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Note di regia di "Mina Settembre"


Note di regia di
È sempre una grande emozione leggere una sceneggiatura e capire che ti piace la storia. Già riesci a vedere i personaggi, ti immagini dove farli muovere e senti le loro battute. All’inizio c’è una grande confusione, poi piano piano metti a fuoco. Sono tante storie che diverranno un unico racconto. E quel racconto avrà anche i miei occhi. Un mestiere molto bello. Tutto parte da un lavoro lontano, un libro, un team di sceneggiatori, la ricerca di un’attrice che potrà far vivere per tutti noi Mina Settembre, la protagonista di questa nuova serie Tv. È Serena Rossi, un’attrice completa, perfetta. Diventiamo grandi amiche, ci fidiamo l’una dell’altra. Era inevitabile. Si parte da lei per costruire il suo mondo di affetti: amiche, amori, famiglia e ancora uomini e donne che le chiederanno aiuto perché Mina è un’assistente sociale. Una donna empatica, che si butta nelle cose, spesso non è diplomatica, non sempre è “politicamente corretta”. Mina è una donna che ancora si deve trovare, e per queste sue fragilità la si ama un po’ di più. Con Serena abbiamo lavorato molto per rendere Mina piena di sfumature. Indossa un cappotto rosso, proprio a voler cogliere sempre la nostra attenzione. Ne esce il ritratto di un personaggio moderno, e attuali sono le storie che dovrà affrontare e provare a risolvere. In questo lavoro abbiamo voluto coinvolgere prevalentemente attori napoletani. Poche le eccezioni, tra queste il marito di Mina, che per esigenze narrative doveva essere del Nord. Rimanere fedeli alla città era un forte desiderio.

Infatti è Napoli, la città dove Mina abita e dove ci sono le sue radici, l’altra grande protagonista. Una città, piena di rumori, che ho dovuto imparare a conoscere e che mi ha rapita. La città del quartiere Sanità, del Vomero, Forcella, Gianturco, Chiaia. Quante città ci sono a Napoli e quante cose ha da scoprire Mina Settembre. Uno dei cuori della nostra storia è il consultorio nel quale lavora la nostra protagonista. Siamo riusciti ad ambientarlo, supportandolo con varie costruzioni, in un enorme appartamento borghese che si affaccia su un affascinante cortile nel Rione Sanità. La serie è tutta girata in ambienti dal vero che, per la sua struttura narrativa, sono davvero molti. In Mina Settembre abbiamo usato spesso i flashback come forma di racconto. C’è il ricordo di Mina legato alle sue emozioni passate e ci sono i ricordi dei “pazienti” di Mina che ci aiutano meglio ad esplorare le loro storie. Una sottile linea gialla sarà sempre con noi nella linea orizzontale che è piacevolmente molto romantica. Mina alla fine della storia sarà un’altra donna. Migliore? Forse. A me piace pensare di avere raccontato la sua vita e di averla condivisa con voi.

Tiziana Aristarco