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S IS FOR STANLEY - Vivere con Stanley Kubrick


Il divertente ed emozionante documentario di Alex Infascelli racconta la storia di amicizia tra il mitico regista newyorkese e un umile uomo di Cassino.


S IS FOR STANLEY - Vivere con Stanley Kubrick
Un umile lavoratore ciociaro arriva a diventare il miglior amico del più geniale regista della storia del cinema. Uno di quei soggetti da film che ti portano a ridere per il livello di irrealtà e improbabilità che una cosa del genere possa realmente accadere. Se non fosse che tutto ciò sia davvero accaduto.

A distanza di quasi dieci anni dalla sua ultima opera per il cinema, Alex Infascelli torna sul grande schermo con "S is for Stanley", uno splendido documentario che narra l'incredibile storia di amicizia tra l'autista Emilio D'Alessandro e Stanley Kubrick.

Un primo incontro che sembra scritto dal più abile degli sceneggiatori. In una notte innevata londinese del 1970, squilla il telefono di un'agenzia di autisti e qualcuno dall'altra parte della cornetta chiede di fargli recapitare d'urgenza un grosso pacco. Nessuno sembra avere tanto fegato di attraversare le strade di Londra in quelle condizioni, eccetto il giovane Emilio, allora anche pilota automobilistico. Fatto capolino nella grande villa e scoperto che l'oggetto misterioso altro non era che la riproduzione di un enorme fallo, l'uomo con capelli arruffati e barba folta si presentò con un "Hi, my name is Stanley Kubrick", cui seguì la più "normale" risposta "Hi, I am Emilio D'Alessandro" di chi non si rendeva minimante conto di avere di fronte un mito assoluto.

Fu come un colpo di fulmine e nel giro di poco tempo Emilio divenne prima autista personale, poi tuttofare fino a uomo di fiducia. Una posizione quest'ultima tanto bella quanto complicata, perchè se la meticolosità e l'ossessiva cura dei particolari che il regista newyorkese dedicava alle sue opere è cosa nota a tutti, è solo grazie al racconto "privato" dei trent'anni di vita che D'Alessandro passò al suo fianco, che si può, senza francesismo alcuno, inserire Kubrick nella categoria dei "rompicoglioni".

Con bigliettini del tipo "Emilio per favore pettina i cani" e richieste come "Posso istallare una linea telefonica diretta a casa tua?", la presenza di Stanley nella vita di Emilio si fece sempre più ingombrante, tanto da mettere in crisi il suo matrimonio. Ma se oggi possiamo apprezzare capolavori del cinema come "Arancia meccanica", "Barry Lyndon", "Shining", "Full Metal Jacket" e "Eyes Wide Shut" è anche grazie alla calma e alla pazienza che il piccolo uomo di Cassino seppe dedicare all'amico "S".

Infascelli si affida completamente alle parole del protagonista cariche di ironia e commozione, costruendo attraverso lettere originali, foto e gli oggetti di scena, la piccola grande storia di un umile signore che ebbe il privilegio di vivere al fianco di chi ha lasciato il segno nella Storia con la "S" maiuscola. Un film divertente capace di emozionarti nel profondo.

18/10/2015, 13:24

Antonio Capellupo