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NON C'È CAMPO - Amore e tradimento con e senza smartphone


E se all'improvviso non fossi più online? Chiede Federico Moccia nel suo film raccontando la storia di una classe che, tra amori e tradimenti, rimane senza smartphone in gita scolastica. Con Vanessa Incontrada, Gian Marco Tognazzi, Neva Leoni e Beatrice Arnera. In sala distribuito da Koch Media dal 1° novembre


NON C'È CAMPO - Amore e tradimento con e senza smartphone
"Non c'è Campo" di Federico Moccia
I giovani secondo Moccia. Argomento fondante, trainante, attraente dei suoi film, le ragazze e i ragazzi questa volta si incrociano in storie legate agli smartphone e alla invincibile abitudine di comunicare col cellulare.

Una gita scolastica in un paesino sperduto della Puglia è l’occasione ideale per metterli di fronte alla realtà, giovani e adulti, costretti a dirsi tutto guardandosi negli occhi e ad arrivare alla consapevolezza che lasciarsi per o con un messaggino è una cosa da fessi. O forse no, forse è la via più breve per ammettere che le tante occasioni sentimentali di oggi, facilitate e amplificate dai social, sono leggere e sempre a rischio, e che il partner si può sostituire così facilmente, con un "invia", come si riesce a fare un complimento via whatsapp.

Come spesso è accaduto però in "Non c’è Campo" si deve registrare una cronica, per Moccia, mancanza di originalità con le situazioni che si ripetono stancamente, gli sguardi, gli innamoramenti e i baci regolari o rubati che sembrano gli stessi di "Tre metri sopra il cielo", diretto sì da Luca Lucini ma chiaramente con il Dna di Moccia. Amori e tradimenti si susseguono senza soluzione, con qualche punta di fastidioso moralismo. Il marito tradisce ma si pente, la moglie ha l’occasione di tradire ma non si vendica e torna in famiglia senza peccato.
Da sorvolare sulla unanime correttezza e solidarietà di fronte a un compagno di scuola che fa coming out della sua omosessualità...

Ragazze e ragazzi tutti carini per una commedia che gira intorno a molti equivoci con la realtà spesso manipolata per far procedere la storia, come quando basta prendere il cellulare di un altro per scoprire tresche, messaggi o foto compromettenti.
E la domanda sorge spontanea: ma questi, non ce l’hanno il PIN?

23/10/2017, 17:35

Stefano Amadio