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MOLISECINEMA 19 - Tutti i vincitori


MOLISECINEMA 19 - Tutti i vincitori
Con la premiazione dei concorsi termina la 19a edizione di MoliseCinema. Resi noti i vincitori delle tre sezioni competitive: Frontiere, Percorsi e Paesi in corto.
Il Festival si è svolto con proiezioni in presenza e ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico nonostante le limitazioni legate alle normative anti-covid. Numerose le anteprime italiane e internazionali dei film in concorso. Tra gli eventi speciali l’incontro con Jasmine Trinca, a cui il Festival ha dedicato il libro Jasmine Trinca. Uno sguardo altro, a cura di Federico Pedroni e Federico Pommier Vincelli. Il programma ha previsto anche film ed eventi in streaming sul portale Mymovies.

Per la sezione Frontiere - Premio Giuseppe Folchi, il concorso riservato ai documentari, la Giuria composta dai registi Maura Delpero e Davide Maldi e dal professore e saggista Christian Uva, ha assegnato il premio come Miglior Documentario a "Un giorno la notte" di Michele Aiello e Michele Cattani perché “riesce a scardinare la retorica della narrazione più convenzionale sull’immigrazione, adottando tanto un punto di vista interno denso di implicazioni emotive, quanto uno sguardo registico delicato e orizzontale. Le potenzialità comunitarie dello sport diventano elemento drammaturgico essenziale per un racconto capace di tenere insieme il particolare e l’universale e accompagnare il protagonista in un percorso di maturazione in una prima accettazione dei limiti della propria malattia”.
Una Menzione speciale della Giuria va a "L’occhio di vetro" di Duccio Chiarini perché “accompagna lo spettatore in un viaggio intimo indietro nel tempo, aprendo il baule dei ricordi del regista e scavando nelle ombre dei non detti della sua famiglia. Ha il merito di farlo raccontando con coraggio eventi di un passato meno glorioso di altri. Il documentario diventa documento, grazie anche al sapiente uso dell'archivio, e dialoga con il presente e con la nostra coscienza conciliando efficacemente Storia e microstoria”.
Quest’anno il festival ha salutato idealmente la documentarista Valentina Pedicini, prematuramente scomparsa, e vincitrice di un premio nella passata edizione.

Per la sezione Percorsi. Cortometraggi Italiani la giuria composta dall’attrice Simonetta Solder, dal casting director Armando Pizzuti e dal regista Gianluca Santoni, ha assegnato il primo premio per il Miglior Corto italiano a The Nightwalk di Adriano Valerio “per aver scelto di raccontare una realtà complessa e misteriosa, con uno sguardo onesto e privo di trucchi, soffermandosi su quello che accade dietro, piuttosto che davanti agli occhi del protagonista. L’autore dà così vita ad un linguaggio originale, maturo e coerente dall’inizio alla fine del film, al servizio di una narrazione che riecheggia nelle nostre vite, creando ponti emotivi con lo spettatore, per ricordarci che non siamo soli con i disagi che stiamo vivendo
Una Menzione speciale della giuria va a "Le Mosche" di Edgardo Pistone “per lo stile deciso e la composizione impeccabile con cui racconta l’amicizia di un gruppo di ragazzi. La direzione degli attori, il ritmo del montaggio e il lavoro sul suono rendono “vero” lo stato d’animo dei protagonisti facendo di noi spettatori, testimoni muti del loro inevitabile destino”.
Una menzione speciale per l’interpretazione dell’attore protagonista va Carmelo Macrì per "Accamòra" di Emanuela Muzzupappa “per la naturalezza dell’interpretazione e per aver colto le sfumature più intime del personaggio da lui interpretato in modo estremamente autentico”.

Per la sezione Paesi in corto. Cortometraggi internazionali, la giuria composta dal regista e attore iraniano Babak Karimi, dal regista corso Rinatu Frassati e dalla produttrice Pilar Saavedra Perrotta, ha assegnato il premio per il Miglior Cortometraggio internazionale a Badaren/Swimmer di Jonatan Etzler (presentato in anteprima italiana), "per la capacità di raccontare il disagio e l'alienazione del protagonista attraverso una sapiente combinazione di ironia e sarcasmo, mettendo a nudo tutte le fragilità dell'essere umano e utilizzando l'unità di luogo come perfetta leva drammaturgica. Il risultato della messa in scena diventa una sorta di teatro dell'assurdo che ha come protagonista l'eccellente Pontus Liedberg imprigionato in un vortice tragico e insieme compassionevole, drammatico e al contempo straziantemente divertente, il tutto in una cornice estetica impeccabile”.
La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale all’interpretazione dell’attrice protagonista Brigitte Roüan per "Hizia" di Chabname Zariab "Per le sue grandi qualità artistiche e, in particolare, per l’interpretazione allo stesso tempo toccante, inquietante, sconvolgente e, di per sé, profondamente umana. Il suo ruolo e l’empatia che infonde ci ricorda quanto questa attrice sia preziosa per il cinema francese e non solo."
Una menzione è stata assegnata anche alla regia di "Brigitte Bardot" di Çağıl Bocut “per l’ironia con cui dipinge un affresco familiare della Turchia contemporanea e per l’acutezza con cui mette in scena il pregiudizio culturale che spesso si annida nella percezione delle diverse nazionalità. L’utilizzo del bianco e nero e di un unico piano sequenza conferisce originalità al racconto cinematografico”.

Per la sezione Paesi in lungo, dedicata alle opere prime e seconde di lungometraggio, il premio è assegnato dal pubblico, che ha votato durante le proiezioni, e sarà reso noto sul sito del festival www.molisecinema.it da lunedì 9 agosto. Il premio del pubblico sarà esteso ai cortometraggi delle sezioni competitive che sono stati presentati anche online su Mymovies.it

Anche quest’anno è stato assegnato il premio per i cortometraggi italiani e internazionali dagli studenti della scuola di cinema di Pescara IFA. Per i corti italiani il premio va a "Slow" di Giovanni Boscolo e Daniele Nozzi “per aver trattato un tema di così attuale importanza attraverso una sceneggiatura ironica e divertente, senza cadere nel cliché e avvalorando i concetti di famiglia e anzianità, facendoli scontrare con la rapidità della giovinezza e riunendoli nell'attesa, dove i giovani di oggi possono ritrovare gli anziani come punto di riferimento e grande valore per tutti noi”.
Per i corti internazionali il premio va a Hizia di Chabname Zariab “per aver saputo raccontare tramite la pura narrazione dell'immagine ed esaltando primi piani intenti a cogliere ogni emozione della protagonista, un dramma umano, ove l'irrazionalità che ne scaturisce risulta difficile da giustificare, ma altrettanto difficile da condannare”.

09/08/2021, 08:54