoi tempi, le attese, la grande concentrazione che un attore non deve perdere mai, nemmeno quando intorno a te c’è tensione e tu devi dimenticarti di tutto e vivere la scena. I registi con cui ho lavorato mi hanno diretta ma senza forzarmi, hanno avuto fiducia in me e hanno lasciato che trovassi il personaggio con la mia intuizione. Mirko Virgili mi ha affidato un ruolo che mi vedeva dipinto addosso e mi ha lasciato libera di crearlo, spero che il risultato sia apprezzabile. Ora mi sta dirigendo Massimo Bonetti nel mio primo ruolo da protagonista, è un regista sensibile con una lunga carriera d’attore alle spalle e una grande esperienza di set. Con lui mi sento sicura.

Attualmente è sul set del film di Massimo Bonetti "Quando si Diventa Grandi", dove interpreterà il ruolo della protagonista Isabella. Ci può parlare di questo film e della sua parte?
Crisula Stafida: Il film è una commedia, divertente ma anche amara. Parla, come si intuisce dal titolo, di crescita. La crescita inevitabile, che la vita, tanto bella quanto crudele incide sul protagonista Gualtiero (Andrea De Rosa, che insieme a Renato Solpietro è anche lo sceneggiatore del film), ma in realta’ su tutti noi. Per fortuna ci sono i sogni, gli amici e l’amore. E io, Isabella, rappresento per Gualtiero una tappa fondamentale di crescita. Isabella è un personaggio estremamente particolare, è una ragazza apparentemente aggressiva ma in realta’ la sua è una sorta di difesa. Ha avuto una vita complicata ed è disincantata e diffidente ma dotata anche di umanita’ e dolcezza. E poi ha come si suol dire “qualche scheletro nell’armadio..”

In "Quando si Diventa Grandi" ed in "Ganja Fiction" oltre che nel vidoclip di Gigi D'Alessio "Superamore" ha lavorato spalla a spalla con Andrea De Rosa. Come è nato questo sodalizio artistico?
Crisula Stafida: Io e Andrea ci siamo conosciuti sul set di un cortometraggio pulp diretto da Virgili (“Ganja Fiction” che ha poi ispirato il film) e da li’ non ci siamo piu’ lasciati. Dicono che sia un sodalizio particolarmente riuscito. Staremo a vedere...

Con quale regista le piacerebbe lavorare?
Crisula Stafida: Ci sono tanti bravi registi in Italia, alcuni dei quali ancora poco noti al grande pubblico. Spero quindi di avere la possibilita’ di lavorare con qualcuno gia’ affermato ma anche con nomi meno noti. Spesso le produzioni hanno timore di puntare su sconosciuti anche se di talento e preferiscono andare sul sicuro (ma il botteghino a volte dimostra il contrario). Poi ci si lamenta della poca varieta’ sul mercato…

Progetti per il futuro?
Crisula Stafida: Non progetto mai. Odio progettare. Intanto finirò "Quando si Diventa Grandi" e spero che sia questo film che "Ganja Fiction" abbiano un buon riscontro…e poi vedro’ che cosa il destino ha in serbo per me. Ma sono ottimista.

Per concludere, come giudica l'attuale panorama cinematografico italiano?
Crisula Stafida: È innegabile che anche noi sappiamo fare buoni film. Per fortuna l’erba del vicino non è sempre piu’ verde. Purtroppo la crisi ha toccato duramente il nostro settore e, a parte le grandi major, chi ha buone idee e vuole fare cinema, parlo di cinema indipendente, non è aiutato in alcun modo. Mi auguro che possa avvenire un cambiamento positivo, credo anche nei miracoli.

19/03/2010, 16:43

Simone Pinchiorri