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Note di regia di "Tra Piazze e Campanili"


Note di regia di
L'Azione Cattolica, per la sua natura laicale ed ecclesiale, è sempre stata nell'occhio del ciclone. Un occhio alla fede ed uno alla realtà, uno alla Roma vaticana ed uno alle parrocchie delle borgate, uno nella Chiesa ed uno fuori dalla Chiesa, tra i non credenti. Una vocazione alla schizofrenia volontaria, per testimoniare la propria fede sul territorio. Un'impresa complicata. Un esercizio di equilibrio, appunto. Troppo grande, autorevole, autonoma, critica. L'Azione Cattolica si è rivelata, a volte per lo Stato, altre volte per la Chiesa, una risorsa e un problema.

E' su questo stretto sentiero che vogliamo rileggere la storia dell'AC, vogliamo percorrerlo osservando da vicino i momenti nei quali l'Azione Cattolica e la storia d'Italia si sono incrociate, scontrate, compenetrate. A volte lo scontro, l'attacco, non si è limitato ai soli toni energici. Ha anche provocato ferite, ha ucciso. Anche l'Azione Cattolica ha i suoi eroi, i suoi martiri, le sue icone. L'idea quindi, non è di ricostruire una cronologia di fatti ed una galleria di volti, ma di far emergere il ruolo “provocatorio” dell'associazione, ed osservare come si vive “appesi ad un filo”.
Il documentario storico che ne emergerà avrà i colori del giallo, guarderà alle ragioni ultime degli avvenimenti, scaverà dietro i fatti. La lettura sarà sinottica: la storia d'Italia da un lato, la vita dell' associazione dall'altro. La seconda esiste in funzione della prima. L'AC vive nella storia del suo paese e dei suoi cittadini. Ne condivide le sorti fino in fondo, visto che è formata da persone che hanno deciso di testimoniare chi sono e in cosa credono nei luoghi in cui vivono.
Vogliamo che ne emerga un quadro attendibile, non di parte. Non costruiremo un'agiografia televisiva dell'Azione Cattolica, ma la inseriremo nell'Italia degli ultimi cento anni. Un aspetto, però, vogliamo sottolinearlo: è stando appesi ad un filo, rischiando, quasi giocando d'azzardo, che si può segnare la storia di una nazione.

La traccia maestra è quella segnata dalle produzioni del calibro de “La grande storia” o gli episodi unici in onda su History Channel. Tra piazza e campanile consente un affresco della storia d’Italia. Il materiale d’archivio, con tutto il fascino della sua originalità che restituisce voce e gusto al passato, sarà il vero fulcro attorno al quale costruiremo il racconto. Dal Luce a Raiteche all’Archivio Cinematografico della Resistenza di Torino e a quelli romani del Movimento Operaio e Sindacale.

Sante Altizio