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Al via la 61° edizione della Berlinale


"Le Quattro Volte" di Michelangelo Frammartino, "Qualunquemente" di Giulio Manfredonia, "Gianni e le Donne" di Gianni di Gregorio ed "Il Marchese del Grillo" di Mario Monicelli, sono i film che rappresenteranno l'Italia alla 61° Berlinale.


Al via la 61° edizione della Berlinale
Alla commedia e al documentario, forse i due generi attualmente “più in forma” nel panorama di casa nostra, il compito di rappresentare il cinema italiano alla 61a edizione della Berlinale, in una ricca dieci giorni dal 10 al 20 febbraio 2011.

Nonostante l’assenza di pellicole in concorso, spicca nella sezione Kulinarischen Kinos “Le Quattro Volte”, il gioiello di Michelangelo Frammartino che approda a Berlino dopo essere stato venduto in più di cinquanta paesi, e dopo aver partecipato a più di ottanta festival nel mondo. Il film, a cavallo tra documentario e fiction, ha per protagonisti un anziano e malato pastore e il suo gregge di “indisciplinate” capre, sui monti di una Calabria quanto mai “bucolica". Di “culinary” ce ne era dunque abbastanza per entrare in rassegna, e al termine della proiezione, mercoledì 16, un gruppo di grandi chef offriranno pasti ispirati ai film presso il "Gropius Mirror Restaurant" al Martin Gropius Bau.

Ma questa stagione sarà ricordata soprattutto per i sorprendenti risultati ottenuti al botteghino dalla commedia italiana, che tra "Benvenuti al Sud", il fenomeno “Zalone” in "Che bella giornata" e un buon ritorno del trio Aldo, Giovanni e Giacomo versione “babbi Natale”, ha sbaragliato ogni record di incasso. In questo filone va ad inserirsi “Qualunquemente” di Giulio Manfredonia, che a distanza di otto anni dalla sua nascita, porta sul grande schermo “Cetto La Qualunque”, l’imprenditore meridionale corrotto nato dalla mente, e avente le sembianze, di Antonio Albanese. Il film sarà presentato venerdì 11 nella sezione Panorama, dopo aver superato la soglia di 14 milioni di incasso.

In uscita nelle sale italiane questa settimana, approda nella sezione Berlinale Special “Gianni e le donne”, opera seconda di Gianni Di Gregorio che dopo “Pranzo di ferragosto”, è tornato a raccontare le disavventure dell’omonimo Gianni, sessantenne figlio di una nobildonna decaduta, questa volta nel bel mezzo della crisi di mezz’età. In tema di commedie, va segnalato il sentito omaggio che il Festival di Berlino ha voluto dedicare a Mario Monicelli. Il padre della commedia all’italiana, scomparso lo scorso 29 novembre all’età di 95 anni, nel 1982 vinse l’Orso d’Argento per la regia con “Il marchese del grillo”, che sarà proiettato sabato 12 nella sezione Berlinale Special.

11/02/2011, 23:14

Antonio Capellupo