FilmdiPeso - Short Film Festival

Il Dono


Regia: Giuliano Fratini
Anno di produzione: 2018
Durata: 89'
Tipologia: documentario
Genere: biografico/sociale
Paese: Italia
Produzione: Infintas Film
Distributore: Istituto Luce
Data di uscita: n.d.
Formato di proiezione: DCP, colore
Ufficio Stampa: Ufficio Stampa Cinecitt Luce
Titolo originale: Il Dono

Sinossi: Andrej Tarkovskij (1932‐1986), dopo luscita nelle sale del film Nostalghia, ha esaurito il permesso da parte delle autorit sovietiche di lavorare allestero: deve tornare in patria. Dai messaggi che riceve da alcuni amici e colleghi capisce che in Russia lo aspetta una vita ancor pi dura rispetto a quella che da sempre gli stata riservata, nonostante il talento e i successi come il Leone DOro per LInfanzia di Ivan alla Mostra del Cinema di Venezia del 1962. Decide cos di strappare con le autorit sovietiche e, un anno prima della Conferenza di Milano del 1984 in cui annuncer questa decisione, lascia gli amici romani che lo ospitano e si rifugia in una localit segreta, nel tentativo di sfuggire al controllo esercitato delle autorit sovietiche anche in terra straniera. Inizia cos nel giugno 1983 il soggiorno nel paese di San Gregorio da Sassola, suggestivo borgo medievale in cui pu respirare un clima di ritrovata serenit a contatto con la natura e con la semplice umanit degli abitanti. San Gregorio come una nuova Zona, anche qui una casa abbandonata come in Stalker, una zona in cui affiorano desideri e visioni. Ma presto capir di essere stato scoperto, ritrovandosi di nuovo in cammino verso altre direzioni, portando con s i germi di una malattia che si rivela al suo carattere profetico proprio durante il soggiorno a San Gregorio. Qui porta a termine degli scritti importanti come Scolpire il Tempo, il suo trattato di teoria cinematografica, ma soprattutto la sceneggiatura di Sacrificio, il suo ultimo film.



Il racconto intessuto di immagini di oggi, del paese di San Gregorio e di quanti hanno frequentato in quel tempo Tarkovskij: dai sodali Krzysztof Zanussi ai direttore della fotografia Beppe Lanci e Luciano Tovoli, i produttori Manolo Bolognini e Renzo Rossellini, amici che accompagnarono il regista nel suo tragitto italiano e lo accolsero a volte nella loro casa. E lucida e insieme fortemente commovente la testimonianza del figlio Andrej Andreevič Tarkovskij, che senza retorica riesce a trasmettere il senso e la forza della ricerca intima del padre, e a punteggiare i momenti di difficolt dellautoesilio, dellimpossibilit di riabbracciare il figlio in Russia, del rapporto di profondo legame misto a timore (anche di essere rapito dal KGB) verso la patria, dellincessante ricerca religiosa, filosofica, estetica, personale.
E ci sono gli abitanti, i cittadini comuni di questo piccolo borgo laziale. Che forse meglio di tutto testimoniano quello che il regista cercava per il mondo: la via a una propria vocazione restando semplicemente se stessi. Il film pare suggerire che i suoi personaggi preferiti fossero proprio quegli uomini semplici con cui ogni tanto amava passare un tempo di lavoro e riflessione.

Video


Foto