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LOCARNO 69 - "Il Nido", nessuno spazio è sicuro


Prodotto da tempesta, il film di Klaudia Reynicke è stato presentato nella sezione Cineasti del Presente


LOCARNO 69 -
Ondina Quadri ne "Il Nido"
Rifugiarsi nel proprio nido non è una garanzia di salvezza, anzi. "Non ne avevi abbastanza?", chiede la giovane Cora allo 'straniero' ritornato nel paesino di Bucco, piccolo villaggio del Canton Ticino in cui era cresciuto e in cui anni prima pare fosse apparsa la Vergine.

Lui è tornato, da solo e con il suo cane, ma il motivo lei non lo sa. Sembrano saperlo i suoi parenti e gli anziani del luogo, che le raccontano della morte accidentale del fratello dell'uomo, avvenuto quando erano bambini per colpa di un altro cane. Lui non spiega, non conferma, ma di sicuro nessuno lo vuole in paese.

Cora, anche lei tornata a Bucco dopo un periodo di assenza, è guida turistica per i fedeli così da guadagnare un po'. Lei si sente attratta da questo oscuro figuro e cerca di convincerlo ad aprirsi: il rapporto tra loro crescerà, tanto quanto diventerà teso quello con il resto degli abitanti...

"Il Nido" segna il debutto nel lungometraggio di fiction della regista svizzero-peruviana Klaudia Reynicke, che ha scelto per interpretare il suo film il volto espressivo e giovane di Ondina Quadri (splendida protagonista lo scorso anno a Venezia di "Arianna") e quello esperto e sofferto dell'italo-belga Fabrizio Rongione, attore-feticcio dei fratelli Dardenne.

Un racconto fatto di poche parole, di sguardi e di non detti, di fede vera e presunta, di accettazione dell'altro e del complicato vivere in una comunità chiusa e piccola. "Il Nido" parla anche di molto altro, e il lento scorrere del suo narrare lo rende visione coinvolgente e disturbante.

23/08/2016, 17:32

Carlo Griseri