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11 Settembre 2001: Come il cinema italiano ha raccontato
la più grande tragedia del XXI secolo.


Nel corso dei dieci anni che sono seguiti al crollo delle "torri gemelle", diversi documentaristi italiani hanno puntato la propria macchina da presa sull'evento che ha sconvolto l'umanità intera. Tra interviste e immagini di repertorio, le produzioni di casa nostra hanno tentato di portare un piccolo contributo per fare più chiarezza su un evento tanto grave quanto inspiegabile.


11 Settembre 2001: Come il cinema italiano ha raccontato la più grande tragedia del XXI secolo.
Quando le lancette dell'orologio segnarono le 8:46 dell'11 settembre 2001, per le strade di New York si percepì un rumore così forte, che l'eco fece in pochi attimi il giro del mondo, fissandosi per sempre nella memoria dell'umanità intera.

Sono trascorsi dieci lunghi anni dall'istante in cui il primo dei quattro aerei civili, dirottati da un gruppo di uomini di al-Qāʿida, si andò a schiantare contro una delle due torri del World Trade Center, dando vita a quella che forse rimane ancora oggi l'immagine più terrificante del XXI secolo.

L'attacco al "cuore degli Stati Uniti" fu uno di quegli eventi capace di influire sulla società e di mutarla inesorabilmente, che si tratti di economia, politica internazionale o cultura. Il cinema non ne è certo rimasto estraneo e Ground Zero è divenuto lo scenario, fisico o ideologico, per pellicole di autori quali Oliver Stone, Spike Lee, Robert Redford, Wim Wenders, Paul Haggis e Michael Moore.

In Italia, se il cinema di finzione non ha praticamente mai sfiorato l'argomento, il documentario ha invece offerto diversi e interessanti punti di vista, che si trattasse di immagini raccolte "sul campo" o frutto di anni di ricerca.

Il primo ad occuparsi della tragedia che causò poco meno di 3000 vittime, fu nel 2006 Massimo Mazzucco, che nel suo "11 Settembre Inganno Globale", raccoglie molti indizi emersi in cinque anni, cercando di screditare la versione "ufficiale" dei fatti e mettendo in evidenza gli errori e le responsabilità del governo americano.

L'anno successivo fu la volta di "Zero, Inchiesta sull'11 Settembre" di Franco Fracassi e Francesco Trento. Condotto con il taglio dell'inchiesta giornalistica, il film è ricco di interviste a testimoni oculari e sopravvissuti, e una parte altrettanto importante la fanno le ricostruzioni in computer grafica e gli interventi di noti artisti italiani quali Dario Fo e Lella Costa.

Nel 2008 Enrico Cerasuolo e Sergio Fergnachino firmano "Il Volto Nascosto della Paura", un documentario che si concentra sul concetto di "paura", descritto attraverso le storie di tre pazienti del Centro per le Neuroscienze della Paura e dell’Ansia di New York, le cui vite sono per sempre cambiate dopo quella fatidica mattina.

"W Union Square" di Enzo Aronica, arriva nella stagione successiva e attraverso la partecipazione di Massimo Popolizio e Roberto Herlitzka, rimette in scena gli infiniti minuti d'attesa, consumati a Manhattan nei giorni successivi agli eventi, momenti continuamente in bilico tra le lacrime e la rabbia.

Proprio in questi giorni, in occasione del decennale, numerose reti televisive hanno voluto ricordare i tragici eventi producendo documentari che ricostruiscono i momenti più importanti del "prima, durante e dopo" l'11 settembre.

Uno di essi è "11 settembre, dieci anni dopo" realizzato per Rai3 da Andrea Salvadore, che lungo le due ore da voce a chi spesso è stato poco "raccontato", come i musulmani d'America o le mogli degli agenti di borsa. Un film costato sei mesi di lavoro, al centro del quale riecheggia una domanda: "dov’era Dio quel giorno? "

Gina Lippis, Lucio Caputo, Ruggero De Rossi e Francesco Ambruoso sono quattro sopravvissuti italiani che hanno deciso di aprire i cassetti della memoria per la realizzazione di "Gli italiani nelle torri", una produzione girata in Italia per Histoy Channel.

Tra gli ultimi lavori italiani non va dimenticato "Macerie di New York – 11 settembre 2001" di Alessandro Agostinelli, una co-produzione tra la Mediateca Toscana e il gruppo L’Espresso, che il regista descrive così: "Una settimana dopo l’11 settembre, appena riaperto lo spazio aereo sugli Stati Uniti, sono volato da San Francisco a New York, per andare a vedere che cosa era successo. Nei miei ripetuti giri intorno a ground zero ho preso alcune immagini che ancora oggi, dieci anni dopo, mi ricordano gli odori e la tensione spaurita di quei giorni in cui il mondo comcinciò a cambiare e il Ventunesimo secolo cominciò nel dramma."

11/09/2011, 11:00

Antonio Capellupo