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CANNES 70 - "Il Tarlo": La gioia delle piccole cose


Paolo Buatti racconta l'arte di Francesco Diletti.


CANNES 70 - "Il Tarlo": La gioia delle piccole cose
A volte per raccontare una storia bisogna calarsi nella vita di una persona: mostrare dove si muove, quali sono le sue azioni abituali, metterla nella condizione di raccontarsi a partire dalle scelte che ha compiuto in passato.

È quello che fa Paolo Buatti ne “Il Tarlo” presentandoci Francesco Diletti, facendoci entrare nel laboratorio in cui lavora il legno, ripara antichi orologi, con la dedizione con cui programmava software, elaborava strategie per diventare campione di bocce o imparava a giocare a scacchi.

Nello spazio del laboratorio, il regno di Diletti, con i tempi di chi svolge un lavoro artigianale, Buatti mostra la vita di un uomo che non si arrende allo scorrere del tempo, ma vive ogni giorno impegnandosi in qualcosa di nuovo, proponendosi un piccolo obiettivo da raggiungere.

Francesco Diletti ci rende partecipi del suo lavoro come se volesse insegnarci, trasmetterci delle conoscenze che, in effetti, non sono familiari alle nuove generazioni. Lo fa con la pacata energia di chi ripara orologi e ascolta quasi con tenerezza il picchiettare di un tarlo, come se quella tacita presenza in fondo potesse essere di compagnia, come se connotasse al meglio il suo mondo.

Paolo Buatti ne “Il Tarlo” mostra un lavoro caratterizzato da una lentezza quasi rituale, artigianale, fa vivere un’atmosfera, mentre la vita si racconta davanti alla macchina da presa.

19/05/2017, 16:28

Rita Bennardello

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