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Diari Pisani, all'Arsenale serata con Marco Malvaldi


Diari Pisani, all'Arsenale serata con Marco Malvaldi
Marco Malvaldi
Anteprima pisana al Cineclub Arsenale (Vicolo Scaramucci 2, ingresso gratuito) mercoledì 30 gennaio alle 18.30 per "Diari Pisani - Capitolo 3: Marco Malvaldi", videodocumentario di Maria Teresa Soldani, prodotto da C-Frames.

Presentato in anteprima assoluta al festival Writers #0 gli scrittori (si) raccontano il 25 novembre scorso ai Frigoriferi Milanesi, il film sarà accompagnato in sala dall’autrice Maria Teresa Soldani e dallo scrittore Marco Malvaldi.

"Diari Pisani" nasce nel 2008 da un'idea di Maria Teresa Soldani, che decide di puntare la videocamera sugli artisti della propria città: musicisti, fumettisti, scrittori, illustratori. Una piccola comunità di persone, compagni di viaggio che hanno condiviso la vitalità della scena contemporanea pisana, arricchendola con la scelta di una ricerca artistica indipendente. Capitolo dopo capitolo, Diari Pisani ne racconta il percorso, con l’obiettivo di far emergere da ciascuno di loro scorci della città in cui sono cresciuti, attraverso lo sguardo di chi sono ora. I primi due capitoli sono dedicati a Tuono Pettinato e Magdalene. In questo momento sono in produzione tre nuovi capitoli, finanziati grazie al successo della campagna di crowdfunding condotta sul portale italiano Eppela.

Marco Malvaldi, classe 1974, autore di romanzi gialli, ha pubblicato con Sellerio Editore i quattro romanzi della serie dei vecchietti del BarLume: La briscola in cinque (2007), Il gioco delle tre carte (2008), Il re dei giochi (2010) e La carta più alta (2012), inoltre ha “unificato l’Italia” a tavola con Odore di chiuso (2011). Chimico, scrittore, musicista, cuoco, giocatore di ping pong, il documentario ripercorre le mille sfaccettature di un autore imprevedibile e attento a studiare i meccanismi di una realtà da rielaborare e “percuotere”, come le corde di un pianoforte, per metterne insieme i suoni. Scienza e letteratura, binomio indissolubile e filo conduttore non solo di una vita ma di un modus scribendi e di un processo narrativo, il tutto condito da buone dosi di ironia e dal gusto per il vernacolo e la parola desueta.

29/01/2013, 13:11