Festival del Cinema Città di Spello
I Viaggi Di Roby

GLI ANNI AMARI - Ciak a Milano per Andrea Adriatico


Il film ripercorre la vita e i luoghi di Mario Mieli, intellettuale, attivista, scrittore e artista di grande rilievo nell’Italia degli anni Settanta, tra i fondatori del movimento omosessuale nostrano.


GLI ANNI AMARI - Ciak a Milano per Andrea Adriatico
Mario Mieli
Inizieranno il 20 agosto 2018 a Milano le riprese di "Gli Anni Amari", il nuovo film di Andrea Adriatico prodotto da L’Altra Cinemare con Rai Cinema, in collaborazione con Pavarotti International 23 srl, Emilia-Romagna Film Commission e Apulia Film Commission, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema.

Scritto da Grazia Verasani (“Quo vadis, baby?”), Andrea Adriatico e Stefano Casi, il film ripercorre la vita e i luoghi di Mario Mieli, intellettuale, attivista, scrittore e artista di grande rilievo nell’Italia degli anni Settanta, tra i fondatori del movimento omosessuale nostrano.

Le prime due settimane di riprese saranno concentrate nella capitale lombarda, dove Mario è nato e ha trascorso gran parte della sua vita: dagli studi al Liceo Parini e alla Facoltà di Filosofia presso l’Università Statale fino al celebre festival del proletariato giovanile organizzato dalla rivista “Re Nudo” al Parco Lambro, passando per siti iconici quali la Fontana delle Quattro Stagioni e piazza Duomo. La troupe seguirà poi i passi di Mario nelle città di Sanremo, Lecce e Bologna, per concludere infine le riprese a Londra – laddove Mario non solo ha vissuto ma, soprattutto, ha conosciuto l’attivismo omosessuale inglese nella sua fase più fiorente, negli anni immediatamente successivi ai moti statunitensi di Stonewall.

Un viaggio attraverso l’Italia (e non solo) per riscoprire i luoghi protagonisti dell’impeto e dello spirito rivoluzionari degli anni Settanta. Uno sguardo a un passato prossimo per ritrovare, oggi, le nostre radici.

Quali sono gli anni amari? La contestazione politica e sociale, l’emancipazione femminile e sessuale, le droghe psichedeliche, la musica dei Led Zeppelin e dei Queen. Un’intera generazione che fa sentire la propria voce nelle strade, nelle piazze e nei giornali, le rivendicazioni di neri, donne e omosessuali. Ma anche gli anni di piombo, l’uccisione di Pier Paolo Pasolini e di Francesco Lorusso, il sequestro di Aldo Moro. È un decennio fervido di illusioni e disillusioni che il regista Andrea Adriatico indaga e ricostruisce attraverso le vicende di uno dei leader più carismatici del movimento omosessuale italiano.

"Gli Anni Amari" ricuce alcuni momenti della vita personale e pubblica di Mario Mieli, interpretato dal giovane Nicola Di Benedetto al suo debutto cinematografico. Nato nel 1952 a Milano e morto tragicamente suicida nel 1983, prima dei trentun anni, Mario fu intellettuale, scrittore, attivista, performer, provocatore, ma soprattutto pensatore e innovatore dimenticato. Figlio di genitori benestanti e penultimo di sette figli, tra cui Giulio (Lorenzo Balducci), vive una vita intera in conflitto con il padre Walter (Antonio Catania) e la madre Liderica (Sandra Ceccarelli).

La pellicola ne segue i passi a partire dall’adolescenza al liceo classico Giuseppe Parini di Milano. La gioventù e la vita notturna sfrenata nella “Fossa dei Leoni” a parco Sempione e nei locali gay milanesi, quando ancora omosessualità era sinonimo di disturbo mentale; il viaggio a Londra e l’incontro fondamentale con l’attivismo inglese del Gay Liberation Front; il ritorno in patria e la fondazione del “Fuori!”, prima associazione del movimento di liberazione omosessuale italiano, e dei “Collettivi Omosessuali Milanesi”; la pubblicazione del saggio Elementi di critica omosessuale; la popolarità mediatica ma anche le turbe mentali.

Mario come protagonista assoluto, attorno al quale gravitano nomi e volti di amici e compagni che, con lui, hanno contribuito a cambiare la storia, come Corrado Levi (architetto, docente, artista interpretato da Francesco Martino, attore, visto ne La finestra di fronte e più recentemente in serie TV italiane e internazionali come Doctor Who), Ivan Cattaneo (cantante, interpretato da Davide Merlini, uscito da X Factor, apprezzato protagonista del musical “Romeo e Giuletta” e uno dei cantanti di “Tale e Quale Show”) e Piero Fassoni (pittore interpretato da Giovanni Cordì, attore soprattutto teatrale, comparso finora in piccoli ruoli in film di Nanni Moretti e Liliana Cavani). Senza dimenticare Franco Buffoni (poeta e traduttore), Angelo Pezzana (fondatore del primo movimento omosessuale italiano, il “Fuori!”), Fernanda Pivano (scrittrice e traduttrice), Milo De Angelis (poeta), Andrea Valcarenghi (fondatore della rivista “Re Nudo”), Francesco Siniscalchi (massone che denunciò Licio Gelli e la P2).

"Non è il semplice racconto ardimentoso di una stagione di lotta per i diritti LGBT" - scrive il regista - "c’è lo sguardo su un ragazzo insofferente all’omologazione, sia quella, come avrebbe detto lui, “eteronormativa”, sia quella di un movimento omosessuale che dopo i primi atti rivoluzionari cercava forme di normalizzazione"

E in questo sguardo umano, nel tentativo della macchina da presa di entrare nella mente geniale di Mieli si colloca l’intensa e sofferta storia d’amore con il giovanissimo Umberto Pasti, futuro scrittore e botanico (Tobia De Angelis, tra i protagonisti della serie tv Tutto può succedere e attore nell’ultimo film di Ligabue, Made in Italy).

20/08/2018, 08:30