Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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IL PRIMO GIORNO DELLA MIA VITA - Tra la vita e la morte


Il nuovo film di Paolo Genovese torna ad affrontare l'argomento della libera scelta sul proprio destino. Nel cast Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Margherita Buy, Sara Serraiocco e il giovane Gabriele Cristini e con Vittoria Puccini e la partecipazione di Lino Guanciale In sala distribuito da Medusa dal 26 gennaio


IL PRIMO GIORNO DELLA MIA VITA - Tra la vita e la morte
"Il Primo Giorno della mia Vita" (Foto Maria Marin)
Un film laico che parla dell'aldilà. Finalmente! Non ci sono santi, arcangeli, cavalieri dell'apocalisse, demoni col forcone o sanpietri con le chiavi in mano. No, il "dopo morte" è umano come la vita, con le sue debolezze, i suoi dubbi e i suoi personaggi banali o desueti che attraversano la strada lungo cui scorre l'esistenza.

Il film di Paolo Genovese fa una panoramica sul malessere di vivere di quattro personaggi, freschi reduci da un suicidio che vengono presi in carico da un responsabile delle loro anime (Toni Servillo) che in un piccolo e malandato albergo del centro di Roma li raduna e li mette di fronte alle proprie responsabilità. Senza giudizi, senza minacce di fiamme eterne, solamente mostrando al gruppo, nell'arco di sette giorni, le singole esistenze, i singoli punti di forza e le comuni mancanze.

Genovese ricerca la profondità inciampando spesso in un'estetica eccessiva che rende le sequenze artefatte, così raffinate da perdere autenticità, ricche di dialoghi elevati e, diametralmente all'opposto, di fragilità elementari quanto prevedibili. Tutto sembra funzionale a uno schema prestabilito, lontano da quella casualità che renderebbe umani ed empatici i personaggi. La storia però c'è e riesce a coinvolgere lo spettatore.

"Il primo giono della mia Vita" fa riflettere, sulla morte, sulle scelte definitive e sui sentimenti che, inespressi, sono spesso causa di insoddisfazione. I quattro personaggi si muovono tra la vita e la morte, incapaci di apprezzare ciò che hanno e ciò che sono almeno fino al termine di una settimana che aprirà loro gli occhi.

23/01/2023, 18:40

Stefano Amadio